Un altro giorno di "ordinario maltempo" dalla Toscana al Veneto

I cambiamenti climatici, il dissesto idrogeologico e l'Apocalisse

Evitata per dieci centimetri l'alluvione di Vicenza, acqua alta eccezionale a Venezia, esondazioni e danni tra Liguria e Toscana: cementificazione del territorio e grandi affari rendono ancora più gravi gli effetti del "climate change"

12 / 11 / 2012

In una "normale" domenica d'autunno, lo scontro tra la perturbazione atlantica in arrivo da Ovest, i venti di scirocco che soffiano da Sud e le acque di un Mediterraneo sempre più caldo provocano eccezionali precipitazioni che si riversano con una violenza mai vista prima sulle aree costiere di Liguria e Toscana. 

Lungo le coste dell'Adriatico determinano - come spiega qui sotto il responsabile del Centro previsione maree del Comune di Venezia - un' "acqua alta" dai livelli imprevedibili che mette a dura prova la città lagunare. Poco più su il maltempo gonfia fiumi e torrenti che dalle montagne scendono verso la pianura veneta e Vicenza sfiora drammaticamente il bis dell'alluvione dello scorso anno. 

Fatalità? Tutt'altro: i mille disastri ambientali che si riproducono puntualmente di fronte ai fenomeni meteorologici sono un effetto della crisi climatica provocata delle attività umane e dal modello di sviluppo produttivo ed economico che le ha organizzate. 

E le loro pesantissime conseguenze sono un diretto prodotto di scelte altrettanto precise: la cementificazione di gran parte del territorio che ha imbrigliato, per modo di dire, i corsi d'acqua e impermeabilizzato suoli che non riescono più a drenare adeguatamente le precipitazioni; l'abbandono della montagna e della cura del territorio che lo preservava dal sistematico dissesto idrogeologico. 

O, per quanto riguarda la Laguna di Venezia, l'idea che solo una "grande opera" come il sistema di dighe mobili per la chiusura delle bocche di porto (Mo.S.E.), che è già costata ai contribuenti più di cinque miliardi di Euro e sarà forse pronta solo nel 2016, potesse difendere Venezia dalle alte maree; mentre, con gli interventi alternativi a suo tempo richiesti dal Comune di Venezia - come spiega nel suo intervento del 31 ottobre scorso, pubblicato qui sotto, Paolo Lanapoppi - si sarebbero da anni già potute "tagliare" le punte di marea più alte, limitando notevolmente i danni e i disagi provocati dalle acque alte. 

Ma anche in questo caso, ha contato di più l'enorme potere di condizionamento economico e politico esercitato dalla lobby affaristica del Consorzio Venezia Nuova (monopolista privato, guidato dall'impresa di costruzioni Mantovani SpA, cui lo Stato ha affidato la "concessione unica" per le opere di salvaguardia fisica della Laguna). Così come è la pressione esercitata da fortissimi interessi economici a rendere estremamente difficile l'adozione di più razionali e lungimiranti scelte di radicale conversione ecologica (ad esempio nel caso delle grandi navi da crociera).

E' l' "Apocalisse" già in corso cui fa riferimento Gianfranco Bettin, assessore all'ambiente e ai beni comuni di Venezia, nel breve commento che pubblichiamo qui sotto.

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Alta marea, clima e grandi navi
Bettin: "la vera Apocalisse in corso a Venezia"

Nulla descrive meglio il tipo di Apocalisse in corso e il modo in cui la si sta affrontando della foto, diffusa oggi  da Venezia, in cui si vede l’onda di alta marea (giunta a 149 cm) sommergere piazza san Marco e quasi tutta la città mentre una mostruosa nave crociera entra spensierata in bacino. 

L’evento eccezionale, frutto di mutamenti climatici globali, del dissesto idrodinamico locale e di circostanze meteo che comunque al mutamento climatico rinviano, viene bellamente e impudentemente attraversato.
“Gli affari sono affari e qui a bordo del Titanic siamo al sicuro”, sembrano dire dall’alto della nave crociera e dal suo business-desk. 

Intanto, “colà dove si puote ciò che si vuole”, si rinviano decisioni che giornate come questa rivelerebbero invece di estrema urgenza sia che si parli di azioni contro l’impazzimento del clima sia che si alluda a interventi contro il dissesto idrodinamico (anzi, si progettano nuovi disastri epocali come il porto passeggeri nelle barene di Dogaletto, come vorrebbe Venezia Terminal Passeggeri, o lo scavo di nuovi rischiosi canali in laguna).

Venezia è abituata a essere oggetto di chiacchiere anche per le ragioni più futili e di grida d’allarme magari generose ma spesso incapaci di rivelare l’origine autentica del pericolo. L’alba di oggi, immagini come queste, descrivono invece con brutale chiarezza da dove venga il vero rischio, quale nesso tra affarismo, incoscienza e impotenza occorra spezzare.

Gianfranco Bettin

Venezia, 11 novembre 2012

Ecco il video della grande nave che attraversa il bacino di San Marco durante l'acqua alta tratto dal sito de "La Nuova Venezia" (courtesy Vera Mantengoli)

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VENEZIA - ACQUA ALTA: IN ATTESA DEL MOSE, TUTTE LE SOLUZIONI ALTERNATIVE SI SAREBBERO GIA' REALIZZATE

da Il Gazzettino di Venezia Mestre, mercoledì 31 ottobre 2012

Sono malinconiche già di per sé queste giornate di fine ottobre e inizio novembre, con le nebbioline e le piogge, con il buio che arriva sempre più presto e porta con sé qualche brivido di freddo. Da noi a Venezia, poi, a questi regolari appuntamenti se ne aggiunge un altro: quello con le prime acque alte. Quest'anno ne abbiamo avuto un assaggio verso metà ottobre e poi un episodio un po' più serio con l'arrivo di una vasta perturbazione autunnale. 

Ma la malinconia non è soltanto quella, per così dire, meteorologica (c'è anzi qualcosa di dolce nelle ovattate foschie lagunari, qualcosa che fa parte del fascino della città). A essa si aggiunge il pensiero di altre, più banali e materiali realtà. Con l'acqua di marea che supera l'altezza delle rive e accenna a espandersi sulle fondamente e le calli, non si può non pensare al grande progetto delle dighe mobili, alle promesse, alle certezze che ci erano state mille volte elargite. Invece ora siamo nel 2012 e per vedere il Mose in funzione dovremo aspettare, se tutto va bene, il 2017 (il governo ha promesso l'ultima tranche di finanziamenti per il 2016). 

E abbiamo appreso che il costo è in continuo aumento: doveva essere il corrispondente di un miliardo e mezzo di euro e siamo arrivati a cinque e mezzo (di cui quattro già spesi e non una paratoia installata). Il pensiero ritorna agli anni Ottanta e Novanta, a tutte le proposte alternative che oggi sarebbero state realizzate da lungo tempo. Si poteva adottare il sistema delle navi affondabili, o quello delle chiuse dei porti olandesi; si potevano almeno tentare gli interventi diffusi proposti da tanti ambientalisti e conoscitori della laguna. Il sindaco Costa allora li accusò di essere come "infermieri" che volevano sostituirsi ai "dottori" assunti dal Consorzio d'imprese chiamato pomposamente Venezia Nuova. Con il progetto dei dottori avremo dunque speso tra cinque anni, e se tutto va bene, cinque miliardi e mezzo. 

Avremo delle strane, molto strane paratoie incernierate sott'acqua, continuamente incrostate di molluschi e fanghiglia, affiancate da enormi tubi di cemento a sezione rettangolare dentro i quali dovrebbero muoversi i tecnici addetti alla grande opera. Avremo sacrificato una parte dell'Arsenale per alloggiare i lavori di manutenzione (a un costo, sembra, di 30 milioni l'anno). Avremo migliaia di pali di cemento piantati nel fondo delle bocche di porto nel tentativo di sostenere (perfettamente a bolla?) i cassoni che conterranno le paratoie... tutto immenso e tutto fragile, tutto d'acciaio e cemento e tutto così vulnerabile. 

E tutto per arrestare quei pochi centimetri d'acqua che stanno lentamente, quasi dolcemente, bagnando alcune rive e alcune calli. Una ragione, forse, di più profonda e dolorosa malinconia per noi veneziani.

Paolo Lanapoppi

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Domenica 11 novembre 2012

Una punta massima di marea di 149 cm registrata alle ore 9.25
causata da un evento meteomarino senza precedenti in laguna.

L’Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha registrato alle ore 9.25, al mareografo di Punta della Salute, una punta massima di marea di 149 cm sullo zero mareografico. La punta massima è coincisa con una marea astronomica di 73 cm in fase di sizigia (novilunio) con un contributo meteorologico di 76 cm. La marea ha oscillato tra i 148 e i 149 cm per un’ora, dalle 8.50 alle 9.50. La marea si colloca al sesto posto nella graduatoria storica.

All’origine del fenomeno, nel contesto di una perturbazione che sta provocando maltempo su tutta l’alta Italia, è stato un evento meteomarino che non ha alcun precedente nei dati storici raccolti dal Centro Maree, a cominciare dal vento di scirocco che è soffiato su tutto l’Adriatico con intensità costante sui 65 km/h e raffiche oltre gli 80 km/h in presenza di un gradiente barico modesto e con un minimo di pressione abbastanza alto, sui 1008 hPa e che ha prodotto un doppio sovralzo delle acque (set-up), uno su tutto il Golfo di Venezia, uno sul litorale veneziano. La singolarità dell’evento è documentata da un dato registrato per la prima volta: la punta massima di marea a Punta della Salute è stata superiore di 7 cm di quella della Diga Sud di Lido (142 cm alle ore 8) e di ben 18 cm di quella registrata alla piattaforma al largo di Lido (131 cm alle ore 7.45).

In questo scenario, tutti gli elementi che concorrono all’acqua alta si sono presentati in laguna perfettamente in fase tra di loro: una situazione finora mai registrata e che quindi non è contenuta negli archivi della serie storica delle maree sui quali i 21 modelli matematici del Centro elaborano le previsioni. All’alba, i tecnici del Centro hanno perciò dovuto abbandonare le previsioni modellistiche ed elaborare nuove previsioni sulla base dell’osservazione e del monitoraggio delle stazioni di rilevamento in alto Adriatico: un metodo che consente di elaborare previsioni a brevissima scadenza, un’ora o poco più. Il direttore del Centro, Paolo Canestrelli, ha rilevato la necessità di investimenti per la ricerca, in modo da perfezionare sia il monitoraggio sia la modellistica previsionale.

Il Centro Maree, che da tre giorni aveva segnalato una previsione sui 120 cm, alle ore 5.30 la ha aggiornata al rialzo (130 cm) con un sms inviato agli oltre 44 mila iscritti al servizio e ha azionato le sirene di allertamento; alle ore 6.30, dato il permanere dello scirocco intenso, ha inviato un nuovo sms con la previsione di 140 cm e ha nuovamente azionato le sirene.

Per domani mattina alle ore 9 è prevista una punta massima di marea sui 120 cm, in coincidenza con il ritorno dell’onda di sessa su una massima   astronomica di 76 cm. Per le previsioni sono attivi 24 ore su 24 e costantemente aggiornati la segreteria telefonica al numero 041.24.11.996 e i servizi in Internet. Per iscriversi al servizio sms, che è gratuito, i cittadini debbono entrare nel sito www.comune.venezia.it/maree e quindi cliccare “iscrizione servizi sms e e-mail”.

Il Centro Maree ritiene opportuno ricordare che un’alta marea di 149 cm comporta l’allagamento di una superficie di circa il 70 per cento della viabilità pedonale della città, con un livello variante da pochi millimetri a una media sui 70 cm in Piazza San Marco, l’area più bassa della città.

Venezia, 11 novembre 2012

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Foto di copertina per gentile concessione di Vera Mantengoli

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