Siria - Bombardamenti turchi contro l'SDF

Perdono la vita due volontari internazionali, Micheal Israel e Anton Leschek

2 / 12 / 2016

Appartengono a qualche mese fa le immagini di gioia che hanno accompagnato la liberazione della città siriana, a maggioranza curda, di Manbij: una donna che, a volto scoperto, fuma una sigaretta, un'altra che si toglie il pesante copricapo nero e infine gli uomini che festanti si tagliano la barba in strada.

Gesti e pratiche comuni in tutti i luoghi liberati dall'oppressione e dalla brutalità dell'autoproclamato Stato Islamico, ma resi eclatanti proprio a Manbij, a causa del lungo assedio messo in atto dalle Forze Democratiche Siriane e dall'importanza che riveste questa città nello scacchiere strategico del Nord della Siria. Infatti Manbij giace a poche decine di chilometri dal confine turco, nel Nord di Aleppo. In questa parte di Siria si stanno compiendo alcune delle battaglie decisive per il futuro del conflitto siriano e che vedono in gioco molti attori, da quelli locali e regionali fino ad arrivare alle superpotenze mondiali. In quel fazzoletto di terra si stanno scontrando diversi interessi in rotta di collisione. Escludendone alcuni per ragioni di scopo, è di questi giorni la terribile notizie che alcuni combattenti internazionali, facenti parte delle brigate internazionali che combattono nelle file dello YPG, sono caduti nei pressi di Manbij. 

La vera notizia sta nel fatto che questi combattenti, uno tedesco e uno americano, sono stati uccisi in un bombardamento compiuto da alcuni jet turchi. E' la prima volta che succede un fatto simile, infatti tutti gli altri caduti "internazionali" erano morti per mano dei miliziani del Califfato nero, non per mano di un paese che invece fa parte della Coalizione internazionale anti-Is. E' un fatto di estrema gravità che denota la spregiudicatezza del regime turco nel suo piano in Siria, soprattutto contro le Forze Democratiche Siriane e lo Ypg, quindi contro i curdi e la Rojava.

Micheal Israel, nome di battaglia Robin Agiri, e Anton Leschek, conosciuto anche come Zana Ciwan, sono caduti per colpa di uno stato, quello turco, mandante di stragi e autore materiale di bombardamenti, mentre combattevano contro il Califfato per la pace in Siria, per la Rojava e per noi.

Sehit Namirin, i partigiani non muoiono mai!

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