Report dell'assemblea pubblica verso la mobilitazione dell'8 Marzo a Venezia

Molti comitati e cittadini si preparano alla giornata di protesta contro le Grandi Opere promossa dal Comitato No Grandi Navi e dai Comitati No Tav della Val di Susa

3 / 3 / 2016

Partecipata assemblea, con oltre cento presenze, quella che si è svolta ieri in vista dell'8 marzo, giornata in cui il Comitato No Grandi Navi e i Comitati No Tav della Val Susa promuoveranno una manifestazione congiunta per protestare contro la conferenza intergovernativa Italia-Francia.

La delegazione valsusina ha aperto l'assemblea sottolineando l'importanza di una piazza che sappia segnalare la contrarietà nei confronti della decisione del rifinanziamento della TAV Torino-Lione, uno dei temi all'ordine del giorno della conferenza. Un rifinanziamento che, come accade per tutte le grandi opere, sottrae ingenti risorse pubbliche che potrebbero essere utilizzate altrimenti, per la salvaguardia dei territori, per lo stato sociale, per la scuola.

Immediata sintonia sull'idea di respingere gli allarmismi, propinati dalla stampa locale, rispetto alla paventata “calata di barbari e teppisti” sulla città. La manifestazione sarà determinata, ma rispettosa della città. Nessun devastatore si cela tra i manifestanti, non possiamo dire lo stesso di Palazzo Ducale, dove i nostri governi si troveranno ancora una volta d'accordo nel puntare su un modello di sviluppo trainato dalle grandi opere, quelle sì spesso caratterizzate da un impatto devastante sui territori che viviamo. 

La lotta contro le grandi opere, a Venezia, non ha un solo obbiettivo. Mira certo ad impedire lo scavo devastante di nuovi canali per permettere alle grandi navi di rimanere in laguna, ma non può dimenticare il MOSE, opera obsoleta, attorno a cui politici e imprenditori hanno celebrato la loro “grande abbuffata”. MOSE significa cinque miliardi di euro sottratti alla collettività, uno dei queli interamente “bruciato” in corruzione.

La piazza dell'8 marzo non parlerà esclusivamente di TAV, del passaggio delle grandi navi e del MOSE. Ricche saranno le partecipazioni di comitati da tutta Italia. Ieri abbiamo registrato l'adesione dei movimenti contro le trivellazioni in Adriatico che parteciperanno dalle Marche, dall'Abruzzo e dal Molise, come sarà presente una delegazione di “Stop Biocidio” da Napoli. E' stata inoltre ricordata la data referendaria del 17 aprile in cui saremo chiamati ad esprimerci contro le trivelle.

Dal Veneto, oltre al Comitato No Grandi Navi e all'Assemblea Sociale Casa di Venezia, sono intervenuti Marghera Libera e Pensante, Opzione Zero (che si batte per la difesa del territorio e la giustizia ambientale in Riviera del Brenta) e il comitato del quartiere “Ferrovieri” di Vicenza, messo a rischio dal possibile passaggio della TAV. Inoltre in queste ore stanno arrivando nuove adesioni dalla regione.

E' importante infine riportare che la piazza dell'8 marzo sfilerà anche nel segno della pace. Già, perché oltre che di TAV, Renzi e Hollande discuteranno di guerra, più specificamente dell'Intervento in Libia, dove si prefigura non solo l'utilizzo dell'aviazione, ma anche l'invio vero e proprio di truppe. Sappiamo che i conflitti costringono le popolazioni alla fuga e l'indegno spettacolo di questi giorni, quello dei migranti gasati e respinti ai confini interni dell'Europa, ci convince ancora di più della necessità di un rifiuto netto della guerra e dell'investimento in politiche di accoglienza degna. 

Per questa ragione da Vicenza sarà presente il Comitato No Dal Molin, che per anni sì è battuto contro la presenza di un avamposto di guerra nella propria città.

Importante infine il contributo dei collettivi universitari (che il 5 marzo hanno organizzato una giornata di lancio dell'iniziativa nel giardino liberato di Ca'Bembo) e del Coordinamento degli Studenti Medi che ha proclamato per l'8 marzo una giornata di sciopero scolastico.

Ci vediamo l'8 marzo. Appuntamento alle 10, nel piazzale difronte alla stazione di S. Lucia!

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