Così sei visto

Uno scenario sull'immigrazione

Utente: LittEffort
5 / 8 / 2015

il mio sangue è rosso come il tuo

A sentire in giro, il pensiero comune sulle persone che giungono sulle coste italiane (e da qualche tempo anche in Francia e Inghilterra) per scappare da zone di guerra è questo: "il problema dell'immigrazione". Incuriosisce la scelta linguistica: "problema", non "situazione" o "evento". Dice Wittgenstein che molte difficoltà di natura filosofica e sociale sono in realtà frutto di una scelta linguistica sbagliata; a fargli eco è Orwell con la sua teoria della neo-lingua nel celebre romanzo "1984". 

Il dubbio nasce spontaneo dopo tale assunto: perché lo sbarco di immigrati nell'Eurozona è un "problema" e non un "evento"? O più nello specifico: chi ha interessi a imporre questa visione?

Di primo acchito vien da pensare alla moltitudine di politici populisti che cavalcano l'onda della xenofobia, di cui in Italia abbiamo più che un buon esempio, ma non solo. Numerose sono, infatti, le grosse aziende che utilizzano la risorsa dell'immigrato senza diritti, per poter ridurre i costi della manodopera imponendo orari di lavoro che ricordano quelli che gli antichi romani destinavano a chi portava il marchio. A fare da collante a queste due vi sono i criminali (di cui Mafia Capitale è un esempio) che gestiscono il business dell'immigrazione.

  E' tutto? ma certo che no, questo è solo il rapido sguardo oltre il muro e sarebbe riduttivo pensare che questi siano gli unici utilizzi che il mondo "civilizzato" destina ai migranti. Alla festa partecipano (restando nell'angolo ma attentissimi all'organizzazione) banche, governi e multinazionali, i quali attraverso i media possono distrarre il popolo da altre loro opere, che potrebbero essere considerate come "problemi" nel caso in cui se ne parlasse troppo. Inculcando nella mente pensieri come "Il diverso è malvagio" oppure "E' colpa loro se non c'è lavoro" (che poi altro non sono che l'espressione infantile "gli altri sono cattivi e possono farmi male") riescono a provocare qualche attacco di xenofobia generale, utilizzando il meccanismo della memoria associativa, secondo cui è più facile ricordare eventi che scatenano emozioni. L'hitleriana tecnica de "il problema sono gli altri" è in grado infatti di provocare paura, disgusto e rabbia, utili a dirigere memoria e concentrazione verso l'oggetto di tali emozioni, in questo caso l'immigrato.

  A questo punto potrebbe aprirsi uno scenario già visto. Se continueranno ad "accumulare" gli immigrati in ghetti o in "stati ghetti", impedendo qualsiasi confronto o contatto fra gruppi (vedi Allport) , quanto ci vorrà per assistere all'ascensione di un nuovo carismatico leader che darà vita ad una nuova "notte dei cristalli" e si farà carico di risolvere la situazione in nome del popolo (perché razza non si può più usare) europeo? E dove avverrà poi? Inghilterra, Francia, Italia o Germania? 

  Nel Bel Paese si vedono già le prime bozze mal riuscite di questo nuovo superuomo, sebbene questi siano solo dei burattini il cui ruolo è quello sputtanare lo stato e fomentare gli animi, così da preparare il terreno per l'arrivo del grande leader. Egli probabilmente già si nasconde nell'interno del governo, con poche apparizioni pubbliche e molto lavoro oscuro, con qualche prova generale magistralmente eseguita, mettendo in evidenza le falle di sicurezza come Van Gogh con i girasoli.

Bookmark and Share