Liberato il "Teatro del Lido" di Ostia da artisti, ex-dipendenti e associazioni dopo venti mesi di inattività.

Il Teatro che si fa Lido

video e interviste a cura di Miss V

2 / 3 / 2010

Sulle nuove rotte della navigazione urbana ci sono luoghi che diventano non-luoghi a tempo determinato.
Ostia. Periferia marittima a sud-ovest della Capitale. Da maggio meta balneare dello struscio accompagnato dal rumore degli stabilimenti aperti tutta la notte, ma da settembre il grigio gioca di prepotenza colorando palazzi e volti che disegnano una "Dogtown" italiana, rabbiosa e solitaria, che attende il caldo per tornare a vivere.

I locali che rimangono sono le bische, una ogni due vie, che diventano i luoghi privilegiati della quotidianità e inevitabilmente della crescita e dell'incontro regalando un tetto alle centinaia di ragazzi e ragazze che hanno abbandonato la scuola facendo arrivare la percentuale della dispersione scolastica a livelli preoccupanti.

Un territorio fertile dunque per chi, nel nuovo tessuto culturale cucito dalla Banda Alemanno, vuole riscrivere il senso della parola "cultura".
Le ultime due iniziative culturali, promosse e finanziate dal Comune di Roma in territorio balneare, raccontano bene il livello raggiunto: un premio di poesia tra i cui vinvitori figura un "artista di spessore" come Licio Gelli. E poi Erotika Tour, un festival commerciale del merchandising pornografico poco simpatico perfino ai personaggi più illustri di quel movimento culturalmente sovversivo che il porno ha rappresentato.

Ma le coste si muovono e il mare, incontrollabile, può metterci poco a ridisegnare nuove geografie; dove c'è una risacca oggi c'è un Lido, domani chissà.

Ostia.Venerdì. Mattina del 26 Febbraio 2010.

60 precari e precarie, artisti e cittadini decidono di diventare onda e capovolgere una risacca durata venti mesi.
Perchè dal 30 giugno 2008 il Comune di Roma aveva chiuso il Teatro del Lido, unica struttura culturale del territorio e tra le esperienze più innovative a Roma di partecipazione produttiva dal basso.

Per cinque anni il Teatro del Lido ha rappresentato un presidio culturale stabile, con i suoi 150 posti, grazie ad un finanziamento strutturale a cadenza annuale (frutto di battaglie e vertenze cittadine) che lo inseriva nei "teatri di cintura" romani, insomma in quegli spazi pubblici periferici dove era possibile formarsi, fare prove e praticare l'arte e la cultura come elementi non separati dalla vita quotidiana.

Un palco, quello del Teatro del Lido, che ha ospitato spettacoli promossi dalle comunità migranti, progetti formativi con scuole, disabili e centri anziani; e nel frattempo offriva Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Camilleri, Sanguineti e molti altri, a prezzi accessibili, 6 euro a biglietto.

Alemanno lo ha sostanzialmente chiuso togliendo il finanziamento e regalando 300.000 euro, in meno di due anni, ad una ditta di sicurezza privata per il servizio di guardiania giorno e notte.

Dopo lo sgombero e la distruzione della struttura che ospitava l'Horus Occupato di Piazza Sempione, la Banda Alemanno ha continuato nel suo progetto di desertificazione culturale dando ai Municipi di Roma appena 20.000 euro ciascuno (400mila in totale) per la programmazione annuale. La stessa cifra l'ha donata a Maurizio Costanzo, un amico di "Amici", per finanziare un tendone itinerante della durata di quattro settimane andato deserto tanto dagli spettatori quanto dalla stampa.

L'azione di liberazione del Teatro del Lido parla ad uno specchio molto ampio di questioni contemporanee: racconta della crisi e di come alcuni posti di lavori sicuri, utili e ad alta professionalità siano stati distrutti con violenza e di come la produzione culturale funziona benissimo anche senza l'Art Director da ventimila euro al mese di stipendio.

Si lega anche ad altri spazi e realtà, pubbliche ed autogestite, che senza spesa per le amministrazioni riempiono di eventi moltidudinari la metropoli: dagli studenti che prendono l'Università e fanno la Notte Bianca in tutte le facoltà, ai centri sociali che organizzano carnevali popolari dappertutto e festival di musica elettronica di livello europeo. Oppure quando organizzano un concerto gratuito, in ricordo di Valerio Verbano, e oltre seimila persone invadono piazza Sempione.

La vertenza del Teatro del Lido vive dentro questa forma di resistenza produttiva.
Chi conosce le persone che hanno costruito questa esperienza sa quanta fatica è costata decidere di occupare, quanto dibattito per scegliere questa nuova fase di lotta e quanta frustrazione nelle decine di incontri con esponenti politici sprovvisti del bagaglio minimo, umano e culturale, per comprendere la gravità di quella chiusura.

Oggi il Teatro del Lido c'è. La forma di picchetto più adatta non poteva che essere una no-stop di spettacoli teatrali, dove sabato sera c'è stata un'invasione di 250 persone con tanti bambini in prima fila, e una programmazione pubblica che già prevede eventi gratuiti nel weekend e una fitta proposta di laboratori per la formazione teatrale, incontri con gli autori, mostre fotografiche e tavoli di progettazione partecipata lungo tutta la settimana.

Nelle tempeste che flagellano i nostri tempi c'è un nuovo Lido. Ti ci puoi fermare per assistere o recitare. Sarai comunque parte dello spettacolo.
E' un Lido precario.
Ma cosa non lo è in questi tempi?

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Intervista a G.Greco del Teatro del Lido.


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Di nuovo in scena


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Riapre il Teatro del Lido!


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