Il comunicato del 3e32

L'Aquila - Uno spazio restituito alla cittadinanza

7 / 9 / 2009

Nei cinque mesi successivi al sisma il Parco Unicef ha ospitato centinaia di iniziative culturali ed artistiche e ha rappresentato un presidio permanente democratico per i cittadini aquilani.

È stato il punto di incontro dei comitati cittadini nati spontaneamente dopo il sisma, ha spesso rappresentato l’unica alternativa per una socialità al di fuori delle logiche di mercato, sportello permanentemente aperto per i cittadini che avevano bisogno di risposte o semplicemente di ascolto.

L’autocostruzione di un medialab/internet point gratuito e accessibile per tutti, uno sportello legale, un punto di ascolto e aggregazione per le donne sono stati progetti che hanno animato questo parco rendendolo piazza di tutti, per tutti.

Decine di giovani e meno giovani hanno trovato qui accoglienza al di fuori dell’assistenzialismo della protezione civile e dei campi tenda, punto di ricovero per chi, rientrato nelle case del quartiere, aveva paura delle continue scosse.

L’arrivo dell’inverno e del freddo non può fermare queste attività.

Dopo reiterate richieste agli enti locali di uno spazio idoneo ad ospitare questa realtà ad oggi non abbiamo ricevuto risposte. Per questi motivi abbiamo deciso di recuperare uno stabile in disuso da tempo, all’interno del complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico dell’Aquila con l’intento di restituirlo alla collettività.

La legge 180/1978 da più di 30 anni ha imposto la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una volta dimessi i pazienti, l’ospedale psichiatrico di Collemaggio ha attraversato anni di degrado e parziale utilizzo. Solo alcuni edifici prima del sisma sono stati utilizzati in maniera appropriata. Il Progetto Obiettivo per la tutela della salute mentale già dal 1994 sancisce che gli ex ospedali psichiatrici devono essere riqualificati, adibiti ad altro uso, venduti o affittati ed il ricavato deve essere devoluto per progetti sulla salute mentale. Questo è stato solo parzialmente fatto (vendita all’Accademia dell’Immagine o la riqualificazione di altri spazi ma adibiti esclusivamente ad uso sanitario).

Oggi più di ieri il processo di riqualificazione dell’ex Ospedale Santa Maria di Collemaggio non si può né si deve interrompere.  L’emergenza abitativa e di nuovi spazi pubblici e sociali è una priorità assoluta.

La migliore riqualificazione in un momento come questo è quella di aprire spazi per la cittadinanza, far rivivere un posto altrimenti morto.

Ci impegniamo entro 14 giorni a presentare il progetto tecnico, ad affrontare le spese per la messa in sicurezza dello stabile e quelle l’esecuzione del progetto. Siamo anche disponibili a concordare un affitto purchè il ricavato vada esclusivamente a progetti per la salute mentale come definito dal suddetto Progetto Obiettivo sulla salute mentale.

Vorremmo attivare collaborazioni con il Dipartimento di Salute Mentale per gestire insieme agli utenti psichiatrici attività socializzanti e risocializzanti, progetti volti all’integrazione sociale e lavorativa di tutte le persone. In un momento in cui i campi tenda vengono smantellati, la protezione civile dà chiaro  segnale della fine dell’assistenza, e a molti aquilani viene offerta come unica alternativa la deportazione in altre città e province, troviamo normale e sano poter continuare a vivere e a far vivere questa città con le risorse umane e materiali che ancora possiede. Vogliamo restare per contribuire alla rinascita sociale del territorio. Solo così è possibile una ricostruzione partecipata, senza perdere la dignità. Un piccolo segnale di cittadini e cittadine che si riprendono la città.

3e32

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