Venezia78 - “Madres Paralelas” e le emozioni in movimento di Pedro Almodòvar

Tra le vittime della guerra civile spagnola, famiglie imperfette e maternità, un intenso meló che rivitalizza la Memoria.

3 / 9 / 2021

Film. Star. E red carpet, a qualsiasi ora del giorno e (quasi) della notte. Il trittico classico del Festival di Venezia si ripropone anche quest'anno.

Eventi, appuntamenti, premiazioni, incontri, sempre in conformità alle norme anti-Covid-19, tra numero chiuso, green pass e tamponi e un muro che separa i fan dalla passerella principale. Tornano anche le feste, dopo l'annullamento degli eventi mondani nell'edizione 2020 causa pandemia. 

"L’edizione della rinascita" (per fortuna non della resilienza), così è stata battezzata questa edizione della Mostra del Cinema - la 78esima per la precisione - che ha spiccato il volo ieri mattina, 1 settembre al Lido di Venezia. L’edizione 2021 schiera come film di apertura, nonché in concorso, Madres Paralelas, l'ultima impresa di Pedro Almodóvar. Penelope Cruz e Milena Smit, le protagoniste, che interpretano ciascuna un modello differente di femminilità e genitorialità. Due generazioni diverse a confronto. 

La storia peraltro - senza scadere nello scontato - è super al femminile. La sinossi ufficiale, recita così: «due partorienti, entrambe sono madri single ma una, Janis, è abbastanza "rodata" e sicura di quello che sta facendo mentre l'altra, Ana, è decisamente più giovane e terrorizzata dall'idea di diventare madre».

Due gravidanze parallele, per avvicinarsi all'espressione del titolo, due donne che si incontreranno nei corridoi di un ospedale per poi ritrovarsi ancora e ancora. Se di primo acchito risalta subito qual è il tema portante della pellicola - ossia il complicatissimo mondo della maternità - dall’altra sono diversi i messaggi che Almodovar vuole trasmettere a chi è in sala. Madres paralelas parla degli antenati e dei discendenti, del passato occulto e dell’incertezza del futuro, parla di verità e della sete di scoprirla - nonostante tutto. 

Perché solo conoscendo il passato, nel privato e nel politico, si può pensare di affrontare, bene, quello che verrà.  

Accenna anche alla cupa storia della dittatura, alla guerra civile spagnola e alla necessità di sapere da che parte stare nel mondo, lasciando sullo sfondo la cornice dei conti ancora aperti col franchismo. Si sente la necessità viscerale di trovare una propria identità, che sia o meno attraverso la maternità, con i propri limiti e spazi.

Lo stesso Pedro Almodovar in conferenza stampa ha dichiarato: «quella della memoria storica è un tema pendente in Spagna. Abbiamo un debito morale enorme nei confronti dei desaparecidos. Migliaia di persona gettate nelle fosse comuni e private di dignità. Sono molto sensibile nei confronti di questo argomento. Fino a quando non sarà pagato questo debito non si potrà chiudere la Storia recente della Spagna».

Il regista non ha mai negato sia nelle interviste che nelle sue pellicole il legame con le figure materne e femminili sin da primi anni di vita, ma in quest’ultima impresa si è messo davanti ad una sfida, quello di raccontare le madri imperfette.

Madres Paralelas sono due facce della Spagna mai perfettamente ricomposta dove adolescenza e maturità, nascita e morte, verità e menzogna si scontrano e si intrecciano. 

Ma alla fine è la voce umana a risuonare, perché la storia non si può zittire.

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