Milano - Il fuoco No Canal invade il centro città verso la vittoria

14 / 3 / 2014

Giovedì 13 Marzo il centro della città di Milano è stato invaso dai No Canal con una fiaccolata. La sottile linea rossa che unisce il Comune di Milano, la sede di Expo SPA in via Rovello e l’Expo Gate di piazza Cairoli è stata percorsa tutta scandendo cori, speakerando e portando con se il fuoco della lotta.

Un cordone di Polizia ha impedito alla fiaccolata di transitare sotto la sede di Expo SPA, e addirittura all’altezza di Piazza Cordusio ha provato a far terminare il corteo.

Una sola iniziativa può raccontare tanto.
A pochi giorni dalla probabile resa pubblica del “Piano B” sulle Vie d’Acqua annunciato da Giuseppe Sala, commissario unico per Expo, i comitati che si oppongono al progetto hanno lasciato i quartieri e sono andati a fare pressione direttamente sotto i palazzi del potere. Per farlo hanno deciso di fare una lettera pubblica alla città, una lettera che raccontasse come le opere legate al grande evento del 2015 non siano un problema solo dei quartieri che le ospitano ma della città nel suo insieme. La città ha risposto e così assieme agli abitanti dei quartieri Gallaratese e Baggio hanno preso in mano la fiaccola anche i movimenti per il diritto all’abitare, il Comitato Attitudine No Expo e tanti singoli cittadini.
Non c’erano bandiere di partito, come non ci sono mai stati in questi incredibili 5 mesi di lotta popolare, lotta che ha bloccato i cantieri che avrebbero devastato i parchi inceppando l’ingranaggio Expo 2015. Tra qualche giorno la vittoria potrebbe essere totale, cantata e decantata. Se il Piano B sarà quello che Expo SPA ha annunciato con il suo comunicato stampa del 25 Febbraio significherà che l’invasivo, costoso, nocivo ed inutile opera che cercava la legittimazione sotto la falsa scusa dell’interesse paesaggistico sarà relegata a quello che realmente è ovvero un’opera idraulica.

Mesi vissuti intensamente tra presidi all’alba al gelo dell’inverno milanese, invasione di massa di cantieri, fiaccolate in centro, pic nic nei parchi, assemblee partecipatissime, organizzazione, assenza di organizzazione, vita di quartiere, blocchi di ruspe, pale per coprire i buchi, spaventaruspe. Mesi di lotta iniziati attorno all’opposizione alla distruzione dei parchi e finiti ragionando attorno alle complessità della metropoli che si trasforma in chiave grande evento, tanto da leggere nella lettera che lanciava l’iniziativa di questo pomeriggio:

-il canale di Expo 2015 non dovrà passare dai parchi
-tutti i parchi devono tornare liberi ed utilizzabili dai cittadini. Gli scavi fatti dovranno essere coperti, gli alberi tagliati ripiantati e le recinzioni dovranno essere tolte
- le bonifiche delle aree inquinate dovranno essere fatte perché la salute dei Cittadini milanesi non è una merce di scambio
-i milioni di euro risparmiati con il piano B dovranno essere utilizzati per il bene comune, e noi pensiamo alla riqualificazione del Parco delle Cave per impedire i progetti di speculazione edilizia intorno allo stesso”

I parchi sono stati il punto di catalizzazione della lotta, i mesi passati assieme a ragionare sul come salvarli ha costruito consapevolezza comune.

La politica di partito e quella di palazzo (Marino e non solo) ha provato ad interfacciarsi con i movimenti e i comitati No Canal, fallendo nel misero tentativo di proporsi come interlocutore mediatore al ribasso, mediatore che pretendeva di lavorare solo nelle camere istituzionali fermando la protesta, i blocchi, i presidi ecc ecc

Così, stride un po’ con la storia di questi mesi vedere come il Movimento 5 Stelle proprio a pochi giorni dalla presentazione del Piano B decida di fare una visita nazionale ai cantieri delle Vie d’Acqua, iniziativa a cui parteciperà il deus ex machina del partito Beppe Grillo.

Qualcuno vuole forse saltare sul carro dei vincitori e farsi rappresentazione di questi 5 mesi?
A vincere sarà la città metropoli milanese e con lei l’insolito asse comitati di quartiere – Rete Attitudine No Expo. Un asse che a dire il vero è diventato quasi una sola cosa, il lavoro è stato uno, unico, collettivo e complessivo dove ognuno metteva intelligenze, ragionamenti, sogni, energie e tempo dentro al comune obiettivo di bloccare l’opera Vie d’Acqua.

Quando cinque mesi fa attorno alle recinzioni del parco di Trenno ci fu la prima assemblea era difficile pensare che Milano potesse tornare a raccontare la vittoria di una lotta popolare, quella che i No Canal, giustamente, aspettano a cantare ma che politicamente per tanti motivi è già interamente racchiusa nel comunicato del 25 Febbraio di Expo SPA.

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