Seminari e chiacchiere, definizione di teorie e pratiche.

Quattro giorni intorno alla t/Terra.

la t/Terra e l'agricoltura al tempo della crisi

Utente: angelix
9 / 7 / 2012

l’antiaccademia dei georgofili, rete Puglia, vi invita a

t/TERRAsud.

Quattro giorni intorno alla t/Terra.

Seminari e chiacchiere, definizione di teorie e pratiche.

1. Monopoli (Bari): da giovedì 26 a domenica 29 luglio

Dalle 17.00 alle 21.00 si terranno i seminari e le discussioni sul nodo t/Terra. Si accede su invito o facendo richiesta (vedi info e contatti).  

2. Monopoli (Bari): sabato 28 luglio, alle 19.00

assemblea aperta

 "la t/Terra e l'agricoltura al tempo della crisi"

Cittadini, associazioni, consumatori, produttori, cooperative sono invitati al dibattito.

Temi e riflessioni su:

subvertising/rivoltiamolaterra, mayday, ecologia, terra, Terra, territorio, paesaggio, guerrilla gardening, john cage/joseph beuys, distretti di economia solidale, gruppi di acquisto solidale, biodiversità, t/Terra e libertà/critical wine, pianta grane/pianta grano, nocività, immaginario, lavoro/produzione/consumo critico, sensibilità planetarie ribelli, general intellect, tracciabilità dei prodotti e dei prezzi, orti comunitari, san precario, agricoltura contadina, no-ogm, multinazionali, biologico, mutuo appoggio, acqua bene comune, permacoltura, neurogreen, critical mass, gilles clement, braccianti-migranti, agricoltura-precarietà, atti delle sensibilità planetarie, agroindustria, geopolitica dell’alimentazione, agroenergia, paesaggio, ri-occupare le terre…

> analisi dell'esistente (crisi, nodo t/Terra, movimenti);  > individuazione nuove analisi teoriche di riferimento; > pratiche di resistenza e di lotta: oltre i mercati, i gas, le fiere… introdurre lotte e micro-lotte: al sud, dove le terre abbandonate sono molte, la rivendicazione e il riscatto delle terre incolte potrebbe essere un obiettivo (non rinunciando a pensare anche all'occupazione delle terre, quando ci potrà essere un rapporto di forze adeguato); > pratiche politiche: l'idea di mayday dedicata al nodo t/Terra può essere una praticità coinvolgente e una maniera per creare dibattito e movimento; > subvertising e comunicazione ribelle; > concatenamenti: letture e di esempi concreti di riferimento: chiedo siano segnalati scritti, siti, idee, pratiche che possono contribuire a vivacizzare il dibattito.

La t/Terra ai tempi della crisi

Attraverso il nodo ambiente-agricoltura-territorio si intersecano molti dei piani di liberazione e dispositivi di dominio contemporanei. Basta pensare a ciò che unisce il processo di trasformazione dell'agricoltura e del sistema alimentare alle lotte per i diritti. Entrambe dipendono sempre più dalla produzione e dal controllo dell'informazione. Dell’informazione genetica per quel che riguarda l’agricoltura. Una delle lotte più interessanti degli anni passati – e ancora attuale – è stata quella contro le multinazionali che rivendicano la proprietà dell'informazione genetica contenuta nei semi. Culture materiali, agricoltura, culture immateriali e cognitive si intersecano proprio nel campo dell’agricoltura. Proprio per questo una cospirazione sociale deve partire anche da un’agricoltura che valorizza la biodiversità, che comprende tra i propri obiettivi la qualità delle relazioni sociali (che altro non sono che i rapporti di produzione), la qualità dei prodotti e lo sviluppo equilibrato tra agricoltura, turismo responsabile, cultura. Proprio per questo è necessario anche una mutazione nella lettura del nodo ambiente-agricoltura-territorio, un cambiamento necessario anche a livello immaginario, per individuare nuove e più efficaci strategie. Il punto di partenza, ormai quasi dieci anni fa, erano gli “atti della sensibilità planetaria”. Dopo dieci anni, in un mondo diverso abbiamo la necessità di analisi e strategie differenti.

In questi mesi, più di sempre, l'ambiente e l’agricoltura sono scomparsi dai radar, soffocati dalla paura dello spread, della crisi, del default. Sono scomparsi ma nello stesso tempo mai sono stati più presenti e importanti. Non solo in tutta Europa ma in tutto il mondo. Gli esiti disastrosi del summit di Rio+20, dove si sarebbe dovuto decidere come garantire un futuro sostenibile a un pianeta lanciato verso un cataclisma globale, e  della Cop 17 a Durban, conferenza sul rinnovo degli accordi di Kyoto per il contenimento delle emissioni che sono all'origine dei cambiamenti climatici, ci fanno addirittura misurare i passi indietro compiuti della governance mondiale ed europea. Scienziati di tutto il mondo, insistono nel mettere in guardia i governi che il tempo per evitare una catastrofe irreversibile che cambierà i connotati del pianeta Terra e le condizioni di sopravvivenza della specie umana sta per scadere; e che misure drastiche devono essere adottate per realizzare subito un cambio di rotta. Se i media avessero dedicato alla minaccia di questa catastrofe imminente anche solo la metà dell'attenzione dedicata allo spread, il 99 per cento della popolazione mondiale sarebbe scesa in piazza con i forconi.

Il Pianeta viene sconvolto sempre più dal dissesto di interi territori, con morti e danni incalcolabili. Cielo (clima) e terra (suolo) si uniscono nel provocare disastri che non hanno altra origine che l'incuria e il profitto, e che mille "piccole opere" di salvaguardia del territorio (invece di poche "Grandi opere" che concorrono al suo dissesto) potrebbero invece prevenire.
Di tutto questo non troverete la minima traccia nella presentazione del nuovo governo, dove le parole ambiente e agricoltura non vengono mai nominate. La cultura ambientale, paesaggistica, agricola… che sono ormai "scienza della sopravvivenza", sono fuori dall'orizzonte mentale di Mario Monti, e dei suoi ministri (il nuovo ministro dell'Ambiente, da sempre oppositore degli accordi di Kyoto, ha riproposto l'opzione nucleare all'indomani del referendum che l'ha affossata. D'altronde è sempre stato lui il vero ministro, dietro la faccia della Prestigiacomo: alla faccia della "discontinuità").

“Padroni a casa nostra” è la formula della dissoluzione di ogni forma di solidarietà, di ogni prospettiva di emancipazione dalle miserie del presente. Una parola d’ordine lanciata prima dai leghisti sul piano delle rivendicazioni reazionario-localistiche, e negli ultimi mesi da Berlusconi sul piano neo-nazionalista autarchico. Una parola d’ordine dove si nasconde il cuore della destra più ributtante, quella del binomio nazista sangue-suolo. Un tranello dove rischiano a volte di cadere anche giuste istanze di rivendicazione di autogestione territoriale. Il problema è invece cambiare assieme modello di sviluppo e di organizzazione sociale, rimettendo a confronti pubblici e a decisioni condivise la determinazione di che cosa, come e dove si produce, di qual è lo sviluppo di un territorio. Le filiere di produzione-consumo vanno territorializzate per quanto è possibile, non con un impraticabile protezionismo, ma a partire da chi abita i territori. D’altra parte deve essere ben chiaro il processo di necessaria rivendicazione dei diritti di cittadinanza planetaria, affinchè nessun essere umano si senta straniero su ogni terra della Terra.


La cultura ambientale dovrà essere una bussola per il cambiamento del sistema economico (e di ogni prodotto che usiamo o consumiamo, dalla culla alla tomba). È necessario mettere al centro del programma di mutazione una vera politica agroalimentare, una politica di salvaguardia dell'ambiente. Compito dei governi  è rilanciare la "crescita" (una delle parole più vuote del vocabolario politico). Dalla "crescita" dipenderebbe il rilancio dell'occupazione, la salvaguardia di quel che resta del welfare, il futuro e la dignità di tutti quelli che oggi sono ai margini del mercato del lavoro o tartassati da un'occupazione precaria. Ma la "crescita", per Monti e quelli come lui è solo un rapporto contabile: quello tra Pil e debito. Il liberismo è comunque e sempre una rappresentazione falsa, mitologica e sviante della realtà, che impedisce di capire quello che succede nel mondo e, soprattutto, fa da copertura a interessi che stanno portando il pianeta, e la sua economia, verso il disastro. Una cultura vuota e pericolosa, una dittatura dell'ignoranza.

Il terreno su cui ciascuno di noi - ciascuno di coloro che sentono di appartenere a quel 99 per cento degli abitanti della terra calpestato dagli interessi del rimanente 1 per cento - si dovrà misurare con questo governo nei prossimi mesi e anni, ma – non illudiamoci – anche con governi futuri, è dunque innanzitutto il confronto tra la cultura espressa dai governi stessi e una cultura totalmente altra; tra le conseguenze e le iniziative che derivano da queste opposte visioni. Loro possono contare sulla forza del denaro e sulla forza delle armi - quelle impiegate in Iraq, in Libia e in Afganistan, tutti "episodi" di cui Monti nemmeno fa cenno - ma anche quelle della militarizzazione della Val di Susa e dell'inceneritore di Napoli: per imporre a una popolazione renitente quelle Grandi opere che uccidono territorio, socialità e salute. Noi invece possiamo contare su un moto di indignazione che ribolle in tutto il mondo, sulla consapevolezza di dover salvare la Terra e le nostre vite dal disastro - e sulla volontà di farlo - ma anche su mille e mille esperienze e pratiche di lotta, di organizzazione, di modi di lavorare, di stare insieme, di consumare e di produrre, dentro cui sono cresciuti i nostri saperi e la nostra cultura. Tutte cose poco appariscenti che oggi possono sembrare piccole e insignificanti, ma che sono il sale della t/Terra e una bussola per navigare verso il futuro. Questi saperi dobbiamo valorizzarli e diffonderli; fare di tutti coloro che ci circondano e con cui entriamo in rapporto degli "esperti" di vere fonti rinnovabili, di efficienza energetica, di agricoltura contadina, di alimentazione sana, di gestione dei suoli…  perché è con queste conoscenze che si costruiscono le piattaforme rivendicative condivise e l’autogoverno dei territori.

INFORMAZIONI UTILI

dormire mangiare sole mare oziare a t/TERRAsud

t/TERRAsud è c/o assud/la casa del cibo, a Monopoli (Ba), contrada Barcato, sp 377 Monopoli-Castellana Grotte.

Dormire: la “assud/casa del cibo” è in mezzo a un esteso oliveto, ha due stanze ampie che saranno attrezzate per la notte con dei materassi gonfiabili, inoltre si potranno piazzare delle tende sotto gli ulivi secolari.

Mangiare: la casa ha una cucina attrezzata+forno esterno: le necessità alimentari saranno autogestite.

Sole mare oziare: la mattina andiamo al mare (chi vuole) o ci dedichiamo a cose (senza sudare).

Inoltre, chi vorrà programmarsi qualche giorno in più di vacanza potrà usufruire del campeggio anche nei giorni successivi.

Contatti e info: m.lavacca@libero.it- 3389257741, a.bonini80@gmail.com - 3333590515, marcmbf@libero.it - 3393667470: anche per iscriversi alla mailing-list, per mandare o ricevere contributi di riflessione prima dell’incontro, etc…

> antiaccademia dei georgofili, rete puglia

> assud/la casa del cibo

> terre resistenti

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