Universitari e ricercatori scendono in lotta

Take Back NYU! Occupazione alla New York University… l’onda studentesca continua!

La protesta continua

21 / 2 / 2009

Mercoledì 18 febbraio è iniziata l’occupazione del terzo piano del Kimmel Center, edificio di Washington square south che ospita una mensa, uffici amministrativi, un teatro e uno spazio per le attività studentesche della New York University.
«Continuing wave of student activism», continua l’onda delle mobilitazioni studentesche, si legge sui media mainstream e indipendenti che seguono le iniziative newyorkesi.
Le richieste di universitari e ricercatori d’oltreoceano riecheggiano le parole d’ordine dei movimenti europei: diritto allo studio, deprecarizzazione dei ricercatori, finanziamenti alla ricerca. E, soprattutto, riduzione delle tasse. Un universitario della NYU ogni anno tra tasse di iscrizione, di tuition (i corsi obbligatori sono compresi nell’iscrizione ma si tratta di una minima parte della formazione universitaria, il resto - ossia, i corsi più specializzanti e complementari sono tutti a pagamento,ndt), vitto e alloggio spende infatti 50 mila dollari all'anno. Significa dunque, come spiegano i manifestanti, che di fatto non c’è diritto all’istruzione e che i meno fortunati economicamente devono fare i salti mortali tra mille lavori, precari, e università.
La campagna Take Back NYU (Riprendiamoci la NYU) è iniziata due anni fa e già a dicembre 2008 gli universitari avevano occupato la New School University e ora la grande mela conosce una nuova ondata di mobilitazioni.
Oltre alla richiesta di maggiori finanziamenti allo studio, gli occupanti chiedono che si introducano 13 borse di studio per giovani palestinesi della Striscia di Gaza.
L’occupazione è stata annunciata con un comunicato stampa audio e video e lanciata via web. «Rimarremo qui finchè le dirigenze universitarie non ci ricevono», ha annunciato mercoledì un giovane con un megafono dal Kimmel Center. Attorno un unico coro: «Whose space? Our space!» (lo spazio di chi? Il nostro!) a significare che l’università è di chi la fa, gli e le studenti.
Subito l'ultimatum al rilascio degli spazi occupati, se entro venerdì 20 alle 13 il Kimmel non sarà liberato l'università espellerà gli occupanti. Venerdì poi la polizia ha caricato quanti si trovavano fuori dall'edificio allo scadere dell'ultimato. Sabato 21 dunque l'occupazione è terminata ma gli studenti promettono di non fermarsi. E denunciano pesanti repressioni nei loro confronti. Gli occupanti sono stati denunciati per: assemblea non autorizzata, incitazione alla violenza, ostruzione di pubblico esercizio, resistenza all'arresto e condotta contraria alla legge. Inoltre, durante i due cortei, pacifici, tenutisi in questi giorni i manifestanti sono stati attaccati dagli agenti della polizia newyorkese. Spray urticanti, lacrimogeni, manganelli usati contro studenti disarmati. Provvedimenti disciplinari infine ai danni degli iscritti alla NYU, tra cui alcune esplusioni e pure allontanamento dai dormitori. L'onda però non si arresta...


Multimedia [Eng]:
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- video 1
- video 2
- video 3


Link esterni:
- Take Back NYU
- Ny Times
- NY1 local news
- Ny Indimedia

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