il personale della scuola, insegnanti e ata, che è stato il più salassato, ora è fatto anche becco oltre che bastonato, dovendo restituire quello che gli spettava contrattualmente e che aveva ottenuto con un ritardo minimo di 2 anni.

Scuola: uno scatto per tutti

Il recupero forzoso degli scatti di anzianità è figlia del degrado in cui hanno precipitato la scuola pubblica. Una situazione da Repubblica delle banane.

8 / 1 / 2014

La retromarcia ingranata dal Governo sugli scatti d'anzianità, per ora, è una rassicurazione, ancora una volta, mediatica, in quanto è necessario un atto legislativo per bloccare iter perverso imboccato coi provvedimenti della spending review, così come, giustamente, ha sottolineato il ministro Saccomanni a fronte della ignoranza della ministra Carrozza.

E comunque la soluzione prospettata è quella di drenare le somme necessarie al pagamento degli scatti dalle risorse stanziate per il MOF (ex fondo di Istituto), quindi con risorse che già erano destinate, in bilancio, ai lavoratori della scuola, che così vedranno assotigliarsi ulteriormente le disponibilità per le scuole in generale e, nello specifico, lo stipendio accessorio, quello legato alle attività aggiuntive di ciascuna scuola.

Già da un paio di giorni i media mainstream schiaffano in prima pagina la non notizia che ad una fetta del personale della scuola verranno recuperati i denari relativi al riconoscimento degli scatti di anzianità che erano e sono stati congelati per effetto dei successivi, anno dopo anno, tagli alla spesa pubblica che hanno colpito, in maniera ossessiva, il comparto scuola. Il segmento del Pubblico Impiego più corposo, trattandosi di oltre 800.000 dipendenti, che tabelle alla mano hanno perso un quarto, il 25%, chiamatelo come volete del potere d’acquisto in termini assoluti e di un terzo, oltre il 30%, in termini relativi cioè confrontando lo stipendio del comparto con quello degli altri settori pubblici e privati. Il personale della scuola, insegnanti e ata, che è stato il più salassato, ora è fatto anche becco oltre che bastonato, dovendo restituire quello che gli spettava contrattualmente e che aveva ottenuto con un ritardo minimo di 2 anni.

Tanto più perché le risorse per pagare gli scatti di anzianità, unico meccanismo di progressione economica rimasto da oltre 10 anni, erano stati pescati, in parte, dai risparmi di bilancio del MIUR indotti dalla riforma Gelmini e, in parte, stornando quelli destinati al Fondo di Istituto delle scuole, cioè riducendo le risorse legate all’impegno aggiuntivo del personale nelle scuole di appartenenza.

Due volte becchi e bastonati. Certo è che – sperando che gli interessati, tutti, se lo ricordino – questo pastrocchio nasce per effetto di miserabili accordi di bottega tra CGIL,CISL,UIL,SNALS e Gilda e Ministero dell’Istruzione, che scavalcando quello dell’Economia, hanno cercato di far rientrare dalla finestra quello che avevano, concordemente, fatto uscire dalla porta: tagli dissennati alle risorse per la scuola.

II 18 Ottobre 2013 i Cobas hanno indetto uno sciopero generale della scuola per il rinnovo del CCNL, bloccato dal 2010 al 2014, e per la restituzione degli scatti di anzianità, che il governo Letta ha bloccato anche per il 2013 e 2014 e che ha intenzione di eliminare del tutto, nonostante che docenti ed Ata abbiano già perso il 30% del reale potere di acquisto rispetto al 1990. È stato uno sciopero, nella scuola, sotto tono, sentito come di pura testimonianza ma che, a Roma, assieme alla manifestazione del giorno successivo, è stato in grado di intercettare il disagio, l’insofferenza diffusi, rilanciando iniziative e lotte sul reddito in molti territori.

In quei giorni i sindacati concertativi tacciarono lo sciopero come intempestivo e demagogico perché era in atto una contrattazione con il Ministero per salvaguardare la maturazione degli scatti anche per il 2013. E silenzio assoluto da parte loro anche a novembre quando si discuteva la legge di stabilità 2014 e i sindacati di base segnalavano che il DPR 25 ottobre 2013, in applicazione del DPR 122/2013, che ha bloccato sia il rinnovo dei CCNL sia gli automatismi stipendiali, non solo aveva provocato l’ulteriore blocco degli scatti di anzianità 2013, ma che il MEF, se non ci fossero stati tempestivi cambiamenti legislativi, avrebbe anche richiesto la restituzione dei soldi già percepiti dal personale della scuola scattato nel 2013.

Purtroppo erano stati facili profeti: puntualmente a fine anno con la nota di NoiPa 157 del 27 Dicembre 2013 il MEF ha applicato la mannaia sugli stipendi del personale della scuola che aveva maturato gli scatti del 2013. E così non pochi docenti ed ATA di ruolo troveranno nel cedolino di Gennaio il regalo per il nuovo anno del governo Letta con la comunicazione di quanto dovranno restituire con rate di 150 euro lordi al mese per il recupero dei soldi percepiti in più con la maturazione degli scatti nel 2013.

Oltre agli scatti di anzianità, certamente importanti e dirimenti, ci vuole uno scatto: solo con una ripresa generalizzata dell’iniziative di lotta per il reddito, per maggiori risorse per la scuola, si potrà ripristinare un minimo di rispetto anche sindacale tra le parti, basti pensare alle orecchie da mercante che il MIUR-MEF continuano a fare in riferimento alle sentenze della Corte di Giustizia europea relative alla illegittimità dei contratti precari o in riferimento alle sentenze della Magistratura italiana che dichiarano illegittimi i tagli, applicati con la riforma Gelmini, del monte ore negli istituti tecnici e professionali o per effetto del accorpamento di più scuole. Una situazione, sicuramente per quanto riguarda la scuola, da Repubblica delle banane.

Beppi Zambon

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