Unite We Stand - Libertà per gli arrestat* del G20

Una lettera/appello dei compagni e le compagne del Postaz di Feltre in solidarietà alle persone ancora in carcere ad Amburgo

6 / 9 / 2017

 Pubblichiamo una lettera/appello, scritta dai compagni e compagne del Postaz di Feltre, in solidarietà alle persone ancora in carcere ad Amburgo. Giovedì 31 agosto la Corte Costituzionale tedesca ha rigettato il ricorso in terzo appello di giudizio per la scarcerazione di Fabio, il diciottenne feltrino arrestato durante le mobilitazioni. La Corte non ha concesso la scarcerazione di Fabio affermando di non avere competenze sufficienti in materia.

Ciao a tutti. Voi lì dentro e voi qui fuori. Siamo di nuovo noi, i vostri fratelli e sorelle, i vostri amici ed amiche, i vostri compagni e compagne.

È da quasi due mesi che vi hanno arrestati al g20, chiusi dietro a queste alte mura, con le incredibili motivazioni e le assurde sentenze di tribunale. La maggior parte di voi non ha documenti tedeschi e questo sembra che basti a questa società profondamente razzista, per farvi internare per mesi, anni, con pretesti come l’”aiuto psicologico”. Tre dei nostri giovani compagni sono ancora sull’isola del carcere giovanile, e altri sono ancora nel carcere preventivo di Neustadt. Anche a loro va il nostro pieno appoggio e la nostra solidarietà.

Abbiamo appreso con gioia che finalmente hanno rilasciato Maria, è già qualcosa, ma noi non ci fermeremo e non staremo in silenzio finché non saranno liberi tutti! Torneremo a trovarvi ogni prima domenica del mese. Ci sono un sacco di azioni solidali nei vostri confronti, come i graffiti all’ambasciata a Parigi, e qualche vetro si è rotto… capita! Ci sono state manifestazioni a Venezia, Palermo e Roma sempre di fronte a consolati e ambasciate con la richiesta di liberarvi subito. In concomitanza con l’ultimo presidio a Billlwerder, anche a Genova in piazza San Lorenzo ed a Bilbao c’è stato un presidio di solidarietà, per dimostrare i legami ed il supporto con voi arrestati. Il sette agosto a Danzica, Varsavia e Cracovia si sono assemblate un sacco di persone di fronte all’ambasciata e al consolato per richiedere la vostra liberazione.

L’ultima volta siete riusciti a sentirci solamente da lontano, è per questo che oggi abbiamo deciso di aumentare i volumi e vi facciamo ascoltare un po’ di musica che avete scelto voi. Continuate a scrivere nelle vostre lettere i pezzi che preferite, quelli che vi danno forza e che vi fanno pensare meno alle grigie sbarre di fronte a voi! Poi ci pensiamo noi a metterli su! Sempre sperando che riceviate abbastanza posta.

Ci vedremo presto qui, in tribunale o per le strade, tutti liberi, tutte libere!

United we stand

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