Perugia - Acqua bene comune: incontro con Ugo Mattei

Giovedì 14 aprile ore 21 - Consulta dei Migranti (via Imbriani 2)

12 / 4 / 2011

La volontà dell'impero di opporsi alle insorgenze, che attraversano il nord Africa, l'Europa e l'Asia, rende manifesta la necessità dell'impero stesso di espandere i propri domini o di mantenere lo status quo, tutto naturalmente tramite l'uso della forza e della repressione. L'attacco alla Libia ha tra le sue cause la crisi energetica dovuta all'ennesima conferma di quanto il nucleare sia un sistema energetico fallimentare, come ci hanno dimostrato gli avvenimenti del Giappone.

Proprio la Libia è quindi oggi tra gli esempi internazionali più evidenti di come vi sia la volontà sistematica da parte dell'impero di portare avanti lo storico saccheggio del comune e dei beni comuni tutti.

L'alternativa al furto del comune cui è dedito l'impero non può più derivare oggi dai modi di gestione pubblico e privato, come nel secolo scorso, perchè a queste categorie, inzialmente distinte, si è sostituito un ibrido che proprio tramite il saccheggio favorisce capitali privati, a danno della possibilità di coloro che abitano i territori, di vivere secondo i propri desideri e bisogni.
È vero anche che oggi sono le nostre conoscenze sottoposte a precarizzazione e sfruttamento, a portare avanti ogni parte del sistema; ne è esempio l'università, dove, da una parte la didattica è per lo più portata avanti volontariamente dai ricercatori, dall'altra, tramite tirocini, vengono sfruttate le conoscenze acquisite dagli studenti, che si ritrovano difatti a svolgere lavoro non retribuito spesso per soggetti estranei all'università stessa.

È evidente quindi, che sarebbe possibile una gestione diretta ed orizzontale di molti beni comuni, tramite la messa in comune dei nostri saperi.

Quando parliamo di beni comuni ci riferiamo oltre che al territorio e a ciò che offre, anche a tutto ciò che è frutto della cooperazione umana; da annoverare tra i beni comuni vi è anche quindi il sapere sociale e collettivo che scaturisce dalla libera circolazione di conoscenze; esso è probabilmente il più importante dei beni, poiché unico fattore capace di mutare in modo radicale e sostanziale il contesto sociale. Per questo molti sono gli attacchi a quei pochi settori del vecchio welfare ancora esistenti che permettono la circolazione di saperi e a tutti coloro che condividono le loro conoscenze.

Come già accennato tra i beni comuni troviamo le risorse del territorio ( e quindi anche l'acqua ), nonché il territorio stesso. La battaglia per l'acqua bene comune e per la vittoria del referendum del 12 e 13 giugno, pone quindi una questione immediata : quella della democrazia e della partecipazione reale, che porti alla condivisione delle scelte di gestione dei beni comuni.

Siamo in una fase in cui il pubblico-privato deturpa il territorio tutto, ne sono esempi : la tav, la creazione di inceneritori, la volontà di creare centrali nucleari sul territorio italiano, e ultimo ma probabilmente più importante, la mala gestione dell'emergenza aquilana da parte della protezione civile, che disgregando e corrodendo il tessuto sociale e proclamando lo stato di emergenza, favoriva il saccheggio del territorio aquilano. Si rende quindi necessaria la partecipazione diretta di tutte e tutti. Oggi infatti, sono i movimenti nati dal basso, come il no dal molin, la rete 3.32 e i movimenti meridionali per la difesa del territorio che lottano contro la gestione mafiosa dei rifiuti, a essere gli unici oppositori reali della cattiva gestione dei territori. Movimenti che sono protagonisti, insieme a studenti, precari e lavoratori, di una incredibile stagione di lotte, fiorita lo scorso autunno, esplosa nel tumulto del 14 dicembre e che proseguirà con la costruzione comune dello sciopero generale e generalizzato del 6 maggio.

Il referendum per l'acqua bene comune e contro il nucleare, rientra a pieno nelle lotte portate avanti grazie alla libera iniziativa delle persone, e che quindi da una grande opportunità politica, quella cioè di poter parlare di beni comune di una loro gestione comune con il numero più ampio possibile di persone, al fine di poter intrecciare più conoscenze, bisogni e desideri possibili.

Approfondiamo tutti questi argomenti

Giovedì 14 Aprile 2011 presso la Consulta degli Immigrati via Imbriani n. 2 (in fondo a via Alessi)

con UGO MATTEI, Docente di Diritto Civile Università di Torino, vice presidente Commissione Rodotà ed estensore dei tre quesiti referendari.

H 19:30 Aperitivo

H 20:30 Incontro per la campagna referendaria 2 sì per l’acqua bene comune”

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