#occupytrieste - 11.11.11 - occupata una banca - assedio al blocco della polizia

#occupytrieste - 11.11.11 - occupata una banca - assedio al blocco della polizia / 2

#occupytrieste - 11.11.11

..basta lo sguardo la risposta il cenno di qualcuno, basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla, perché il suo piacere diventi piacere altrui: in quel momento tutti gli spazi cambiano.. la città si trasfigura, diventa cristallina.

#occupytrieste - 11.11.11 : c'è una città giusta

12 / 11 / 2011

.basta lo sguardo la risposta il cenno di qualcuno, basta che qualcuno faccia qualcosa per il solo piacere di farla, perché il suo piacere diventi piacere altrui: in quel momento tutti gli spazi cambiano.. la città si trasfigura, diventa cristallina.

C'è una segreta città giusta: ed è il possibile risveglio – come un concitato aprirsi di finestre – d’un latente amore per il giusto, non ancora sottoposto a regole, capace di ricomporre una città piú giusta. (I. Calvino, Le città invisibili)

Oggi #occupytrieste è entrata in una banca abbandonata, in disuso,in pieno centro. Un palazzo enorme, pieno di nulla e vuoto di tutto.

Con tutti i soldi che nella crisi abbiamo dato alle banche perché non fallissero – e con quelli che loro continuano a chiederci comunque senza misura – si potrebbe discutere se spazi come questo siano solo privati o piuttosto pubblici.

Ma in realtà ce ne importa poco: non ci interessa la proprietà ma l'utilizzo. E se le mura sono di qualcuno, lo spazio inutilizzato che imprigionano è di tutti.

È evidente che il benessere della grande finanza e delle banche non coincide con il benessere comune del 99% del mondo. Per questo, le misure contro la crisi che producono il benessere comune non possono essere quelle che suggeriscono coloro che la crisi l'hanno prodotta.

Dobbiamo inventarle e costruirle tutti insieme.

Per questo ci serve uno spazio. Per incontrarci, per organizzarci, per fare piani.

Piani anticrisi, perché la soluzione alla crisi sono le persone, non la finanza.

Abbiamo di fronte poteri che vogliono cambiare le costituzioni pur di renderle utili alle necessità dell'economia dell'1%.

È possibile pensare che noi non possiamo nemmeno vivere uno spazio per renderlo un'agorà, una piazza libera di discussione ed elaborazione? Di difesa e ricostruzione della democrazia?

Questi sono i nostri bisogni. E siamo qui per iniziare a soddisfarli, tutti insieme.

Oggi la polizia ha impedito al corteo di #occupytrieste di entrare in un palazzo utile a nessun altro, assediando i venti ragazzi che erano già entrati.

Allora 500 persone hanno assediato l'assedio, reclamando spazio per la democrazia e per i corpi vivi della città degna.

La risposta è stata un muro di manganelli, caschi e scudi, che non hanno esitato ad aggredire ragazzi a mani alzate e volto scoperto.

Dopo due ore di stallo, il corteo si è trasformato in corteo selvaggio, cercando di bloccare la città per sbloccare la situazione, tornando poi all'improvviso di fronte alla banca per fronteggiare nuovamento lo schieramento di polizia e difendere l'occupazione.
Dopo un'ora di fronteggiamento, durante il quale un ragazzo è stato colpito alla testa mentre voltava le spalle alla polizia, con una manovra improvvisa una trentina di persone sono riuscite ad entrare da una porta laterale e rinforzare il presidio all'interno. Tuttavia, il freddo per chi restava all'esterno e la minaccia di uno sgombero immediato rendevano difficile la gestione della situazione e la garanzia dell'incolumità per gli occupanti.

Un altro spazio, un ufficio vuoto in una storica zona pedonale della città, è stato allora aperto e occupato per renderlo uno sportello anticrisi, per organizzare consulenze sulle cartelle di equitalia e sulla moratoria dell'acegas e, in generale, per costituire un primo presidio permanente.

In questo modo si è ottenuta l'uscita libera di tutti gli occupanti e un corteo ha raggiunto il nuovo sportello per tenere un'assemblea finale.

Oggi non è che l'inizio.

#occupytrieste troverà una casa, fissati come siamo che un posto maltrattato funziona meglio se occupato.

Sapete chi, non saprete come, non saprete dove. Sapete quando: sempre.

                                             e noi spingiamo per andare
dall’altra parte, dall’altra parte della vita
noi spingiamo oltre per sfondare il fronte
dall’altra parte, dove c’è il viaggio e c’è il sogno
noi spingiamo oltre e spalanchiamo porte
                                     (Assalti Frontali)

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