Trieste 14n cariche sotto la prefettura

Trieste 14n carica all'hotel savoia - no nazi

Trieste 14n sanzionate le banche

Trieste #14N : migliaia di persone toman la huelga

Almeno 2000 persone nello spezzone dell'Autogestito Scoordinamento Studentesco (ASS) e centri sociali del nord est aperto dallo striscione “Reddito Diritti Dignità / Toma la Huelga!”

14 / 11 / 2012

Nella giornata di sciopero europeo, mentre centinaia di migliaia in tutta Europa riconquistavano spazi, strade, piazze e riprendevano lo slancio per una stagione di conflitti, anche a Trieste un lungo corteo di migliaia di persone ha invaso le strade Almeno 2000 persone nello spezzone dell'Autogestito Scoordinamento Studentesco (ASS) e centri sociali del nord est aperto dallo striscione “Reddito Diritti Dignità / Toma la Huelga!”: studenti, genitori, movimenti sociali, precari, insegnanti, una composizione varia ma non per questo meno determinata e decisa nel dichiarare che con il 14 novembre inizia anche in questa città un processo di coalizione sociale e di pratiche di conflitto.

Mentre la Cgil, nonostante una proposta partita da un'assemblea cittadina della settimana scorsa, sceglieva dinamiche solitarie e molto poco partecipate, il vero corteo cittadino partiva da Piazza Goldoni, dirigendosi verso il palazzo del consiglio regionale. Lungo la strada, e per il resto della giornata, ogni banca o sede di finanziaria è stata ricoperta di manifesti con la stessa grafica delle scritte dei pacchetti di sigarette: “la finanza uccide”, “il debito rende impotenti”, “il mutuo invecchia la pelle”.
A voler ricordare, annunciavano molti interventi, che la costruzione dell'Europa finanziaria è all'insegna di lacrime e sangue per il 99% delle persone reali, che l'austerity e i sacrifici non sono solo parole ma distruzione di vite e furto di futuro.
Una condizione che ci accomuna tutti, che nelle intenzioni delle trojke tecniche che tentano di governarci, espelle l'Europa dei diritti e della ricchezza sociale dal novero delle possibilità. Una condizione, insisteva lo spezzone di corteo più determinato nelle pratiche di piazza, che oltrepassa i confini specifici di una pretesa classificazione sociale – studenti, “lavoratori”, precari – e riguarda invece la necessità di una riconquista di diritti che, come sostenevano i movimenti ad Agora99, devono essere slegati dalla condizione lavorativa, sociale o individuale ma sono legati indissolubilmente alla persona.
Per questo il corteo rivolgeva la sua proposta a tutto l'arco dei movimenti e delle soggettività interessate ad un processo di coalizzazione e di costruzione di conflitto, a cominciare dagli studenti e da chi in questa città sta subendo gli effetti della crisi, dell'erosione dei diritti sul lavoro o della mancanza di reddito a causa dei licenziamenti e della delocalizzazione delle produzioni.
Mentre alcuni partecipanti del corteo sanzionavano banche e sedi di finanziarie in questo modo, il corteo stesso doveva porre in atto pratiche di difesa dai tentativi della polizia di impedire l'attacchinaggio o di identificarne i responsabili.

Arrivati al palazzo della regione, gli studenti, circondati dalle forze dell'ordine in assetto antisommossa e in un clima di tensione, hanno affisso ai muri dello stesso una lettera aperta indirizzata alla regione, alla provincia e al sindaco in cui una volta per tutte esplicitano tutto il disprezzo per gli occupanti inutili di istituzioni ormai disutili (e criminali nell'assistere praticamente inoperose al crollo letterale degli edifici scolastici).
La stessa lettera, nel corso della giornata è stata posi affissa sul palazzo della provincia e della prefettura.

Dalla regione il corteo si è poi spostato alla prefettura, occupando le rive, un'arteria principale della città, causando enormi blocchi della circolazione.
Dinanzi alla prefettura il corteo di ASS e dei centri sociali ha distribuito centinaia di carote ai manifestanti, ricordando che il prefetto è il rappresentante di quel governo il cui ministro dell'istruzione ha dichiarato che gli studenti vanno trattati con bastone e carota, ma con più bastone che carota.
“Poiché di carota non ne abbiamo vista mentre di bastoni ne abbiamo ricevuti in abbondanza”, gestivano gli interventi in piazza, “le carote le abbiamo portate noi e vogliamo consegnarle al prefetto”. La rappresentante del governo si è ben guardata dall'uscire da un palazzo chiuso e blindato dalla polizia in assetto antisommossa e la semplice affissione della lettera aperta degli studenti ha innescato una carica a freddo della polizia che ha manganellato le prime linee di manifestanti.

Immediata la reazione della piazza che senza farsi minimamente intimidire ha subito circondato la polizia in un lungo e teso confronto, lanciando uova e carote contro la polizia e il palazzo, richiedendo a gran voce che la prefetto uscisse dal palazzo.

Dopo più di mezz'ora di confronto molto teso e senza alcuna paura né timidezza da parte di centinaiadi persone, era chiaro che l'unica cosa che quel palazzo conteneva erano paura e impotenza, oltre che una buona dose di indegnità.

A quel punto il corteo ha proseguito rioccupando le rive e giungendo all'hotel Savoia, che nei prossimi giorni ospiterà un convegno di Forza Nuova, di fronte al quale reagiva spontaneamente con un rigurgito antifascista, lasciando scritte “no nazi” sul pavè innanzi allo stesso. “Abbiamo sbattuto il fascismo fuori dalla storia e dalla legittimità”, dicevano gli interventi dal sound system, “e non accetteremo che un partito fascista razzista e xenofobo possa radunarsi indisturbato nella nostra città, né che chi lo ospita sia tranquillo in questa infamia”.

Un cordone di polizia ha aggredito alle spalle i manifestanti che si stavano allontanando, manganellando e provocando il ferimento di alcuni giovani e la reazione indignata di tutti i presenti che senza farsi intimidire hanno retto per venti minuti un confronto molto teso con le linee schierate dei reparti antisommossa.
Sempre occupando le rive, il corteo si è spostato all'ufficio scolastico regionale, chiuso e sbarrato per poi finire in una breve assemblea in piazza Hortis, dandosi appuntamento a breve per definire un calendario comune di iniziative.
Contro la solitudine, il solipsismo e la scomposizione che questa crisi vorrebbe imporci, oggi a Trieste un vento fresco e potente ha imposto la costruzione di una nuova comunità, determinata, desiderante, ricca, pronta al conflitto con coloro che ci staranno.

A.S.S.
Casa delle Culture.

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