La versione illustrata di “Uomini e topi” di John Steinbeck

14 / 1 / 2021

Nei mesi appena precedenti alla lettura di “Uomini e topi” (Bompiani, 2020, 420 p.), basato sul testo del 1937 del premio nobel americano per la letteratura 1962 John Steinbeck e la contemporanea disegnatrice parigina Rebecca Dautremer, avevo letto alcuni testi di scrittori americani legati al periodo della Grande Depressione. 

“Chiedi alla polvere” dell’altro John, Fante, scritto nel 1939, ad esempio, in cui, tra le trame di una storia d’amore, c’è la descrizione di un’umanità composita e colpita dalla crisi economica del 29, fatta da migranti americani, spagnoli ed italiani, che abbrustoliscono al sole e si guardano con sospetto tra la polvere della California; e poi le storie scritte negli anni '30 di un altro John, Cheever, che in “Fall river ed altri racconti”, ha raccontato la grande crisi che morde nelle città ed in periferia in brevi ma significativi racconti. 

Ho anche letto un noto racconto di Francis Scott Fitzgerald, anche se mi sembra di aver capito che il suo scrivere ha guardato soprattutto ai sogni, e le disillusioni, dei benestanti americani, come appunto in “Babilonia rivisitata”

Quando ho potuto constatare che nel 2020 un intero testo di Steinbeck aveva preso le fattezze di un fumetto, ho pensato che in questo modo avrei potuto leggere qualcosa anche di Steinbeck: no, non la sua opera più nota, “Furore”, ma il suo romanzo “Uomini e topi”. 

Lo scrittore americano meglio di tanti altri ha saputo raccontare le vite degli ultimi, dei poveri migranti americani in viaggio tra gli stati americani in cerca disperata di fortuna negli anni della crisi; ma il lavoro fatto insieme alla disegnatrice parigina Dautremer ha un valore estetico di assoluto rilievo. Più di un fumetto, si tratta di un lavoro di illustrazioni, creano un vero e proprio mondo visionario, in grado di ravvivare maggiormente l’opera di Steinbeck in centinaia di pagine di disegni a colori e capaci di trasmettere le emozioni di un film, di far arrivare direttamente al lettore la crudezza e la forza espressiva delle pagine dell’autore americano, attraverso molteplici stili. 

La solitudine è al centro del romanzo: gli uomini che vivono in miseria, sfruttati nel ranch del loro padrone, sono in trappola, schiacciati, come topi, in preda da illusioni effimere di ricchezza individuale e pronti a scolare i loro ormai ex – sogni nell’alcool o spendere i propri spiccioli in un bordello. Tra di loro spiegano che “se sei veramente sveglio, è difficile che tu sia una brava persona”. 

La solitudine e la logiche della sopraffazione vissuta come legge inesorabile, tra gli ultimi, senza spiragli per vincoli di solidarietà, è ciò che emerge nelle tavole di “Uomini e topi”, un capolavoro illustrato firmato da Steinbeck e Dautremer. 

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