#22Nov Anonymous a fianco delle vittime contro la violenza poliziesca che ha colpito di nuovo

3 / 12 / 2014

Nuovo attacco di Anonymous ai danni della polizia penitenziaria, un atto volto a denunciare la violenza di questo "corpo dell'ordine" e rivendicare tutti i morti in carcere, appunto ammazzati o spinti sull'orlo del suicidio.

Dopo giorni d'indagine siamo riusciti di nuovo nell'impresa di violare i database di svariati corpi di forze dell'ordine. Violati i database della polizia penitenziaria: pubblicate centinaia di dati personali, e-mails, allegati. Nulla risarcirà il dolore dei familiari delle vittime di stato, tuttavia con quest’azione Anonymous li stringe metaforicamente a sè cercando almeno di costringere le forze dell'ordine, pecore sanguinarie in divisa alla trasparenza.

Invitiamo, come nostra consuetudine, ogni utente della rete a scaricare ed a leggere di persona il materiale riportato con questa operazione.

Quasi 1000, sono le morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012.

Per la precisione 518 sono i suicidi (56%), 183 (20%) sono le morti per malattia,177 (19%) sono le morti in carcere per le quali vi sono indagini in corso.

Si aggiungono le 26 morti in carcere per overdose e gli 11 omicidi. Per un totale di 915 detenuti morti dal 2002 al 2012. Tale conteggio non comprende le morti in questura , C.I.E., arresti domiciliari.

La fatiscenza e l'inumano sovraffollamento delle carceri italiane è evidente, ma, nostro avviso non basta a spiegare una media di circa 100 morti l'anno. Di fronte a forze dell'ordine che hanno torturato nelle caserme durante il G8 del 2001 a Genova, che hanno ripetutamente ucciso cittadini inermi sotto loro custodia (Cucchi,Aldrovandi,...) e che si sono poi permesse azioni intimidatorie verso i familiari delle vittime, la diffidenza ci sembra necessaria. Considerando quanto appena riportato, chi potrebbe davvero giurare che alcuni dei sopra indicati suicidi in carcere non siano stati in realtà omicidi provocati dagli agenti? Del resto in Italia non esiste alcuna legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine e le carceri rimangono luoghi di omertà dove carcerieri aguzzini possono operare senza alcun controllo.

La situazione che abbiamo descritto è indegna e rimane immutata da decenni, ciò rende palese che in realtà, al di là delle ripugnanti dichiarazioni di circostanza dei ministri in occasione dei processi per le poche morti su si è tentato di far chiarezza, è preciso interesse dello stato mantenere forze dell'ordine "fasciste", come le definì lo stesso ministro Giuliano Amato. La stessa magistratura non manca di ricordare la sua totale funzionalità agli interessi dello stato, suprema espressione dei padroni, con sentenze abominevoli come quella riguardante l'uccisione di Stefano Cucchi. Intanto poche ore fa un'altra persona caduta nelle mani delle forze dell'ordine è morta in circostanze sospette: Luigi Bartolomeo, arrestato il 21 ottobre per l'evasione dagli arresti domiciliari viene poi colto da malore e ricoverato d'urgenza all'ospedale di Loreto Mare dove muore qualche giorno dopo. L'avvocato del sig.Bartolomeo parla di "sottovalutazione delle condizioni di salute di Luigi Bartolomeo al momento dell'incarcerazione" oppure,sostiene "deve essere successo qualcosa" durante la carcerazione stessa; in altre parole o Bartolomeo è stato lasciato senza cure dai carcerieri così che andasse in coma, oppure è stato malmenato o torturato dagli agenti stessi.

Rilevando questa gravissima situazione richiamiamo la necessità di instaurare una videosorveglianza continua sui poliziotti che lavorano nelle carceri. Anonymous non ravvede in tale misura altro che un provvedimento emergenziale collo scopo di frenare al violenza poliziesca nelle carceri.

Più precisamente Anonymous rivendica:

Una legge contro la tortura da parte delle forze dell'ordine, che tuteli, al contrario di quanto avviene oggi, chi si trovi sotto la custodia degli agenti.

Una continua video sorveglianza nelle questure e nelle carceri al fine di garantire la tutela delle persone detenute o sotto la custodia degli agenti. E' necessario ricordare che tale richiesta è posta anche a causa del gran numero di "suicidi" nelle carceri italiane, circostanza che testimonia le condizioni disumane di reclusione e lascia dubbi sulla effettiva condotta della polizia carceraria. 

Leggi che permettano di espellere dalle forze dell'ordine e di punire adeguatamente chi tra gli  agenti si sia macchiato di maltrattamenti, percosse o molestie contro persone in stato di fermo, arresto o comunque sotto custodia.                                                                                                                                                                                                                                  

Maledetto stato: uccidi le tue vittime inermi per mezzo delle forze dell'ordine, che spesso prima le segregano nelle caserme o nelle carceri e poi ti autoassolvi tramite i tuoi tribunali che concedono l'assoluzione agli agenti massacratori. Tutto ciò è ripugnante.

Fatte queste considerazioni abbiamo deciso di intrometterci nei databse delle forze dell'ordine (........), trafugando, centinaia di dati personali, allegati. In particolare ci siamo dedicati alla famigerata polizia penitenziaria, principale responsabile dei soprusi, spesso mortali ai danni dei detenuti. Intendiamo così dare una parziale punizione ai fautori delle nequizie che ogni giorno avvengono nelle carceri italiane e mostrare anche l'usurpatore che più si crede sicuro e immune alla legittima ira delle vittime può esser colpito e tremare.

We are Anonymous.

We are legion.

We do not forgive.

We do not forget.

Expect us.

VITTIME DELLO STATO:

Riccardo Magherini (2014) Federico  Aldrovandi (2005), Stefano Cucchi (2009), Riccardo Rasman (2006),  Giuseppe Uva (2008), Niki Aprile Gatti (2008), Carlo Giuliani  (2001),Massimo Casalnuovo (2011),Gregorio Durante (2011), Aldo Bianzino  (2007), Gabriele Sandri (2007), Simone La Penna (2009), Manuel  Eliantonio(2008), Marcello Lonzi (2003), Michele Ferrulli (2011), Dino  Budroni (2011), Carmelo Castro (2009),Daniele Franceschi  (2010),Giuseppe Casu (2006), Piero Bruno (1975), Giovanni Ardizzone  (1962), Rodolfo Boschi (1975),  Giuseppe Pinelli (1969).

SOPRAVVISSUTI:

Luciano  Isidro Diaz, Stefano Gugliotta, Luigi Morneghini, Paolo Scaroni etc..  etc.. (la lista dei morti di Stato sarebbe molto più lunga).