Roma 8 febbraio contro il proibizionismo per l'amnistia. La cronaca e le interviste

Mobilitazione nazionale contro la legge Fini-Giovanardi e per la richiesta di un provvedimento di amnistia

8 / 2 / 2014

Ampia la partecipazione alla manifestazione contro il proibizionismo. Una manifestazione a pochi giorni dal pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Fini Giovanardi, lanciata con un appello poche settimane fa.

"Il rapporto tra proibizionismo e narcomafie segna, negli attuali metodi di estrazione di valore, la possibilità di un narcocapitalismo emergente, sostenuto da istituzioni che speculano sulle sostanze dopo averne criminalizzato l'uso. Ecco perché essere antiproibizionisti è, ora più che mai, essere anticapitalisti", dicono numerosi centri sociali che partecipano alla manifestazione di oggi sottolineando come non "basti tornare alla legge precedente per uscire dal proibizionismo e lasciarci alle spalle Serpelloni e i sui teoremi senza fondamento scientifico che producono tra le altre la possibilità agli spacciatori di  trattare le sostanze leggere allo stesso modo di quelle pesanti rendendole più facilmente accessibili ai giovani".

Una manifestazione, quella di oggi, riempita anche dalla denuncia precisa di quello che la Fini Giovanardi ha rappresentato: carceri sovraffollate, piene di consumatori e tossicodipendenti, o agli omicidi di stato dei tanti Bianzino, Uva, Cucchi, Aldrovandi.

Per questo oggi si manifesta anche per l'amnistia e il ripristino dei diritti dentro e fuori le carceri.

Una giornata che vuole rappresentare l'inizio di un "cammino per scrivere, insieme, una nuova stagione di diritti, modelli di uso e consumo differenti e buone pratiche, consapevoli che il voto della Corte Costituzionale lascerà sul terreno i nodi centrali di una speculazione agita sulle nostre vite e le nostre libertà." dicono i centri sociali che oggi sfilano con lo striscione "Contro il proibizionismo e il narcocapitalismo, amnistia e diritti per tutti".

In apertura del corteo lo striscione della Comunità S.Benedetto che rilancia l'appuntamento a Genova a fine mese, molti i camion allestiti in maniera carnevalesca con messaggi contro la repressione, per la depenalizzazione e l'autoproduzione e l'amnistia.

CRONACA ED INTERVISTE

18:02 Roma - La street procede in direzione bocca della verità. Migliaia gli antiproibizionisti in corteo

17:40 Roma - Lancio di fuochi d'artificio davanti al regina coeli. Amnistia subito.

17:00 Roma - Alla partenza del corteo la contestazione a Pannella in merito alle scelte politiche dei radicali rispetto agli interventi militari

16:44 Roma - "E' tempo di dire basta alla legge Bossi-Fini e alla legge Fini-Giovanardi che riempiono le carceri e limitano le libertà" intervengono dal camion

16:30 Roma - Il corteo corteggia il lungotevere.dal camion si lancia l'appuntamento x sab 15F: mai più cie, freedom for all!

16:11 Roma - contro il proibizionismo e le narcomafie amnistia e diritti per tutti

Intervista a Nicola Cs Tpo "L'occasione della decisione della Corte Costituzionale del 11 febbraio Abbiamo una grande opportunità per chiudere con il proibizionismo. Accettare la sfida e non pensare solo che la cancellazione della Fini Giovanardi risolva il problema. Questa legge ha comportato carcere e morti: una normalità da non accettare. Dobbiamo andare oltre gli schemi dell'antiproibizionismo.  Costruire una nuova stagione di lotta per i diritti, inserendo l'antiproibizionismo nella lotta generale al capitalismo per un Europa di diritto e reddito."

16:07 Roma - In migliaia si riprendono le strade per dire basta alla fini-giovanardi

16:03 Roma - Molti gli interventi che si susseguono dai microfoni. Contro la repressione legata al consumo di sostanze. Per la liberalizzazione contro le narcomafie ...

Intervista a Chaira di Esc Roma "Dopo tanti anni un corteo antiproibizionista, si è continuato a lavorare nei territori ed oggi ci si rimette in marcia per ricominciare. L'11 febbario la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legge Fini Giovanardi, ma sappiamo che da oggi dobbiamo partire con nuove mobilitazioni. Sappiamo cosa è stata la Fini Giovanardi, così come la Bossi Fini per questo manifesteremo il 15 contro i Cie, contro il Cie di Ponte Galeria".

15:34 Roma - Il corteo inizia a muoversi in testa lo striscione "illegale è la legge"

15:13 Roma - Sempre più ampia la partecipazione alla street in apertura anche lo striscione della Comunità  San Benedetto che rilancia l'appuntamento a Genova a fine mese.

"Oggi siamo a Roma perchè la Fini Giovanardi è una legge anti-costituzionale. Il pronunciamento della Corte Costtuzionale sarà importante anche per gli effetti che potrà avere su chi è in carcere. A livello mondiale ed europeo lo scenario è cambiato, ci vogliono nuove regolamentazioni in materia di droghe. Il prossimo 28 febbraio e 1 marzo ci ritroveremo a Genova in tanti e diversi per continuare la discussione sulle politiche in materia di droga e tutto quello che v è connesso come la situazione repressiva, carceraria, etc .. "

15:00 Roma - Molti i camion allestiti in maniera carnevalesca con messaggi contro la repressione, per la depenalizzazione e l'autoproduzione. ...

14:32 Roma - Oggi in piazza contro la repressione e il carcere legato al consumo di sostanze. amnistia subito illegale è la legge

14:30 Roma - In tanti da associazioni movimenti e centri sociali per ribadire la necessità di abolizione della fini-giovanardi

14:27 Roma - Continua a crescere l'affluenza al concentramento per la street antiproibizionista.

Approfondimenti

* Raccolta articoli

* Contro il proibizionismo e il narcocapitalismo, amnistia e diritti per tutti/e

La questione proibizionista, nell'ultimo periodo, è tornata attuale nel dibattito politico nazionale sia per quello che sta accadendo da anni oltre oceano sia per il prossimo voto della Corte Costituzionale in merito alla Fini-Giovanardi.

La possibile cancellazione di questa legge, seppur avvenendo “dall’alto”, è per i movimenti una opportunità tutta da cogliere perché non basterà la sua abrogazione per uscire dalla stagione buia e tragica del proibizionismo.

Il proibizionismo si è sedimentato soprattutto da un punto di vista culturale: l’etichettamento, la marginalizzazione, la creazione del nemico non sono mai stati processi cosi forti come negli ultimi anni.

Anni nei quali sono state incarcerate migliaia di persone per quantitativi irrisori di sostanze; anni di sanzioni amministrative come la sospensione o il ritiro della patente (con la conseguente perdita di lavoro o, nei casi migliori, la necessità di affrontare spese insostenibili per riottenerla); anni costellati da tragedie e omicidi; anni in cui il capitalismo, o meglio il narcocapitalismo, ha fatto profitti come mai prima d’ora; anni in cui alla conoscenza, all'informazione, alla prevenzione e alla riduzione del danno si è preferito il proibizionismo.

Riteniamo che il rapporto tra proibizionismo e narcomafie segni, negli attuali metodi di estrazione di valore, la possibilità di un narcocapitalismo emergente, sostenuto da istituzioni che speculano sulle sostanze dopo averne criminalizzato l'uso. Ecco perché essere antiproibizionisti è, ora più che mai, essere anticapitalisti.

Per questo motivo, non pensiamo che basti tornare alla legge precedente per uscire dal proibizionismo e lasciarci alle spalle Serpelloni e i sui teoremi senza fondamento scientifico che producono tra le altre la possibilità agli spacciatori di  trattare le sostanze leggere allo stesso modo di quelle pesanti rendendole più facilmente accessibili ai giovani.

Né pensiamo che sia sufficiente volgere lo sguardo indietro per non trovarci più, domani, di fronte a carceri sovraffollate, piene di consumatori e tossicodipendenti, o agli omicidi di stato dei tanti Bianzino, Uva, Cucchi, Aldrovandi.

Crediamo che la sfida che ci attende sia ribaltare radicalmente il paradigma penale e securitario neolibrista che ha creduto possibile ridurre le contraddizioni, i bisogni e le speranze di milioni di donne e uomini ad una gestione poliziesca e giudiziaria della marginalità sociale e della precarietà.

 Oggi più che mai, per noi, l'antiproibizionismo non può essere pensato al di fuori di una lotta coerente e determinata per l'amnistia e il ripristino dei diritti dentro e fuori le carceri.

Come movimenti, centri sociali, associazioni, singoli, mettiamoci in cammino per scrivere, insieme, una nuova stagione di diritti, modelli di uso e consumo differenti e buone pratiche, consapevoli che il voto della Corte Costituzionale lascerà sul terreno i nodi centrali di una speculazione agita sulle nostre vite e le nostre libertà.

 L’8 Febbraio saremo a Roma con questa tensione, non per “aspettare” il risultato di un voto, non per dire “avevamo ragione”, ma per guardare avanti e capire che cosa i movimenti, gli uomini e le donne degne di questo paese, possano mettere in campo per invertire la rotta.

Un primo appuntamento da attraversare sarà la conferenza nazionale sulle droghe “nel solco di Don Gallo” a fine febbraio a Genova.

Sicuramente ora abbiamo un opportunità. Se non diamo nulla per scontato il proibizionismo potrebbe essere tra poco un passato lontano.

Prime adesioni:

Cs Tpo, Labas, Studenti medi autorganizzati Bologna, Lab Aq16 Reggio Emilia,  lab. Paz Project, Associazione Rumori Sinistri Rimini, Spazio Comune Autogestito TNT, Spazio Comune Autogestito Arvultùra, CSA Fabbri,  CSA Kontatto, CSA Sisma, CSA Jolly roger, CSA Asilo politico, Ambasciata dei diritti Marche, Polisportiva antirazzista Assata Shakur Polisportiva Ackapawa, Laboratorio occupato Insurgencia, Mezzocannone occupato, Comunità in Resistenza Empoli, Mestiza (Taranto), Cs ZOna 22 (san vito chietino), Csoa ex Mattatoio Perugia, Progetto Rebeldia-Pisa, Coordinamenti studenti Medi Nord-Est, Cso Pedro Padova, Cs Rivolta Mestre, Sale Docks Venezia, Laboratorio Morion Venezia, Bocciodromo Vicenza, Csa Arcadia Schio, Rovesci e diritti Belluno, Casa delle culture Trieste, Centro Sociale Bruno Trento, Ztl Treviso

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