Quel vento di merda

9 / 2 / 2018

Pubblichiamo una riflessione di Ranjan Giacomo Spinadin, scrittore e cantautore italo-indiano, nonché attivista di “Chioggia Accoglie”, relativa ai fatti di Macerata e alla manifestazione di sabato prossimo. Il testo spiega la genealogia di una sua poesia, intitolata Quel vento di merda, scritta lo scorso 2 febbraio, il giorno prima della tentata strage e della manifestazione Side by Side, tenutasi a Chioggia.

In Italia come in Europa, soffia più forte che mai un vento nero, di odio, di intolleranza e di indifferenza.

Ciò che sta accadendo, in particolare nel nostro Paese, è diventato ormai troppo preoccupante. Oltre la retorica, dove sono gli antifascisti e gli antirazzisti “istituzionali”? Sembra che il numero dei “giusti” stia diminuendo, contrastato dall’indifferenza, dalla paura di parteggiare, oppure dalla sicurezza di ricevere in cambio qualcosa qualora non ci si schieri.

Ho scritto una poesia, che ho letto alla chiusura del grande corteo Side By Side, di fronte il Municipio di Chioggia, e si intitola “Questo Vento Di Merda”. La poesia prova a descrivere questo fenomeno assai rischioso, che ho voluto impersonificare con il vento. Unvento che soffia ed è capace di cambiare la mente delle persone, facendole agire per il “male”. Mi interrogo a proposito degli eventi successi a Macerata: che questo vento abbia colpito definitivamente anche ANPI, Cgil, Libera, Arci? Sigle che si definiscono antifasciste? Il silenzio non è un obbligo, la Resistenza invece è un dovere. L’antifascismo non può arrestarsi, soprattutto quando per le strade accadono episodi di terrorismo a sfondo razziale.

A Macerata Sabato 10 febbraio, alla grande manifestazione contro ogni fascismo e razzismo, ci saranno i “giusti” che ho citato prima. L’umanità va ricercata, questo vento di merda va spazzato via, il fuoco va spento. «Questo vento di merda, oggi così forte, Capace di toccare l’innocenza di chi ancora non conosce la morte, Di chi non conosce la guerra e la pace, E di chi, di odiare, ancora non è capace; Questo vento di merda, freddo e rumoroso, Che sembra provenire da un secolo poco lontano, È il vento dell’intolleranza, Che soffiando dà spazio all’indifferenza; Questo vento parla ancora di razza, E questo vento spazza e spazza; Spazza via la libertà, E spazza via l’umanità, Soffia così forte, Che alla fine è lui a provocare morte; Chi non conosceva l’odio ora lo conosce, Perché è stato colpito dal vento, ma non capisce, Ora guerra e pace son concetti ben chiari nella sua testa, Per colpa del vento è diventato un razzista; Questo è il vento dell’intolleranza, insomma, un vento di merda, Che di razzismo e di fascismo la fiamma me alimenta; Ora c’è il fuoco, E spegnerlo non sarà un gioco».

Questa poesia è tratta dal mio libro di poesie, pensieri e riflessioni che si intitola L’umanità è la salvezza dell’uomo, che pubblicherò fra qualche giorno. A Macerata non soffierà questo vento di odio, ma soffierà un altro vento: quello dell’umanità, che soffierà nella direzione opposta.

Sempre controvento! Sempre antifascisti e antirazzisti! È necessario riempire le strade di Macerata!

Dedico questa poesia, che ho scritto solo il 2 febbraio, e che quindi non ho potuto ancora dedicare a qualcuno, ai 6 nomi, ai 6 volti e alle 6 storie delle persone colpite dall’attentatoe fascio-leghista di sabato scorso. Vittime prodotte anche da questo vento di merda, che soffia sempre più forte. Le vittime di questo attentato sono: Mahamadou Toure (28 anni di Mali), Jennifer Otioto (29 anni della Nigeria), Gideon Azeke (26 anni della Nigeria), Wilson Kofi (20 anni del Ghana), Festus Omagbon (32 anni della Nigeria), Omar Fadera (23 anni del Gambia).

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