Madrid - Sogniamo, però prendiamo sul serio i nostri sogni!

Moltitudinaria marcha del cambio di Podemos a Madrid

31 / 1 / 2015

SI SE PUEDE!

Oggi a Madrid questo è stato lo slogan di decine di migliaia di cittadin* spagnol*. Alcuni organi di stampa azzardano un conteggio della moltitudine straripante: oltre 150mila manifestanti, ma forse molti di più ancora. Sicuramente la prima marcia di Podemos è stata una manifestazione di popolo larga ed intergenerazionale, che né la piazza della partenza né quella dell'arrivo a Puerta del Sol sono riuscite a contenere. Segno che “Madrid è piccola oggi”, insufficiente a contenere le migliaia di persone che hanno invaso la capitale.

El momento es ahora” si leggeva nello striscione di apertura e nelle migliaia di manifesti viola affissi in tutti i muri della capitale ad indicare che il cambiamento non si rimanda a un domani indefinito, ma che proprio questo 31 gennaio segna nel calendario della storia della Spagna la data dell'inizio dell'alternativa ad un presente di impoverimento e di ingiustizia.

Chi oggi ha riempito le strade di Madrid lo ha espresso chiaramente: non c'è nessun fantomatico “sol dell'avvenire” da aspettare, ma è questo il tempo di prendere il futuro del paese nelle proprie mani. “La nostra patria non è un marchio, non è una merce e non è in vendita”, ma è una realtà fatta di cittadini che semmai hanno molto in comune con Don Chisciotte, “perché come lui sognamo, però noi prendiamo sul serio i nostri sogni” ha affermato lo stesso Pablo Iglesias. “Molti ci dicono che è un sogno, ma noi ci crediamo veramente e siamo determinati a realizzarlo, vamos a ganar!

Il corteo, partito alle 12 da Cibeles, ha percorso i 1500 metri che lo separavano da Puerta del Sol in un'ora, in mezzo a ali di folla entusiasta che acclamavano i giovani portavoce di Podemos, assediati dalle telecamere e dal ritornello Sì se puede, uno grido che sottolinea la volontà e la necessità del cambiamento rivendicato dai cittadini che con enorme dignità dopo anni di crisi non sono più disposti ad affidare alla “casta” e ai vecchi partiti di massa come PPE e PSOE il loro futuro, perché “la sovranità europea non risiede nella BCE, nella Troika, ne è impersonata dai diktat della Merkel, ma nei cittadini e nel popolo” come il segretario generale ha ripetuto dal palco.

Un palco viola, colore scelto da Podemos, dal quale sono intervenuti diversi volti del partito, nato con un processo costituente appena un anno fa. Una manifestazione insolita, perché stamattina gli spagnoli non si sono riversati nelle strade per fare richieste o per protestare – sono state già abbastanza le richieste inascoltate – ma per affermare che è possibile riconquistare le istituzioni per rimetterle al servizio del pueblo. Un percorso che lo stesso neo-Governo greco ha già avviato, riuscendo in soli sei giorni a fare molto di più di quanto non sia stato fatto in anni di politiche di austerity. Pablo Iglesias ha rimarcato tra gli applausi uno ad uno i primi provvedimenti del nuovo governo di Syriza, dallo stop alla privatizzazione del porto del Pireo e degli aeroporti, all'aumento dei salari minimi, al ripristino della copertura sanitaria universale fino al riconoscimento della cittadinanza per ius soli.

Oggi non si poteva che restare contagiati dall'entusiasmo, dalla gioia e dalla forza di una popolo indisponibile a subire ancora le politiche antidemocratiche di una casta di politici corrotti e di banchieri. Il vento di stamattina è pronto ad oltrepassare i confini spagnoli e greci per contaminare le società europee, in primis quella del nostro paese.

I cittadini spagnoli e greci nell'ultima settimana hanno infatti lanciato un segnale forte a tutta l'Europa: il cambiamento è possibile, riprendersi in mano il proprio futuro è possibile, sognare è possibile.

Francesca, Letizia, Marzia, Meco, Neva e Zeno da Madrid

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