A quando la nostra Plaza del sol?

Alfonso Mandia

22 / 5 / 2011

E così dopo le piazze del medioriente anche nella vicinissima Spagna il popolo sbatte i pugni sul tavolo e dice basta ad un sistema politico indecente che sta portando alla rovina vite, sogni, ambizioni, senza la benchè minima ombra di ravvedimento. Mentre scrivo in Spagna si stanno svolgendo le elezioni in un clima che per i partiti politici è un vero incubo, con il fiato sul collo di un movimento di protesta che ha deciso di rimanere nelle piazze nonostante il divieto della Junta electoral central. Leggo quello che i giornali riportano e mi chiedo fino a quando rimarremo impermeabili alle rivolte che si stanno scatenando ovunque, fino a quando ci limiteremo a far manifestazioni il sabato e domenica, fino a quando lasceremo che la nostra indegna classe dirigente politica e imprenditoriale possa dormire sonni tranquilli consapevole che troppo spesso è bastato elargirci un contentino per farci tornare in riga, come, per esempio, la famosa social card, un’elemosina di quaranta euro al mese per la quale alcuni hanno fatto file disumane invece di sbatterla in faccia a chi l’aveva pensata, o l’ultima trovata che Bossi, Calderoli, Berlusconi e compagnia cantante hanno ecogitato per tentar di evitare la disfatta milanese: un maxi condono sulle multe. Se questa è la “sorpresa” annunciata da Calderoli nei giorni scorsi, la dice lunga sullo stato in cui versiamo, con buona pace di chi afferma che gli italiani non sono quelli che si vedono nelle televisioni del Sultano, di proprietà o controllate poco importa. Ma soprattutto la dice lunga sulla causa principale del disastro che il nostro paese sta vivendo: la mancanza di dignità. E’ quella, che ci siamo giocata, e su questo dovremo seriamente riflettere.

Finchè non ce la saremo ripresa, quella dignità, non bastera vincere a Milano o a Napoli, perchè tutto continuerà come prima, nè più nè meno.

A quando la nostra plaza del sol?

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