Les jours jaunes

Inizia la "settimana gialla": quarantamila persone invadono Parigi; duri scontri con la polizia.

1 / 5 / 2019

Doveva essere la giornata della convergenza delle lotte, la giornata inaugurale della “settimana gialla”, una sorta di Atto finale verso un nuovo inizio delle battaglie dei gilet gialli, più complessivo e ancora più radicale. Questo era nelle intenzioni dell’Assemblea delle assemblee di Saint-Nazaire e questo è stato.

Il 1 maggio parigino si è tinto di giallo, restituendo alla giornata quel senso rivolta moltitudinaria anticapitalista come non accadeva da anni, quantomeno in Europa. Alla miriadi di appelli che hanno costruito le premesse di una eccezionale convergenza, si è aggiunto anche il definitivo tramonto del Grand Debat. Nell’ultimo discorso al Paese, Macron si è tolto l’ultimo velo di ipocrisia ed ha ricominciato a parlare apertamente di sacrifici e austerità. Per il Presidente, i gilet gialli e le lotte sociali sono ormai il nemico pubblico numero uno e i nuovi dispositivi messi in atto dal nuovo Prefetto di Parigi Didier Lallement in tema di ordine pubblico – prese dopo la manifestazione del 16 marzo -sono una chiara emanazione politica.

gilet gialli

Le fonti della Prefettura dicono che in Francia ci sono state 150 mila persone a manifestare, di cui 15 mila a Parigi. In realtà, un conteggio indipendenti fatto da alcuni media (compreso Le Monde) afferma che i manifestanti nelle strade parigine fossero oltre 40 mila; fonti della Cgt riportano che il numero delle persone complessivamente mobilitatosi nel Paese è di 310 mila.

Nella capitale la manifestazione principale è stata quella partita alle 14 da Montparnasse, indetta dalle sigle sindacali, alla quale si sono unite altre due manifestazioni partite nella mattina: il Cortège climatique social et démocratique - partito dal Panthéon e il corteo libertario, partito da Belleville. Fin da subito a Montparnasse c’è stato un accerchiamento della polizia, che ha iniziato a usare gas lacrimogeni con l’obiettivo di non far partire il corteo; persino il servizio d’ordine della Cgt è stato caricato.

Il corteo è riuscito a partire in maniera compatta e ha proseguito in maniera tranquilla il proprio percorso fino a poche centinaia di metri da Place d’Italie, dov’era prevista la conclusione. All’altezza di Boulevard de l'Hôpital c’è stato uno sbarramento della polizia e un gruppo di manifestanti è riuscito a eludere il blocco e proseguire verso la piazza d’arrivo. Per eludere lo sbarramento sono partite diverse manif sauvage, con scontri e barricate principalmente tra Boulevard de l’Hôpital e Boulevard Saint Marcel. Due cortei selvaggi hanno raggiunto Bastille, dove gli scontri con la polizia sono proseguiti fino a sera.

Il dato della giornata è da un lato un dispositivo poliziesco ancora più pesante del solito – con 7 mila unità schierate a Prigi, 10 mila controlli e 288 fermi preventivi – dall’altro un numero di manifestanti ancora più alto rispetto al solito, che addirittura quadruplica la cifra dello scorso anno. Un dato che assume più valore se letto alla luce del terrore mediatico scatenato sulla giornata in particolare dal ministro Castaner.

Il corteo dei gilet gialli, mescolato con quello dei gruppi autonomi, è riuscito a prendere la testa del corteo fin dalle prime battute, dimostrando una capacità strategica di piazza che è stata in grado di aggirare a più riprese i blocchi della polizia, limitando il “corpo a corpo” a pochissime circostanze. Un elemento, quest’ultimo, molto importante per le manifestazioni a venire, perché evidenzia come i movimenti stiano riuscendo a trovare le adeguate contromisure ad un’azione poliziesca sempre più opprimente.

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