Stati Uniti - Lavoratori dei fastfood in sciopero per reddito e diritti, contro la povertà

E’ cominciata lunedì in sette città del paese la più grande mobilitazione nella storia degli Stati Uniti dei lavoratori dei fastfood

30 / 7 / 2013

Il personale delle catene McDonald, Burger King, KFC e Wendy sarà in presidio davanti ai locali a New York, Chicago, Detroit, Milwaukee, St. Louis, Kansas City e Flint, Michigan. I lavoratori chiedono ai ristoranti fastfood di aumentare il salario minimo che attualmente è molto più basso a 15 dollari all'ora; la retribuzione media nell’area di New York è di 8,25 dollari per ora e il salario minimo è di 7.25 dollari.

"Devo fare il lavoro di tre persone" a causa di problemi di organico, dichiara un dipendente di McDonald “ma comunque sono sempre pagato con uno stipendio." Chi parla è un ex-dipendente del Dipartimento ai Parcheggi licenziato dall’ amministrazione comunale per i tagli dovuti alla crisi" è difficile vivere con il salario minimo di 7,25 dollari l’ora, mantenendo i miei due figli e pagando l'affitto."

La mobilitazione è stata organizzata dal Food Fast Forward, un movimento di lavoratori provenienti da vari fastfood a New York e impegnato nella lotta sull'aumento dei salari e la conquista di maggior diritti per i lavoratori.
In America, le persone che lavorano duro devono essere in grado di permettersi beni di prima necessità come generi alimentari, l'affitto, l'assistenza all'infanzia e il trasporto. – Scrivono nel documento di convocazione. - Mentre le società di fastfood raccolgono i frutti di profitti record sempre più lavoratori sono costretti a rivolgersi all’ assistenza pubblica, pur avendo un lavoro. Alzare il livello di retribuzione dei lavoratori dei fastfood porterebbe benefici non solo a questi ma anche alla situazione economica generale.
Ora lo stipendio medio annuo di un lavoratore di fastfood a New York è di circa 11.000 dollari a fronte di un salario medio giornaliero di 25.000 dollari di un amministratore delegato della stessa catena di ristoranti fastfood.

Jonathan Westin, del Fast Food Forward di New York, ha dichiarato che difficilmente la vertenza sarebbe arrivata sui canali televisivi nazionali se i lavoratori non avessero costretto l’opinione pubblica ad aprire un dibattito sull'industria del fastfood scendendo ripetutamente in sciopero. " Sempre più i lavoratori continuano ad scioperare e pubblicizzare le ragioni della lotta e la cosa comincia ad essere un problema per la maggior risorsa del settore fastfood, che è il marchio ".
"Un sacco di lavoratori vivono in povertà non essendo in grado di permettersi di mettere il cibo sul tavolo delle proprie famiglie o prendere il treno per andare sul posto di lavoro e disperati per il fatto che non possono continuare a mantenere le loro famiglie con i salari con cui vengono pagati."
La campagna per aumentare il salario minimo a New York arriva in un momento di crescente povertà e di tagli di edilizia residenziale pubblica e nei quartieri reti di gruppi, comunità, sacerdoti e sindacati di base sono coinvolti nello sciopero.

“Tutta la comunità, come anche i lavoratori del settore dei servizi stanno peggio se le grandi aziende di fast-food e tengono bassi i salari e abbassano i livelli dei diritti per le persone che ci lavorano” dichiara un dipendente di un McDonald nel centro di Chicago, “ Prendo 8,60 dollari all’'ora dopo sette anni di lavoro. Con lo sciopero nel mese di aprile abbiamo ottenuto alcune "piccole vittorie", in particolare sugli orari di lavoro. Non sono preoccupato di perdere il mio lavoro ma se non faccio nulla, mi troverò in una situazione peggiore, potrei comunque essere licenziato in qualsiasi momento”.

“Siamo stanchi di soffrire ma non voglio vedere la prossima generazione stare peggio. Non voglio che i nostri figli soffrano. Vogliamo fare in modo di avere un futuro migliore. Così parlano un gruppo di 150 lavoratori all'ingresso del Prospect Park di Brooklyn, Quindi, se voglio che accada, abbiamo bisogno di tutti e di restare uniti in piedi uno accanto all’altro ".

Sarà una lunga e dura battaglia visto che le più grandi aziende del paese hanno respinto l'idea di aumentare i salari. Questo mese Walmart, il più grande gruppo di distribuzione americano, ha minacciato di congelare i progetti per la costruzione di tre edifici e di tre negozi già in costruzione dopo che il Comune di Washington DC ha approvato una legge che richiede grandi rivenditori di pagare i propri lavoratori un "salario di sussistenza" di almeno 12,50 dollari l'ora.

Una dura battaglia sui diritti e sul futuro del mondo del lavoro ma anche contro la povertà e il diritto ad una vita degna.

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