Serbia - Albania non è solo una partita di calcio

Le partite di calcio come quella tra Serbia e Albania diventano scontri tra nazionalismi

17 / 10 / 2014

Siamo al minuto 42 della partita tra Serbia ed Albania, valida per le qualificazioni agli europei 2016. L'arbitro Martin Atkinson interrompe il match dopo che un drone raffigurante la mappa della Grande Albania ha attraversato il terreno di gioco. Il gesto, percepito come una grande provocazione di stampo nazionalista da parte dei tifosi serbi, provoca l'immediato lancio di oggetti in campo. A rendere la situazione ancora più caotica ci pensa Stefan Mitrovic, giocatore della nazionale serba che decide di abbattere il velivolo proveniente dagli spalti. Alcuni calciatori albanesi si scagliano contro Mitrovic provocando una rissa generalizzata in campo. A quel punto alcune decine di ultrà serbi invadono il rettangolo di gioco prendendo di mira i giocatori della nazionale albanese. A guidare gli hooligans serbi c'è Ivan Bogdanov, famoso in Italia per aver scatenato i disordini allo stadio Marassi di Genova nella partita tra la nazionale italiana e la Serbia.

L'ennesimo spettacolo organizzato dai nazionalisti balcanici è andato in scena a Belgrado, nello stadio del Partizan, la seconda squadra per importanza in città.

Sono arrivate quasi immediate le dichiarazioni degli esponenti dei due governi. Il premier serbo Vucic ha parlato di incidenti premeditati con lo scopo di destabilizzare la Serbia e l'intera regione, umiliare i cittadini serbi facendo trasparire l'immagine di un paese intollerante nei confronti delle differenze. “Attendo le reazioni dell'Unione Europea che ho personalmente avvisato dell'alta probabilità di provocazioni e incidenti durante la partita”, ha aggiunto Vucic.

Il primo ministro albanese Edi Rama dichiara di essere fiero dei giocatori e deluso per il comportamento dei serbi. Lo stesso Rama fatalità si recherà in una visita di Stato in Serbia la prossima settimana. Sarà la prima volta dopo 68 anni che un premier albanese verrà ricevuto a Belgrado. Ad essere accusato di aver manovrato il drone è stato proprio suo fratello, Olsi Rama al quale la polizia avrebbe sequestrato il telecomando che doveva servire per manovrare il velivolo. Lui però nega le accuse ed esprime la propria indignazione per queste insinuazioni. Al loro ritorno a Tirana, i giocatori sono stati accolti da migliaia di tifosi che non hanno potuto recarsi in trasferta per motivi di ordine pubblico e tra di loro c'era anche qualche componente del governo.

Il calcio nei Balcani ha sempre avuto un significato che andava oltre al semplice evento sportivo. Tanti ricorderanno la partita giocata a Zagabria tra la Dinamo e la Stella Rossa il 13 maggio 1990. I tifosi serbi, capeggiati da Arkan che poi diventerà un criminale di guerra, assaltarono quelli croati con sedie e coltelli. Scoppiarono scontri pesantissimi con cariche della polizia ci fu l'invasione del campo e si scatenò una vera e propria guerriglia sul terreno di gioco. Qui si verificò quel famoso gesto dell'allora giovanissimo Zvonimir Boban che colpì con un calcio un poliziotto di origine serba. Quella partita fu considerata il preludio della guerra che incominciò un anno più tardi.

Questa volta lo scontro ha riguardato serbi e albanesi. Due popoli che si portano dietro gli strascichi della guerra in Kosovo la cui indipendenza non è mai stata accettata dalla Serbia. I nazionalisti albanesi considerano il Kosovo la loro terra, un territorio della Grande Albania di cui dovrebbero far parte anche una porzione della Macedonia, lembi di terra del Montenegro e della Grecia. Per gli ultra nazionalisti serbi invece è il “cuore della Serbia”, dove nel 1389 si è combattuta la battaglia della Piana dei Merli contro l'esercito ottomano. Un evento tra i più importanti della loro storia e fonte di gran parte del sentimento nazionale. Sono passati pochi anni da un conflitto etnico che ha visto migliaia di morti dall'una e dall'altra parte perché si possa pensare che i due popoli si siano pacificati. Sembrava che la visita del premier albanese a Belgrado potesse dare un segnale di svolta ma gli incidenti allo stadio del Partizan potrebbero aver deluso queste aspettative.

La Fifa per bocca del presidente Blatter si dichiara scioccata dai fatti e dichiara che il calcio non dovrebbe mai essere usato per scopi di natura politica. La domanda però sorge spontanea; come si possono mettere nello stesso girone due nazionali di cui si conosce benissimo la storia e i rischi che il loro confronto comporta? Per quale motivo la UEFA ha deciso che Spagna-Gibilterra, Russia-Georgia e Azerbaijan-Armenia non possono trovarsi nello stesso gruppo mentre la stessa decisione non è stata presa per Serbia-Albania?

Si è trattato probabilmente di una sottovalutazione dello scenario balcanico, dei nazionalismi che sono ancora forti e fanno fatica a morire. E' una regione dove la disoccupazione resta altissima, la povertà cresce e i giovani di qualunque etnia diventano facile preda del nazionalismo. I politici inoltre pur di ottenere consenso soffiano su braci mai spente. Gli eventi sportivi diventano mezzi attraverso cui mettere in scena le idee politiche. Dovrà passare ancora tanta acqua sotto i ponti per arrivare a una convivenza pacifica tra i tanti popoli che vivono nella penisola balcanica. 

Bookmark and Share