I mostri sono le Grandi Navi o le foto di Berengo Gardin?

Intervista a Marco Secchi del collettivo Awakening sulla decisione del sindaco di Venezia di annullare la mostra del passaggio delle grandi navi in Laguna

17 / 8 / 2015

Marco Secchi è fotografo e fotogiornalista, vanta una lunga esperienza internazionale. Si è trasferito a Venezia recentemente, dopo avere vissuto per molti anni a Londra. Lavora per alcune delle principali agenzie del mondo e tra i propri clienti vanta testate del calibro del Guardian, Vanity Fair, New York Times, The Herald, The Times e National Geographic, tanto per citarne alcune. E' inoltre uno degli animatori del collettivo Awakening, un progetto di fotografia pubblica dedicato ai temi dell'attualità sociale. Non è un caso che a Venezia questo progetto abbia puntato i riflettori sul tema del passaggio delle grandi navi da crociera in laguna.

Abbiamo intervistato Marco in merito all'ultima polemica sollevata dal sindaco di Venezia, Luigi “gigio” Brugnaro.

Global ProjectMarco, il neo-sindaco Brugnaro pare inanenallare una figuraccia dietro l'altra. L'ultima in ordine di tempo è quella del rifiuto della concessione di Palazzo Ducale per la mostra sulle grandi navi di Berengo Gardin. Secondo Brugnaro, infatti, gli scatti del fotografo sarebbero troppo critici verso le navi e avrebbero bisogno di essere “controbilanciati” da un apparato informativo a favore della presenza delle crociere in laguna. Cosa pensi della vicenda?

M.S: Certamente è un dato di fatto che il Sindaco di Venezia stia collezionando una lunga serie di figuracce, magari se n’è reso conto, ed è forse per questo che se ne è andato in vacanza dopo solo un mese di "lavoro". Brugnaro già durante la campagna elettorale ha usato molto la "fotografia", dai manifesti alle continue foto opportunità anche nelle ultime settimane. A mio avviso sia la fotografia sia la Stampa non si possono solo e sempre utilizzare a proprio vantaggio. Brugnaro, anche in un animato scambio su Twitter, dove mi ha chiamato "ingenuo", sostiene che il fotografo in generale può alterare la realtà per mezzo di una lente. Ovviamente non sono "ingenuo" e mi rendo conto ogni giorno che la realtà che descriviamo come foto reporters è in parte una nostra interpretazione, poiché nostra è la scelta non solo di cosa e come documentare, ma anche da che lato, per non dire che angolo e con quale lente. Sostenere però che Gardin abbia alterato la realtà con le grandi navi mi sembra un po' "miope" da parte del sindaco. Vuole farci credere che quando le grandi navi passano in Canale della Giudecca, in bacino S Marco o di fronte a Via Garibaldi, i Veneziani ed i Turisti non vedono le grandi navi? Sono realmente una nostra invenzione, un magico "oleogramma" creato da abili fotografi? Io come rappresentante di Awakening l'ho inviato a venire a fotografare con me o uno dei fotografi le Grandi Navi, assicurandogli che avremmo usato esclusivamente lenti "non comuniste", per vedere quali immagini avremmo ottenuto. Awakening è certamente disponibile a organizzare una mostra inserendo anche immagini pro-grandi navi, anche se vorrei capire quali potrebbero essere...

Global ProjectBrugnaro ha tenuto per sé la delega alla cultura. I suoi primi provvedimenti sono stati di una grettezza sbalorditiva: il ritiro dei cosiddetti “libri gender”, le lodi al “cubo” di Piazzale Roma (ovvero al brutto progetto di ampliamento di un hotel), e il rifiuto al celebre fotografo. Quello che ci preoccupa non è tanto Berengo Gardin. Il Comitato No Grandi Navi gli aveva già offerto una sede per la mostra e una partnership organizzativa. Qui non c'è in ballo solo il lavoro di una superstar, ma l'impostazione complessiva delle politiche culturali di una città importante come Venezia. Qual'è la tua opinione in merito?

M.S: Condivido pienamente la vostra preoccupazione. Anche per me e per Awakening, Berengo Gardin  rappresenta l' 1% del problema, ma purtroppo bisogna ammettere che se non si fosse trattato di Gardin pochi giornali  se ne sarebbero occupati e non avremmo avuto interventi di altre super star. A mio avviso questo è ancora più grave e inquietante: ora se ne parla e si sa di questo problema giacché si tratta di Gianni Berengo Gardin, ma se si fosse chiamato Zanon o Bianchi?  Se Berengo Gardin volesse oggi realmente esibire le sue foto noi di Awakening ci dichiareremmo disponibili per "esporle" a Venezia. Le mostre fotografiche, cosi come il giornalismo, la stampa, la cultura in generale, non si possono bloccare. Venezia grazie a Brugnaro in queste ultime settimane sta diventando uno zimbello nel mondo. Certo non sta facendo una bella figura

Global ProjectCome intendi il tuo lavoro di fotografo e fotogiornalista? Venezia è uno dei luoghi più fotografati del mondo, come è possibile produrre delle immagini della città che non rinforzino la sua immagine stereotipata? Infine, perchè ti impegni in un progetto come Awakening?

M.S: Il problema per il tipo d’immagini stereotipate non è esclusivo di Venezia ma generale, sia che si parli di immagini di stock, sia di immagini di viaggi,  ma in un certo  senso vale anche per il foto giornalismo: bisogna a mio parere cercare di fotografare da un "angolo" diverso,  cercare delle realtà che non siano le solite.  Basti pensare al problema del fracking e quanto sia fotograficamente discusso oggi. Esistono ovunque delle realtà locali e sociali che possono aiutarci a creare delle immagini diverse e con maggiore spessore sociale e culturale.

Sono tra i fondatori di Awakening, un progetto che nasce con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi sociali che ogni città vive, sulle sue problematiche e i  disagi che emergono quotidianamente fra l’indifferenza di molti.

Sotto l'aspetto professionale Awakening nasce dalla frustrazione di alcuni di noi nel vedere spesso le nostre immagini manipolate da parole che il più delle volte non corrispondono alla realtà fotografata. Nasce dalla necessità di essere noi fotografi a decidere l’importanza delle notizie senza essere solo dei semplici testimoni ma anche partecipi in prima persona, decidendo anche da che parte stare.  Ad esempio con il tema delle Grandi navi non ci siamo limitati ad attaccare solo le immagini di questi condomini sull’acqua che sembrano mangiare Venezia ma anche le immagini di chi lotta contro questi mostri.

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