Autoformazione: Libertà contro debito

Seminario di autoformazione regionale in Emilia Romagna

6 / 2 / 2012

Elaborare nuovi tentativi di uscita dalla crisi, che superino il tetro orizzonte del debito e del sacrificio, diventa oggi necessario per comprendere come riprenderci la ricchezza, che banche-fintigoverni tecnici e alta finanza ci sottraggono da troppo tempo.

 Interroghiamoci:

per capire insieme come occupare quel vuoto prodotto dal simultaneo collasso di capitali e sistema della rappresentanza politica!

per stravolgere le carte in tavola e uscire dalla stanza con diritti che ci garantiscano una vita dignitosa, con una democrazia partecipata e reale, con più libertà!

CS TPO Bologna- Casa cantoniera autogestita e Art Lab Occupato Parma- Lab AQ16 Reggio Emilia- Lab Paz Project Rimini ne discutono con:

Paolo Cognini: Avvocato, ambasciata dei diritti delle Marche

Roberta Carlini: Autrice del recente “Economia del noi”. Giornalista free lance, collabora con L'espresso. Coordina il sito di informazione economica www.sbilanciamoci.info, scrive su www.ingenere.it. E' stata vicedirettore del manifesto dal 1998 al 2003. Sito personale: www.robertacarlini.it

Prima parte: relatore Paolo Cognini

La discussione regionale aveva preso avvio dalla necessità di indagare la composizione della moltitudine e le sue forme di organizzazione e di costruzione del comune proprio ai tempi della crisi, proprio mentre essa ci svela il carattere inarrestabile dei processi di finanziarizzazione che appaiono ingovernabili e irriformabili. Ci siamo detti che ci piacerebbe andare un pò oltre le definizioni lessicali del difficile gergo economico, con cui ci bombardano media mainstream e esperti accademici. Non possiamo limitarci a capire cos'è lo Spread, il default, il debito selettivo...è senza dubbio importante saper maneggiare strumenti per analizzare una crisi dai molti connotati inaspettati, eppure ci pare che oggi il problema non sia solo connesso alla "scarsità di denaro" o alla "scarsità di risorse", per cui basterebbe distribuire meglio il primo o allocare diversamente le risorse. Ci pare che oggi la crisi economica sia sempre più crisi democratica, che oggi sia molto utile, ad es, parlare di "scarsità di diritti", ci sembra utile provare a capire che relazione c’è oggi tra debito e sovranità, in che misura ridurre governi e vite umane al debito perenne significa privarci ogni giorno di libertà e autodeterminazione.
Dunque si tratterebbe di capire in che modo questa crisi taglia fuori dal sistema democratico, pur sempre neoliberista, intere fette di popolazione, in nome di un riasetto generale dell'ordine del profitto. Che la crisi del capitale sia oggi crisi della democrazia della rappresentanza è un'affermazione di cui vanno esplorate le conseguenze, soprattutto per quelle comunità politiche che da anni lottano per rivendicare un modo nuovo di fare democrazia, partecipativo e orizzontale, che da molto criticano la separatezza della pseudopolitica dei palazzi dalle soggettività in carne ed ossa e dai loro reali desideri e interessi.

Parte seconda: relatrice Roberta Carlini

Proviamo, però, anche a fare un punto sulle condizioni del paese. Euforie di garantisti e legalitari a parte, Berlusconi non è più primo ministro ma in Italia guardano ancora in molti la mediaset, e non si può certo affermare che il suo potere economico sia diminuito. E poi, anche a non voler considerare il "berlusconismo" come problema sociale e culturale, siamo davvero sicuri di vivere già in un post-peggio? Siamo in grado di valutare impatto ed effetti del governo tecnico Monti? Siamo sicuri che un'uscita a sinistra dalla crisi possa essere garantita dalla patrimoniale solo sugli immobili?
Che ne è delle lacrime della Fornero, vero saluto a una manovra che chiede sacrifici sempre più alti alle soggettività sempre più a rischio?
Basterà un giro a Cortina d'Ampezzo per farsi buoni i garantisti di cui sopra, e forse perfino qualche spettatore mediaset si dirà soddisfatto. Ma a precar@, migrant@, student@, lavorator@ a fine cassa integrazione, neo-licenziat@, ai mai pensionat@ questa manovra non pensa affatto. Ovvero non ci pensa in termini di welfare, di diritti e di reddito dignitoso.
Eppure nella crisi, ci sono nuove forme di economia che proliferano e che ci parlano al contempo di esperienze di democrazia diretta, di partecipazione, di organizzazione dal basso. Se l'economia del profitto e della separazione è in crisi, perchè non esplorareattraversare “l'economia della condivisione". Roberta Carlini ne scrive in un bel libro, intitolato “L'economia del noi": un viaggio in sei tappe (consumo, credito, casa, imprese, rete) nell'Italia che condivide."
Tanto più che nei centri sociali, spesso anche nelle nostre biografie, ci imbattiamo in queste nuove forme di organizzazione economica: radio e biosterie, palestre e siti internet sono solo alcuni esempi delle nostre articolazioni immesse in circuti economici, che ci piace definire a volte alternativi, a volte indipendenti, altre autonomi, e di cui occorre indagare il potenziale sovversivo e costituente.

info e contatti: 3401810936 - tpo@mail.com

17 febbraio ore 17:30 - presso il CS TPO via Casarini 17 - Bologna

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