The hate U give - Spaccato autentico di un'America di oggi ai tempi di black lives matter

19 / 11 / 2018

Il film Blackkklansman di Spike Lee è uscito da poco, diffuso ad agosto negli Usa ed a settembre in Italia. Un’altra pellicola sul tema del razzismo, The Hate U Give, è stata rilasciata negli Stati Uniti lo scorso ottobre, adattamento dell’omonimo testo pubblicato nel 2017 dalla scrittrice afro – americana Angie Thomas. Un vero e proprio caso editoriale negli States, che ha ad esempio scalato le classifiche del New York Times. Un romanzo non troppo complicato, ma autentico, diretto ed efficace, che ha un palese richiamo al movimento Black Lives Matter ed affronta la questione del razzismo e la brutalità della polizia nella società americana di oggi. Di seguito una recensione di The Hate U Give di Angie Thomas.

Come ha dichiarato in una sua intervista Angie Thomas, Tupac Amaru non era solo un rapper, ma anche un attivista a favore dei neri e contro le diseguaglianze. Ed anche la stessa scrittrice Angie Thomas da ragazza è stata citata come rapper nella rivista Right On. Ci sono Tupac, c’è il “Fa' la cosa giusta” di Spike Lee, ci sono le Pantere Nere e soprattutto il movimento “Black Lives Matter”, nel suo libro The Hate U Give, (Giunti, 2017, 410 pp.), il cui titolo è tratto da un gruppo rap formato da Tupac negli anni novanta, nome omonimo di un loro album e di una traccia presente nella tracklist. La protagonista, la giovane afroamericana Starr, vive una doppia vita tra il quartiere “ghetto” di provenienza e la scuola bianca e rinomata che frequenta. A seguito di una festa, prende la macchina insieme ad un suo amico di infanzia a cui è legata, Khalil, ma il tragitto è interrotto da dai fari di una vettura della polizia che li intima di fermarsi.  Il giovane nero scende, ma fa un movimento che al poliziotto non piace, tanto basta per freddarlo con tre colpi di pistola. Da questo momento emerge la coscienza di Starr, che scopre di essere chiamata a far sentire la propria voce, a denunciare l’accaduto con ogni mezzo, a lottare insieme agli altri contro le discriminazioni razziste. 

Quando leggi The Hate U Give, a volte alzi la testa e ti chiedi perché stai leggendo cose che hanno a che fare con la vita di una giovane afroamericana che va a scuola, pensa al proprio ragazzo, parla delle sue amiche, narra il rapporto con i suoi genitori e zii, ma e’ proprio in quel momento che continuando a leggere ti rendi conto che in realtà hai tra le mani un libro di denuncia, un pezzo di letteratura contemporanea che come un megafono amplifica le contraddizioni e le ingiustizie della realtà, come le uccisioni dei neri da parte della polizia negli States che, stando alle statistiche, in media sono molto più frequenti di quelle ordinarie. E poco male se nei ringraziamenti l’autrice ringrazia “il signore e salvatore Gesù Cristo”, anche perché nel libro c’è chi prega per il Gesù Nero e segue i comandamenti delle Pantere Nere (il cui statuto viene recitato in alcuni dei suoi punti salienti), un mix che mi ha ricordato il protagonista di Manituana di Wu Ming, ovvero Joseph Brant, leader nativo-americano in lotta contro i colonizzatori americani in cui viene fuori la sua fede anglicana. 

Insomma tra le mani hai un libro che non indaga introspettivamente le dinamiche del razzismo come Cuore di Tenebra di Conrad, (di cui ho personalmente letto il fumetto di Masi e Ciregia, curato da Roberto Recchioni, che consiglio), anzi quando leggi alcune peripezie in cui è coinvolta Starr ed i suoi coetanei e sai che Angie Thomas è stata influenzata dalle letture della saga dei maghetti di Howgarts, sembra proprio a tratti di leggere Harry Potter (di cui ho letto Il Prigioniero di Azkaban): solo che al posto dei Mangiamorte ci sono i poliziotti razzisti ed al posto dei flussi di luce che escono dalle bacchette magiche ci sono le bottiglie incendiarie dei manifestanti ed i gas lacrimogeni delle forze dell’ordine lanciati durante le proteste contro il razzismo. 

Come dicevamo c’è Black Lives Matter nel libro. Perché poi, chiamare in causa il rapper Tupac? Perché la frase su cui si era soffermato ai suoi tempi il rapper afroamericano per intero era Thug Life, ovvero: The Hate U Give to Little Infants Fucks Everyone, cioè l’odio è una catena sociale che è meglio non ripetere, perché influenza negativamente i bambini e, come si spiega nel libro, tutti coloro che stanno in basso. La dimensione dei neri che vivono nel ghetto viene descritta anche nelle sue varie sfaccettature, come ad esempio nel caso delle gang che spacciano droga nel ghetto dove vive la protagonista, personaggi molto vicini a lei che emergono tra critiche, contraddizioni, ed anche riscatti. Ma soprattutto c’è la voglia di denunciare il razzismo istituzionale e quello presente nel senso comune partendo da un romanzo legato alla nostra realtà, un romanzo che si conclude dicendo “Se questa storia riguardasse solo me, Khalil, quella sera e quel poliziotto, sarebbe facile arrendersi. Ma non riguarda solo questo. Riguarda Oscar, Aiyana, Trayvon, Rekia Michael, Eric, Tamir, John, Ezell Sandra, Freddie, Alton, Philando”, questi ultimi sono i nomi veri di alcune delle più eclatanti esecuzioni efferate da parte della polizia americana nei confronti dei neri avvenute negli ultimi anni. The Hate U Give è diventato anche un film di recente, uscito negli Stati Uniti questo ottobre per la regia di George Tillman Jr, e che spero vedremo presto in Italia.

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