Una strage di minatori nei pozzi di carbone

Sotto accusa le privatizzazioni selvagge di Erdogan

15 / 5 / 2014

La Turchia è il 3° paese al mondo per numero di morti bianche, già questo crudo dato la dice lunga sul rispetto delle regole della sicurezza nei luoghi del lavoro.

A questo dato sistemico va agganciato il processo di privatizzazione che, dall’ascesa al potere del clan di Erdogan, è in corso in tutte le imprese e attività che precedentemente erano sotto la competenza dei vari Ministeri: le miniere di Soma sono di competenze di un ente minerario privatizzato.

Questa strage sul lavoro ha rilanciato le proteste contro la politica mafiosa e neoliberista del governo Erdogan, manifestazioni si sono svolte nei maggiori centri metropolitani di Istanbul, Ankara e Smirne, che sono state disperse a forza di cariche e con l’uso dispiegato dei blindati con gli idranti, con un bilancio di decine e decine di feriti.

Le speranze di salvare i 120 minatori ancora intrappolati in fondo alla miniera di carbone di Soma si affievoliscono, portando a oltre 500 la triste contabilità delle vittime in quello che si configura come il più grave crimine della storia mineraria della Turchia. Già ieri i lavoratori e i parenti dei minatori, morti o intrappolati nelle viscere della miniera, hanno contestato la visita ufficiale del premier Recep Tayyip Erdogan, arrivato nel pomeriggio a Soma, la sua auto e' stata presa a calci. Erdogan ha dovuto fuggire protetto dalla scorta e rifugiarsisi in un supermercato. Le guardie del corpo di Erdogan e la polizia hanno, quindi, malmenato pesantemente alcuni parenti delle vittime, immortalati da una fotografia diffusa sulle reti sociali, che ha fatto il giro del mondo.

A Soma non e' stato un incidente, ma un massacro della privatizzazione", ha denunciato il segretario del Partito dei Lavoratori e i sindacati, che puntano il dito contro le privatizzazioni 'selvagge' attuate dal governo islamico, a beneficio, dicono, di imprenditori amici. Il direttore della miniera di Soma si era vantato nel 2012 di avere ridotto da 130 a 24 dollari il costo di una tonnellata di carbone dopo la privatizzazione. Questo, fra l'altro, fabbricando in casa appunto i trasformatori e specifici macchinari per il alavoro in galleria, tagliando in ogni modo il costo del lavoro anche le misure a tutela della sicurezza.

L'opposizione aveva chiesto una commissione d'inchiesta sui troppi incidenti registrati a Soma. La proposta e' stata bocciata il mese scorso dal partito islamico Akp di Erdogan, che ha la maggioranza assoluta in parlamento. Le autorita' avevano condotto quattro ispezioni nella miniera negli ultimi due anni, elogiando i dispositivi di sicurezza. Ma nell'inferno scatenato nella miniera dall'esplosione di un trasformatore ieri i sistemi di sicurezza sembrano non avere funzionato o avere funzionato male. Un black out elettrico ha bloccato gli ascensori. L'incendio non ha potuto essere spento, la ventilazione non ha funzionato. Le gallerie bruciano ancora, producendo monossido di carbonio, il veleno che ha ucciso la maggior parte dei minatori intrappolati.

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