25 Aprile: Cichero una divisione partigiana

In anteprima assoluta la prefazione scritta dal centro studi e documentazione Open Memory al libro di Tommaso Baldo che a giugno uscirà per Red Star Press

25 / 4 / 2022

In occasione del 25 aprile pubblichiamo in anteprima la prefazione scritta dal centro studi e documentazione Open Memory al libro di Tommaso Baldo Cichero, una divisione partigiana, che a giugno uscirà per Red Star Press. Il libro è una raccolta rivisitata di alcuni racconti pubblicati su Globalproject tra il 25 aprile e il 25 maggio 2021, che hanno come protagonista una divisione partigiana che ha combattuto durante la Resistenza nelle montagne dell’Appennino ligure.

Il centro studi e documentazione Open Memory nasce in vicolo Pontecorvo 1/A a Padova nel maggio 2021, all’interno della storica sede di Radio Sherwood. Per chi non conoscesse l’emittente padovana, la sua storia contiene un pezzo importante delle vicende che hanno segnato i movimenti sociali in Veneto e in tutto il territorio nazionale. Dall’epopea delle radio libere e dell’autonomia veneta degli anni ’70, passando per il “teorema Calogero” e il 7 aprile 1979, i movimenti antinucleari e antimperialisti degli anni ’80, il ciclo no-global, fino ad arrivare alle lotte più recenti, Radio Sherwood è stata voce e animatrice di tante generazioni che hanno animato la “foresta dei ribelli”.

Il centro studi è nato proprio con lo scopo di raccogliere queste voci: audio, video, documenti originali, volantini, grafiche, pamphlet e tutto quello che è stato prodotto e continua ad essere prodotto da chi di queste lotte è stato e continua ad essere protagonista. Radio Sherwood rappresenta in questo un punto di vista privilegiato, capace di intrecciare osservazione diretta, narrazione, attivazione e movimentazione sociale nel perdurare del tempo. Per questo Open Memory non ha solo funzione di archiviare, ma lavora proprio in funzione di non monumentalizzare il passato e metterlo realmente a disposizione dell’attualità, proprio perché memoria e storia sono elementi costitutivi del nostro presente e non solo attributi di un sapere epico e genealogico.

Marc Bloch nella sua opera incompiuta intitolata “Apologia della storia o Mestiere di storico” - pubblicata dopo la sua uccisione avvenuta per mano dei nazisti nel 1944 - dedica un’ampia riflessione alla funzione della storia nella società. Riflessione che analizza "il passato in funzione del presente e il presente in funzione del passato" e consegna alla "memoria collettiva" un ruolo cardine nella risoluzione dei “problemi del presente”, di tensioni e tendenze che si vivono nella contemporaneità.

In quest’ottica, passato e presente non sono solo due punti che si collocano all’interno della grande linea del tempo, ma hanno una relazione dialettica, si stimolano a vicenda nel continuo divenire della storia e dei conflitti che in essa si stratificano. Questo è ancora più vero quando la storia è fatta di piccole e grandi rotture che in vario modo influenzano le biografie di chi nasce dopo.

Le vicende raccontate in questo libro si collocano in una fase antecedente a quella di cui Open Memory maggiormente si occupa. Una fase invero con la quale molti dei movimenti nati a partire dagli anni Settanta crea una rottura, almeno in termini di tradizione ideologica. Stiamo parlando della Resistenza Partigiana e in particolare di una divisione che opera nell’Appennino ligure, a nord di Genova, in un luogo molto lontano dal Veneto, e non solo in termini geografici.

Eppure la storia dei ribelli del monte Ramaceto ci ha intrigato fin da subito, appena abbiamo visto comparire i primi racconti su Globalproject.info nell’aprile del 2021. È la storia di una divisione di “sbandati”, molto distante dalle cronache eroiche più note e gloriose di quel periodo. Ma è una storia che va oltre la Resistenza, viene alla luce nel momento in cui si rompe l’unità antifascista e in cui si riversano le pulsioni politiche del dopoguerra, l’anti-comunismo, il riflesso della Guerra Fredda, l’amnistia di Togliatti che restituisce al Paese i peggiori gerarchi e criminali fascisti che non tardano a riciclarsi e a ritrovarsi ruoli di primo piano. E poi il governo Tambroni, ancora Genova – quella delle magliette a strisce e della rivolta del 30 giugno 1960 -, l’inizio di quel “lungo ‘68” e il principio di una storia che si lega a doppio filo alla nostra.

I ribelli di Ramaceto sono uno spaccato del Novecento e di tutte le sue contraddizioni. Ma è proprio sulla base delle contraddizioni, che sono motore vivo di quel rapporto tra storia e memoria che contraddistingue la nostra stessa esistenza, che abbiamo scelto di co-promuovere questo libro, di diffonderlo e di farlo diventare parte del nostro progetto.

Immagine di copertina: La lavagna del carcere di Marassi, Genova, aprile 1945. Genova, https://www.ilsrec.it/ Fondo Documenti Fotografici.

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