Cambogia, la polizia spara contro gli operai tessili in sciopero. Almeno 4 i morti.

Da dicembre sono in corso scioperi per miglioramenti salariali nel distretto tessile di Phon Penh

5 / 1 / 2014

Solo pochi mesi or sono morti 6 operai e un centinaio sono rimasti feriti dal crollo di una fabbrica di scarpe, che  produceva per i grandi marchi di scarpe sportive che molti di noi portano tutti i giorni, sfiorando una tragedia che richiamava quella di Dacca.

Sicurezza e salari da fame sono all’origine delle proteste e delle tragedie delle produzioni globalizzate. Anche in quelle di questi giorni a Phon Penh .Sono le grandi multinazionali della moda low cost, come la H&M, che sono responsabili del dumping salariale tra le aziende terziste che lavorano in appalto per le grandi catene di distribuzione globale della moda, quella moda alla portata delle tasche di tutti  i consumatori conformati dai gingle o claims pubblicitari globalizzati.

La polizia militare della Cambogia ha aperto venerdì il fuoco a Phnom Penh su una manifestazione di operai tessili, facendo almeno tre feriti. Le forze dell’ordine hanno prima sparato colpi d’avvertimento, poi hanno fatto fuoco in direzione dei manifestanti, che da settimane protestano per chiedere un aumento dei salari.

Sabato almeno quattro persone sono state uccise quando la polizia ha aperto il fuoco per fermare le proteste, inscenate dagli operai tessili che chiedono il raddoppiamento del salario minimo . Si parla di paghe da fame, che si aggirano in media intorno agli 80 dollari al mese.

Gli operai sono in protesta da dicembre per ottenere un aumento delle retribuzioni minime a 160 dollari al mese, dagli attuali 80. Il governo di Hun Sen ha promesso di portare i salari a 95 dollari entro il prossimo aprile: una prospettiva che non soddisfa i 650 mila lavoratori tessili cambogiani, spina dorsale del settore che sostiene le esportazioni nazionali.

Misura della nuova durezza del governo nei confronti delle proteste è stata una dichiarazione di ieri del ministero della Difesa, diffusa dopo la notizia dei quattro morti. Ha dichiarato che l’esercito intraprenderà ogni azione necessaria a difendere il governo, il re e la Costituzione. Intanto, a Phnom Penh si è diffusa oggi la voce che mandati d’arresto siano stati emessi per leader dell’opposizione e dei sindacati, sebbene fonti ufficiali abbiano negato.

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