Gran Bretagna - Se l'austerità non funziona il sindacato mostra le corde. What we need is a Plan C

21 / 10 / 2012

Sotto lo slogan 'A future that works', un futuro che funzioni, decine di migliaia di persone, secondo gli organizzatori almeno 130 mila, sono convogliate sabato 20 ottobre a Londra da tutto il paese per protestare contro le politiche economiche di austerità e di tagli alla spesa sociale del governo di coalizione Conservatori-Liberaldemocratici. Manifestazioni simili, anche se di minore entità, si sono svolte a Belfast e Glasgow. Dalla manifestazione di Londra, che è stata indetta dal TUC, Trade Union Congress, e si è conclusa a Hyde Park con i comizi dei principali leader sindacali, si è levata a gran voce la richiesta di una convocazione dello sciopero generale. Alla manifestazione hanno partecipato i lavoratori di tutte le categorie del pubblico, dagli ospedalieri ai vigili del fuoco per passare ai dipendenti dell'istruzione, i disoccupati, gli studenti, che hanno indetto un concentramento in una zona diversa rispetto a quello delle union, e quelle aree di movimento che nell'inverno scorso hanno dato vita all'occupazione dello spiazzo antistante la cattedrale di St. Paul. La privatizzazione della sanità e dell'istruzione, la fame speculativa delle banche e dei mercati finanziari, sono state le altre parole d'ordine della mobilitazione di sabato 20 ottobre.

Una partecipazione numerosa ma inferiore alle aspettative e soprattutto alla manifestazione nazionale del 26 marzo 2011, quando un fiume di 600mila persone aveva attraversato Londra ed altre migliaia avevano sanzionato diversi negozi di multinazionali della moda ed occupato il grande magazzino della ristorazione, e soprattutto grande tax avoider, Fortnum&Mason. Un segnale, quindi, alla timida politica dei sindacati e del Labour - ieri il leader Ed Miliband è stato fischiato durante il comizio finale mentre affermava che ci saranno 'hard choices' anche in caso di governo laburista – ma anche nei confronti dei movimenti che con Occupy non è riuscito ad andare oltre la denuncia ai 'greedy bankers' per sviluppare lotte ed organizzazione.

In concomitanza con la manifestazione e nell'ambito della campagna nazionale Boycott Workfare una serie di azioni, per lo più simboliche, sono state condotte da alcune centinaia di dimostranti contro McDonald, Topshop, Starbucks ed altri grandi magazzini e negozi che utilizzano il workfare scheme. Questo sistema, approvato dal governo di coalizione nel 2010 ed a cui alcune imprese si sono sottratte a seguito delle proteste e delle azioni legali intentate nei loro confronti, è un vero e proprio ricatto legalizzato che si basa sul lavoro gratuito fino a sei mesi e per trenta ore settimanali di disoccupati/e che ricevono il sussidio, pena la loro esclusione dai benefit.

La manifestazione di sabato arriva in un contesto di piena double-dip recession e chiude una settimana di dati contrastanti e di alternarsi di notizie cattive e solo apparentemente buone per il governo di David Cameron ed il suo vice-chancellor e ministro dell'Economia George Osborne. Domenica scorsa i quotidiani inglesi riportavano la notizia secondo cui uno studio del Fondo Monetario, quindi una delle organizzazioni che sta facendo fare la cura da cavallo di tagli alla Grecia, valutava in 76 miliardi di sterline, 90 miliardi di euro ed 8 punti di Pil, i costi extra delle politiche di austerity del governo inglese. Martedì usciva la notizia che Starbucks, il gigante americano della ristorazione con centinaia di negozi nel Regno Unito, ha pagato all'erario inglese solo 8.6 milioni di sterline di tasse in 14 anni. Infine, giovedì sono stati resi noti i dati sulla disoccupazione che pur essendo lontano dai 3 milioni paventati alcuni anni fa ed, anzi, in leggero calo continuano a mostrare parecchie ombre. Sebbene i disoccupati siano scesi di 50mila unità tra giugno ed agosto ed i nuovi posti di lavoro siano stati 212 mila un terzo di questi sono mini'jobs, meno di 15 ore settimanali, 54% sono part-time, quindi meno di 30 ore alla settimana, ed almeno la metà a Londra, ed in particolare nei quartieri investiti dai giochi olimpici e paraolimpici. Quindi, con molta probabilità si tratta di lavori parziali ed a tempo determinato. Il part-time, che per almeno un quinto non è volontariamente scelto, si sta rilevando un sistema per ridurre i costi ed evitare licenziamenti di massa.

Tanto basta per fare cantare vittoria ad Osborne il quale, non più di due settimane fa, dal palco del congresso conservatore, ribadiva la natura di classe di questo governo dichiarando che avrebbero continuato il lavoro intrapreso di ristrutturazione del welfare e che i prossimi tagli per 10 miliardi di sterline, circa 13 miliardi di euro, riguarderanno i sussidi agli affitti e le detrazioni fiscali per le famiglie con figli. Alla faccia della 'compassionate politics' del nuovo corso conservatore.

Bookmark and Share