Intervento dal palco

Be choosy: choose Làbas

Be choosy, make future

Verso il 14 novembre

Bologna - "Be choosy, take your future": nessuno spazio per il ministro Fornero

Contestato il convegno "La Borsa del Placement" dove era stato invitato il ministro Fornero

30 / 10 / 2012

30.10.12 - Oggi come studenti, precari, attivisti di Làbas siamo entrati a Palazzo Re Enzo per contestare il convegno "La Borsa del Placement", dove era stata invitata la ministra Fornero, che per l'ennesima volta non si è presentata.

Nonostante le porte chiuse, la volontà di farci rimanere fuori, siamo entrati determinati in quella sala con megafono, striscione "Be choosy, take your future" e fumogeni, rivendicando un nostro intervento da quel palco, riuscendo a conquistarlo. 


Oggi a Palazzo Re Enzo è andata in scena una passerella di multinazionali, un evento come la “Borsa del Placement” che non parla di diritti e futuro per le giovani generazioni, ma che continua a negarlo, a chiuderci porte in faccia, a farci pagare questa crisi e a restringere sempre di più gli spazi del dissenso, trattandoci come un problema di ordine pubblico.

Non volevamo nè consegnare premi come il ministro Fornero né riceverli da aziende che non ci assumeranno mai.

Non volevamo prendere parte a quel teatrino, l’ennesima “svendita” di giovani laureati a industrie, aziende.

Abbiamo affermato in maniera chiara alcune cose, e pensiamo fosse giusto dirle una volta per tutte ai diretti interessati, a quelle aziende e quegli enti pubblici, compresa l’università di Bologna, che pensano solo ai propri profitti, che sulla nostra pelle fanno progetti di “placement”, di alta impresa, che si consegnano premi tra di loro per chi ha assunto il migliore stagista a costo zero.

Siamo stanchi di queste celebrazioni, siamo stanchi di accontentarci. 

Siamo talmente "choosy" che abbiamo scelto di riprenderci il nostro futuro.

Siamo stanchi delle etichette provocatorie che i vari ministri o politici di turno provano a cucirci addosso: negli anni ci hanno definito bamboccioni, sfigati, neet, fannulloni. Proprio chi, con riforme, tagli, politiche di austerity, ha dimostrato di avere un piano ben preciso per le nuove generazioni: zero diritti sul lavoro, sfruttamento, precarietà, disoccupazione.

Siamo studenti e precari, una parte di quella generazione no future, che vive nella certezza di essere ormai tagliata fuori dal welfare e dalle garanzie conquistate in passato.

Nonostante le nostre vite siano costantemente in bilico fra lavoretti saltuari o sottopagati ed un sistema formativo dequalificato e costoso, ogni giorno tentiamo di strappare un pezzetto di quello che ci spetta, con determinazione: abbiamo aspettative, competenze, grandi desideri e non siamo disposti a svenderli o a sentirci in colpa per questo.

Pensiamo anche sia ormai inutile portare un curriculum ad aziende che un giorno forse potranno assumerci, o meglio, potranno chiederci di fare uno stage non retribuito, fino al giorno in cui ci offriranno un contratto che, grazie alle condizioni imposte dal mercato e dalle riforme del lavoro, non farà altro che porci in una situazione di ricattabilità e sfruttamento senza precedenti.

Abbiamo voluto prendere parola pubblicamente, rivendicare diritti e liberta' e denunciare le condizioni vergognose a cui siamo sottoposti nelle nostre vite precarie: chi esce dal mondo della formazione si ritrova immerso nella precarietà e pensare di costruirsi un futuro degno diventa ogni giorno più difficile.

Vogliamo rimettere al centro della discussione temi e rivendicazioni reali, che parlino direttamente delle vite di tanti e tante, e sappiano cercare le risposte alle nostre biografie.

Siamo choosy. Siamo stanchi di sopravvivere, di accontentarci del "meno peggio".

Rilanciamo la data di mobilitazione e di sciopero europeo del 14 novembre, in cui saremo per le strade di questa città, a dire ancora una volta che

Vogliamo una vita degna di essere vissuta e vogliamo riprenderci quello che ci stanno togliendo!

Làbas

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