La nuova produzione di Alternative Visuali

Oltre il pubblico : la riappropriazione de "l'Anime o' priatorio"

di Leandro Sgueglia*

25 / 9 / 2010

Quando la popolazione rivendica qualcosa in più del pur importantissimo bisogno primario. Quando anche le pluralità subalterne del sud autodeterminano il desiderio, oltre le tipizzazioni e le omologazioni etero-indotte. Quando lo orientano verso la condivisione nonché la sperimentazione delle più varie forme del comune, e la voglia è quella di beni immateriali, servizi e spazi culturali per il proprio rione “popolare”, così come li hanno i quartieri più altolocati della medesima metropoli e ancor di più quelli delle città che il potere assume tra le più progredite.

Allora nascono esperienze quale quella della riappropriazione del sito culturale e turistico del rinomato Cimitero delle Fontanelle (VII sec d.c.) nel Rione Sanità di Napoli.

L’ossuario, che per anni è stato luogo di esercizio di un culto dell’immaginario popolare partenopea (più simil-pagana che cristiana), ha sempre avuto le potenzialità evocative e strutturali per diventare uno spazio da visitare con interesse culturale, e dopo tanti anni di chiusura per una fantomatica inagibilità, è stato riaperto al pubblico nel 2006 ma autorizzando le visite solo in due week-end all’anno, durante la campagna comunale di “maggio dei monumenti”.

L’accesso libero quotidiano ad un sito di tanto rilievo storico-culturale, avrebbe permesso ad un rione solitamente noto solo per le cronache nere di iniziare a mostrare tutte le sue potenzialità positive. Così nasce l’idea, e viene messa in pratica il 24 maggio 2010, della riappropriazione, dell’uso civico del bene comune culturale: gli artefici sono 200 abitanti del posto, con la partecipazione Comitato di zona “San Gennaro dei Poveri” (che già due anni fa si era riappropriato di un parchetto comunale inutilizzato, autogestendolo con cura ed animazione tutt’oggi, nonostante tutte le difficoltà dovute alla trascuratezza delle Istituzioni e al background sociale del rione) e da altre locali realtà attive sul piano associazionistico. Nel giro di una settimana di sit-in permanenti con le visite guidate offerte ai visitatori volontariamente dagli abitanti mobilitati, il Comune di Napoli ratifica l'apertura quotidiana del sito storico e una cooperativa sociale di giovani del quartiere riescono ad ottenere ufficialmente la responsabilità delle guide ai turisti.La storia di una battaglia che vede la soggettivazione rivoltosa di una comunità, che solitamente è solo malfamata dai media main-stream e dall’azione sciacalla della malavita organizzata alimentata dall’abbandono da parte delle Istituzioni locali e nazionali. Una sacca di resistenza che va oltre i canoni della cittadinanza, vedendo protagonista la popolazione reale che riscatta quello che comunque è un bene comune, dal tentativo di monopolio del pubblico.

Tutto è raccontato dall’autoproduzione video di Alternative Visuali…

* Collettivo Epimeteo, Università Federico II di Napoli

Guarda : Ll'Aneme d'o'priatorio

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