Libertà per i detenuti politici del Rif!

Sabato gli attivisti dei Centri Sociali del Nord Est hanno esposto uno striscione, durante Sherwood Festival, per la liberazione dei detenuti dell’Hirak.

10 / 7 / 2017

La campagna Donne Marocchine Contro le Detenzioni Politiche ha lanciato un appello alla mobilitazione internazionale in solidarietà con i detenuti politici del movimento Hirak (1). Al momento sono 63 gli indagati a piede libero e 176 i detenuti, tra manifestanti, leader, giornalisti e artisti. Ha fatto particolarmente scalpore l’arresto della cantante Silya, che con la sua musica aveva sostenuto il movimento al punto da diventarne una icona. Silya è in prigione da più di un mese e si trova ora in isolamento nel carcere Oukacha di Casablanca. Mentre nel Rif le proteste continuano, centinaia di manifestanti si sono già dati appuntamento il 7 luglio a Casablanca (2) e l’8 luglio a Rabat per inaugurare la campagna. La polizia ha tentato di disperdere il presidio di ieri di fronte al Parlamento a Rabat, manganellando le donne e i giornalisti presenti (3). Sono già state dichiarate iniziative anche in Belgio, Francia, Italia e Tunisia e gruppi solidali in altri paesi si stanno organizzando.

In questo contesto, gli attivisti dei Centri Sociali del Nord Est hanno esposto uno striscione, durante Sherwood Festival, per la liberazione dei detenuti dell’Hirak. Era presente l’attivista della sinistra bresciana Abdelmajid Daoudagh, portavoce del Coordinamento Mohssen Fikri, che ha spiegato le origini e le ragioni dell’ondata di mobilitazioni per la giustizia sociale e contro gli abusi di potere che ha investito il Rif, regione emarginata del Nord-Est del Marocco. 

Abdelmajid ha sottolineato il carattere popolare e di massa del movimento e il fallimento della politica sociale – storicamente assai carente – del regime marocchino. Le riforme neoliberiste degli ultimi decenni hanno ulteriormente frustrato le aspirazioni a una vita degna di milioni di marocchini, innescando una ribellione che ha superato le organizzazioni partitiche e sindacali. È stato evocato il ruolo della militanza femminile nell’Hirak, confermato dalle manifestazioni degli ultimi giorni. L’intervento si è chiuso ribadendo la connessione tra le lotte di chi in tutto il mondo rifiuta di piegare la propria esistenza alle esigenze di un sistema che non funziona per noi, da Al Hoceima ad Amburgo.

(1)http://www.globalproject.info/it/mondi/donne-marocchine-contro-le-detenzioni-politiche/20925

(2)https://ledesk.ma/2017/07/08/casablanca-le-cri-des-femmes-pour-les-prisonniers-du-hirak/

(3)https://ledesk.ma/encontinu/hirak-une-manifestation-violemment-reprimee-rabat/

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