Ostia - Riprendiamoci le spiagge invade lo stabilimento Salus

Contro la svendita del demanio marittimo e il lavoro nero stagionale, per le spiagge bene comune!

29 / 7 / 2012

Roma (28 Luglio) - Sono partiti alle 16.00 dalla stazione lido centro della Roma-Lido, gli attivisti del movimento "Riprendiamoci le Spiagge". Come il 7 luglio erano muniti di cartelli, canotti e striscioni per rivendicare il libero e gratuito accesso alle spiagge del litorale di Roma.
Attraversando il territorio, passando davanti al municipio e piazza Anco Marzio, sono entrati dall'ingresso dello stabilimento Salus e sono risaliti lungo la battigia fino alla spiaggia libera davanti largo delle Sirene.
"Siamo contro il lungomuro degli stabilimenti e contro la decisione di cementificare la spiaggia di Castel Porziano - dichiara Fortunato di "Riprendiamoci le Spiagge" - inoltre è vergognosa la decisione del tredicesimo municipio di istituire i parcheggi a pagamento, ennesima dimostrazione di come nel tempo della crisi si faccia di tutto per togliere soldi ai cittadini. Oggi siamo qui anche per denunciare il lavoro nero stagionale che coinvolge il 70% dei ragazzi, spesso giovanissimi, che lavorono negli stabilimenti di Ostia. Siamo qui per dire che le spiagge sono un bene comune ingiustamente privatizzato."
Il lungomare romano non è solo lo scenario di lavoro in nero e di uno sfruttamento radicato ormai da troppi anni ma è anche teatro di speculazioni e privatizzazioni che colpiscono non solo le spiagge ma anche il territorio limitrofo. Dopo la discussione sul progetto Waterfront e sui bandi delle spiagge, arriva la notizia di un ulteriore privatizzazione che colpirebbe la spiaggia di Castel Porziano, uno degli ultimi baluardi dell’accesso libero sulle spiagge del litorale romano.
Questa volta l’acquirente sarebbe l’associazione Pro Locum Ostium Paradise Beach, autorizzata dall’ufficio delle dogane a posizionare su un area di circa 12.000 mq un chiosco di circa 100mq, circa 13 cabine standard e 2 cabine per disabili.
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