Conferenza stampa "Anch'io Sinto per un giorno"

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Conferenza stampa "Anch'io Sinto per un giorno"

Trento - Parte la campagna "Anch'io Sinto per un giorno"

Da giovedì 8 un'iniziativa di più realtà richiede diritti per la popolazione sinta del Trentino in attesa da 3 anni delle microaree abitative.

6 / 11 / 2012

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della campagna "Anch'io Sinto per un giorno.." organizzata dalla Associazione Sinti del Trentino, Nevo Drom Trento e dall'Istituto Paoulo Freire. L'iniziativa è nata "per essere vicini ad un popolo dimenticato" e per mettere in luce le condizioni di vita precaria e di marginalità che i nuclei familiari sinti sono costretti a vivere nei campi sosta abusivi nonostante che 3 anni fa il Consiglio Provinciale di Trento abbia approvato una legge che decretasse delle misure per favorire l'integrazione dei gruppi sinti e rom. In particolare questa legge, nata dal lavoro delle associazioni sinte, obbliga comuni (in special modo quello di Trento) e provincia ad avviare l'iter per l'individuazione e la costruzione delle cosiddette microaree abitative.

Alla campagna, che prevede di trascorrere una notte nei due campi sosta nel periodo dal 8 al 17 novembre, hanno aderito numerose realtà trentine quali: ATAS, AMA, Coordinamento trentino di Libera, Caritas diocesana , Centro Missionario, Associazione Trentino con i Balcani - ATB, il Delfino scs, Kaleidoscopio scs , Volano 78 scs, Centro sociale Bruno, Terra del Fuoco, Lucciole per Lanterne, C.N.C.A. Trentino (Coordinamento nazionale Comunità Accoglienza), S.P.S. (Scuola di preparazione Sociale). Tutte quante hanno sottofirmato il documento "Anch'io Sinto per un giorno" per non lasciare soli per l'ennesimo inverno, senza luce, acqua e riscaldamento, la popolazione sinta stanca di non vedere riconosciuto il diritto a un vita degna. 

Qui sotto l'appello di lancio dell'iniziativa che sarà correlata da eventi di reciproca conoscenza consultabili al sito: http://sintoperungiorno.jimdo.com/

Sono passati ormai tre anni da quanto il Consiglio Provinciale di Trento ha approvato la leggeMisure per favorire l'integrazione dei gruppi sinti e rom residenti in provincia di Trento” (L. P. 12 del 22 ottobre 2009).

Questo evento ha creato delle aspettative nelle comunità sinte del trentino, in quanto finalmente si sono sentite riconosciute nella loro identità, in un nuovo rapporto che sarebbe dovuto nascere con la comunità trentina dei “gage”.

Il testo “individua soluzionialloggiative e misure per l'integrazione scolastica e lavorativa e per favorire la sicurezza sociale prevenendo situazioni di illegalità”. Si tratta di riconoscere anche lo specifico dell’abitare sinto (le microaree familiari), all’interno di un “patto di comunità” che vede i sinti protagonisti attivi rispetto all’assunzione di responsabilità collegate alla gestione degli spazi e all’integrazione nella comunità (scuola, lavoro).

Di fatto a tre anni di distanza poco o niente è stato fatto! Tra i cittadini sinti serpeggia la delusione. Così come tra molti i cittadini gage che credono in un modello di interazione più vero e dignitoso per entrambe le comunità.

Intanto, rimangono i problemi e le emergenze: diversi sono i nuclei sinti che vivono ai margini della città di Trento e in altre aree della provincia in situazioni abusive, senza acqua, luce: anziani, minori, donne che vivono in clandestinità abitativa, con la paura di essere sgomberati, “mandati via”! E poi “mandati dove?”, in quanto loro sono italiani e trentini da generazioni! Le stime parlano dipiù di 80 persone in circa 8 insediamenti abusivi.

I sinti fanno paura! Può essere impopolare per un politico occuparsene, prendere delle iniziative. Piuttosto che affrontare la questione, gestendo i problemi, si preferisce lasciare le cose così come sono, con il rischio che le situazioni personali e famigliari si aggravino e aumenti la conflittualità.

Da queste considerazioni e da questa situazione “bloccata”, nasce l’idea di promuovere una mobilitazione a fianco delle persone e delle associazioni sinte trentine: “Anch’io Sinto per un giorno”. Si tratta di celebrarei tre anni dalla legge “incompiuta”, provando a avvicinare “due mondi” che vivono insieme senza conoscersi e che spesso vivono incomprensioni e difficoltà collegate a pregiudizi e paure.

Alcuni di noi da anni sperimentano la vicinanza con persone del mondo “sinto”, con le quali si sono costruiti legami, che in alcuni casi sono di propria e vera amicizia. Alcune di queste persone che vivono abusivamente “ai margini”, ci hanno dato la disponibilità adaccogliere un ennesimo camper a “casa loro”, ospitando chi vuole almeno per un giorno condividere la loro vita, la loro quotidianità, le loro relazioni.

Abbiamo già l’adesione di alcuni amici e conoscenti, ma vorremo che questa iniziativa possa diventare un’esperienza di molti, che hanno voglia di fare un’esperienza libera da pregiudizi con la disponibilità all’incontro.

L’iniziativa parte da un’idea del Gruppo Locale di Trento dell’Istituto Paulo Freire Italia, che vuole, attraverso l’educazione propria della pedagogia freiriana, promuovere azioni di sensibilizzazione e di cambiamento sociale nei territori. Da qui hanno aderito altre realtà e associazioni trentine, che vivono la tensione di tradurre i principi generali della solidarietà e della giustizia, in azioni concrete.

La speranza è quella di trovare persone che , a partire dai primi di novembre per almeno dieci giorni, possano vivere almeno una notte e parte del giorno in una microarea abusiva al margini della città di Trento. La richiesta che si fa alle persone è quella di tenere un piccolo diario dell’esperienza, condividere le foto, parlarne con gli altri.

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