Video presidio consiglio comunale gosaldo

Svenduta la Valle del Mis, contestato il Sindaco

Bagarre in consiglio comunale, il comitato ABC contesta la svendita della Valle

2 / 9 / 2012

“Vergogna!”. Questo è il grido che si alzato dopo la fine del consiglio comunale di ieri a Gosaldo. In poco meno di un quarto d’ora i consiglieri hanno votato all’unanimità il punto dell’ordine del giorno che autorizza il comune a dare inizio alla conciliazione economica su alcuni terreni interessati dal progetto della Centrale idroelettrica in Valle del Mis.

Si tratta di una “importante” cifra che si aggira attorno ai 15mila euro! Per pochi spicci ieri si è svenduto un patrimonio mondiale dell’umanità, nonostante l’intervento della procura che pochi giorni fa ha messo sotto sequestro un parte del cantiere.

La cosa incredibile è che il sindaco Giocondo Dalle Feste ha tentato in tutti i modi di sottrarsi alle richieste di spiegazione da parte degli attivisti del comitato Acqua Bene Comune, prima chiudendosi in ufficio e poi tentando la fuga in auto. Ma gli attivisti hanno subito dato vita ad una protesta determinata e rumorosa a suon di fischietti e grida davanti alla porta della segreteria del Sindaco. Successivamente hanno atteso il sindaco all’uscita del municipio, che velocemente si è diretto verso l’auto.

A questo punto gli attivisti si sono seduti a terra attorno all’auto impedendone l’uscita dal parcheggio. Il Sindaco è stato costretto ad uscire dall’auto e si è diretto verso la macchina di servizio dei carabinieri accompagnato da tutti gli attivisti del comitato che continuavano a chiedere spiegazioni. Con le mani alzate hanno circondato l’auto delle forze dell’ordine. “Disobbediamo contro la svendita della Valle” queste le parole urlate dal megafono. A quel punto il sindaco non ha potuto sottrarsi al confronto nel quale a tentato di discolparsi facendo ricadere le responsabilità sull’amministrazione precedente e sul Parco.

In realtà, a seguito di una carta della regione datata giungo 2012 che dichiarava l’occupazione illegittima dei terreni da parte della Valsabbia e ancor più importante, dopo l’intervento della magistratura, l’amministrazione comunale aveva tutte le motivazioni per poter rinviare la discussione consigliare e aspettare i futuri sviluppi dell’iter di sequestro. Non solo, nei giorni scorsi il Parco ha rivendicato il diritto di prelazione di alcuni terreni, motivo in più per bloccare la conciliazione.

Di fatto, ieri il consiglio comunale ha espresso la volontà politica di realizzare la centrale lanciando un messaggio pericoloso per il futuro, perché l’unanimità dei consiglieri ha implicitamente dichiarato che nel territorio bellunese si può costruire centrali idroelettriche in barba a tutte le norme, anche alle severe regole che riguardano le aree protette. Siamo in area Parco, in area cuore Dolomiti Unesco!

Per questo, quello che abbiamo assistito ieri è una brutta pagina per l’intero territorio bellunese, un ennesimo colpo alla sua dignità. Caro sindaco non basta votare un documento nel quale si chiede di salvare la provincia, se poi, ventiquattrore dopo, la si svende in meno di un quarto d’ora!

Ma gli attivisti assicurano “la battaglia va avanti, ancora più determinata di prima!”.Giù le mani dalla Valle del Mis diceva lo striscione appeso ieri in Municipio

Articolo Corriere delle Alpi

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