Ungheria - La cronaca di uno “scandalo”: arrendersi a un libro per bambini

15 / 5 / 2021

La traduzione fatta da Anett Nagy, che sta svolgendo un progetto di volontariato nell’ambito del programma European Solidarity Corps presso Tele Radio City scs Onlus, di un articolo che racconta come in Ungheria un libro per bambini sia diventato il pretesto di una battaglia ideologica e culturale.

Un libro per bambini  è diventato il simbolo di una guerra culturale e ideologica in Ungheria.

I canoni in letteratura esisteranno sempre, e così esisteranno sempre libri che saranno al di fuori di essi. Essere all'interno di questi canoni un tempo aveva grande importanza, le opere più importanti nella cultura generale hanno dettato le verità fondamentali e le giuste visioni del mondo per milioni di persone. Non possiamo parlare di canoni lodati senza parlare di liste nere. Per ordine del Papa, fino al 1948 furono indicizzati un totale di 10.000 libri e opere classificati come eretici, immorali, dannosi. Questo è stato il destino per autori come Copernico, Galileo, Victor Hugo, Defoe e Voltaire. I nazisti hanno hanno fatto falò con libri di autori ebrei, e ovviamente nei loro canoni non c'era posto per libri scritti da artisti moderni "degenerati", jazz e altre generi che hanno fatto parte di culture “non bianche”.

Molti di noi ricordano canoni rigorosi e il lungo elenco di divieti nella seconda parte del ventesimo secolo. Allo stesso modo, anche nell'Ungheria di oggi stanno emergendo liste, le quali sono influenzate dalla politica culturale del partito al potere. In questa atmosfera forse possiamo capire come si possano scatenare le reazioni quando parliamo di un libro per bambini.

A cura della Labrisz Leszbikus Egyesület è stato pubblicato un libro dal titolo Meseország mindenkié (Il paese delle fiabe è per tutti), che ha fatto innervosire alcune persone per il fatto che i suoi personaggi non siano le solite figure delle fiabe, ma nemmeno i bambini ungheresi che la folla infuriata considera “normali”. Questi eroi sono "altri" e la loro alterità è fonte di confusione per alcuni. La gente, che parla di "valori famigliari", ma rifiuta la diversità e l'empatia, si sente preoccupata dell'influenza che possa avere sui loro bambini "normali" la lettura di storie con una persona adottata, un vecchio, un disabile, in cui gli eroi si scambiano i ruoli di genere tradizionali o sono semplicemente gay. "Giù le mani dai nostri bambini!"- è stato il verdetto, indicando che questi personaggi fiabeschi che sono dei gruppi minoritari, appartengono a un segmento sociale da cui dovrebbero essere tenuti lontani gli ungheresi" normali, cristiani, eterosessuali  e soprattutto i loro figli.

"Gli autori hanno riscritto versioni differenti di racconti conosciuti nelle storie del volume con eroi che appartengono a gruppi stigmatizzati o minoritari. Le recenti trascrizioni di fiabe di diciassette autori contemporanei fanno appello anche a coloro che hanno più difficoltà a trovare il proprio posto nel mondo. Confermano che sebbene non siamo uguali e percorriamo strade diverse, quando arriviamo, il cancello è aperto a tutti noi" - con questa breve introduzione, il volume è stato lanciato dall'associazione Labrisz.

Il trituratore di Dóra Dúró

Il 20 settembre è stato presentato il libro. Il mercato dei libri di fiabe in Ungheria è molto affollato. Ogni anno vengono pubblicati moltissimi nuovi titoli, quindi non vi era sicurezza che il libro di un piccolo editore avrebbe avuto un così grande impatto. Nel volume sono presenti versioni moderne di racconti classici, quindi la felicità non è raggiunta solo da principi e principesse, ma anche il destino dei poveri, dei non udenti, dei gay e dei divorziati ha un lieto fine.

Dóra Dúró  ha attirato l'attenzione sul libro sia dei suoi detrattori che dei suoi potenziali acquirenti. La parlamentare del movimento di estrema destra "Mi Hazánk" - MHM (Our Homeland Movement), ha distrutto il volume, foglio per foglio in un trituratore, perché secondo lei il libro contene "propaganda gay".

"Il movimento MHM non tollera che i bambini siano esposti alla propaganda omosessuale, inserendo uno stile di vita anormale nei libri di fiabe, che è anche una bugia, dal momento che i principi omosessuali non fanno parte della cultura ungherese. Non è una coincidenza, che siano proprio i più giovani ad essere attaccati da questa aggressiva lobby dell'”omosessualità” (sic!), perché la formazione scolastica ha un ruolo enorme da svolgere anche in questo senso. Secondo noi, i giovani dovrebbero essere preparati per la vita familiare, dovrebbero essere resi consapevoli che ci si aspetta che siano madri e padri, ma non ne parliamo abbastanza. Se noi ci comportiamo come se non ci fosse un problema con l'anormalità, facciamo del male ai nostri figli, interrompe il loro sviluppo sano e sicuro"  - dice indignata in un video Dúró Dóra.

Vedendo questo video, molti si sono indignati per la distruzione del libro da parte di Dóra Dúró e molti altri per il contenuto del libro stesso, del quale Dúró stessa ha ammesso che ha letto solo una piccola parte. Di conseguenza il libro ha suscitato almeno la stessa indignazione come se fosse stato introdotto come lettura obbligatoria. È stata lanciata una petizione contro il libro, in cui è scritto che il fatto che la  copertina sia disegnata in un stile tradizionale, significhi che l'editore voglia che  genitori ed educatori siano ignari della “propaganda LGBTQ”, effettivamente contenuta nel libro, per far si che questo venga venduto.

Probabilmente i genitori e gli educatori erano “ignari” di trovare questa propaganda, perché nei giorni successivi la sua distruzione, il libro ha avuto un grande successo: quando è arrivato nelle librerie non erano rimaste copie per la seconda giornata e ha raggiunto la vetta della classifica online in pochissimo tempo. Quindi si era venuta a creare una situazione assurda:  la petizione che vuole bandire il libro che raggiunto le 80.000 firme,  allo  stesso tempo tutti le copie sono state vendute in pochi giorni, e sul sito Book24, il volume è in vetta alla classifica delle vendite del suo genere, e la seconda edizione é in preparazione vista l'elevata richiesta.

Anche il primo ministro ungherese, Viktor Orbán  ha parlato della  questione

Il primo ministro è stato ospite al programma dal titolo “Giornale della domenica”, su Radio Kossuth. Qui ha parlato di COVID, della relazione dell'UE sullo stato di diritto, e ha anche espresso una sua opinione sulla controversia che circonda lo “scandaloso” libro di fiabe. Il giornalista, stranamente, non aveva domande sulla rappresentazione di bambini con disabilità e orfani, ma solo sulla grande questione LGBTQ+, chiedendo cosa ne pensasse di un libro per bambini in cui, ad esempio, il principe si sposa con un altro principe. Orbán ha risposto che, sebbene questa sia una situazione delicata, l'Ungheria ha una morale quando si parla di famiglia tradizionale e del “problema” dell'omosessualità. Secondo lui questo "fenomeno" viene trattato con pazienza e tolleranza dagli ungheresi, ma esiste una linea rossa, che non deve essere attraversata. "Lascia in pace i nostri figli!" - ha sottolineato Orbán.

Nello stesso giorno in cui il primo ministro ha parlato di tolleranza e della linea rossa in radio, al teatro Átrium si è tenuta una mattinata di lettura del famoso libro. Dopo che una manifestazione di estrema destra è stata organizzata davanti al teatro, autorizzata dal capo della polizia di Budapest, la lettura è diventata un evento a porte chiuse. Gli organizzatori dell'evento hanno ricevuto anche una serie di minacce e per questo, per la sicurezza delle famiglie interessate, hanno deciso di fare la lettura solo online, senza pubblico in teatro. Ma c'era da aspettarselo, il bullismo e le minacce non sono finite, con il passaggio dell'evento su una piattaforma online. La sezione dei commenti della lettura in streaming si è riempita di contenuti così estremi, pieni di minacce di morte e insulti, al punto che Facebook ha eliminato tutti i commenti.

Táltos che cambiano genere e donne rom che salvano il mondo sono gli eroi del volume scelto come libro dell'anno per bambini nel 2019

Nei libri per bambini ungheresi sono già apparsi diversi volumi che si allontanano dai cliché degli spensierati cartoni Disney degli ultimi decenni. La raccolta folkloristica con il titolo Ribizli a világ végén (Ribes rosso alla fine del mondo) comprendeva streghe benevoli, matrigne ancora più benevoli, táltos (il táltos é una figura molto importante nella mitologia ungherese, che ha forze sovrannaturali, ed è l'intermediario tra il mondo inferiore, intermedio e superiore)  che cambiano il loro genere e donne rom che salvano il mondo. Quell'opera ha ricevuto il premio “Libro dell'anno per bambini” nel 2019, senza nessuna controversia. Perché  questi due libri sono stati trattati in maniera cosi diverse? Perché la prima è folklore, è tradizione. È veramente molto strano come cambino i valori e la tradizione della favola ungherese se leggiamo una raccolta fiabe tradizionali oppure ascoltiamo solo l'opinione di un politico al riguardo.

Tolleranza, essere ben letti, essere colto: cosa significano questi concetti?       

La stigmatizzazione della comunità LGBTQ+ in Ungheria non viene dal nulla. Una ricerca avente come oggetto l'omosessualità e la tolleranza mostra che gli atteggiamenti sociali nei confronti dei gay si legano a una percezione in termini di peccato, malattia o devianza. Nel migliore dei casi si parla di diritto alla privacy, ma in pochissimi casi la gente comune parla di diritti umani riguardo alle questioni LGBTQ+.

Le reazioni che sono esplose intorno al libro di fiabe hanno causato ancora una volta enormi danni alla comunità LGBTQ+, quasi annullando i molti anni di lotta portata avanti e ignorando i loro diritti costituzionali. Ma anche l'intera comunità ungherese è ferita, perché la giustizia e l'uguaglianza come valori umani fondamentali sono stati gravemente danneggiati da questa caccia alle streghe moderna. Dopo gli immigrati, cittadini di sinistra, un altro gruppo è stato attaccato e il discorso del primo ministro è visto da molti come un mandato a favore dell'omofobia. Le politiche di odio e paura di Fidesz e MHM sono in costante ricerca di nuovi gruppi di "altri", cosi da poter combattere contro questi pericoli immaginati "per proteggere i valori della famiglia ungherese" e poter così ignorare le terribili condizioni in cui vivono i gruppi più vulnerabili in Ungheria.

Tutto questo avviene in un contesto in cui i libri e la lettura hanno comunque poco valore. L'ultimo sondaggio mostra che più della metà della popolazione adulta in Ungheria non legge mai un libro. Secondo una ricerca commissionata dall'Agenzia letteraria Petőfi, le donne, le persone con un'istruzione almeno secondaria, i giovani adulti e le persone di età superiore ai 60 anni leggono a un tasso superiore alla media nazionale. Questi gruppi non coincidono nemmeno con la maggior parte della popolazione che vuole bandire in modo aggressivo questo libro.

Quindi, questi adulti che non hanno letto il libro, per i quali finora la letteratura non significava nulla, hanno deciso di provare a salvare anche i loro figli da influenze dannose, e hanno marciato, protestato contro il libro, hanno accolto con applausi la performance da macinino medievale di Dóra Dúró. Mentre i numeri mostrano che un terzo dei bambini non solo non ha ricevuto questo libro di fiabe, ma nessun libro in regalo dai genitori nell'ultimo anno.

Bookmark and Share