Eni, le trivellazioni e il falso mito della sicurezza

Nota di Trivelle Zero Marche sul grave incidente sulla piattaforma al largo di Ancona, costato la vita a un operaio e il ferimento di due suoi colleghi

5 / 3 / 2019

Questa mattina si è verificato un gravissimo incidente sulla piattaforma di estrazione di gas “Barbara F”, di proprietà dell’Eni, a circa 60 km dalla costa anconetana.

Ad ora le notizie che giungono dai media parlano di un morto e due feriti.

Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie colpite da questa terribile tragedia non possiamo che prendere atto che questo è solo l’ultimo di una catena di incidenti su questo tipo di piattaforme sia in Italia che nella nostra regione.

In questo settore anche il petrolchimico API di Falconara ne è la triste conferma. Appena un anno fa il crollo del tetto di uno dei serbatoi all’interno del petrolchimico, pur senza vittime, ha causato un grave disastro ambientale producendo esalazioni nocive percepite fino a km di distanza.

Da tempo la nostra rete denuncia le menzogne di industriali e “partito del PIL” che si ostinano a garantire l’assoluta sicurezza e necessità di questi impianti mortiferi. In particolare l’Eni è responsabile di gravissimi disastri ambientali anche nei paesi in via di sviluppo di cui sfrutta le risorse in cambio di un irreversibile inquinamento.

Continueremo a mobilitarci ancor di più per la giustizia climatica e per riaffermare l’incompatibilità di questo sistema produttivo con i territori e la vita di chi li abita; anche per questo il 23 marzo saremo a Roma, insieme ad altre centinaia di realtà di movimento che lavorano sulle tematiche ambientali, per ribadire il nostro no ad un’economia basata sul fossile e le grandi opere inutili e per pretendere la transizione ad un’energia ecologicamente sostenibile.

Trivelle Zero Marche

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