Sulle orme di Don Gallo - Si conclude la due giorni di discussione nazionale a Genova

Commenti conclusivi sulla conferenza nazionale che ha portato alla stesura della carta di genova

2 / 3 / 2014

Termina la due giorni di conferenza nazionale  sulle droghe con la stesura della carta di Genova. Tante, e tra loro molto diverse, sono state  le realtà che hanno partecipato a questi due giorni, vissuti con passione, con capacità di mettersi in gioco, comprendendo che l'abrogazione della Fini-Giovanardi non risolve nulla ma rappresenta un'opportunità. Il problema è sopprattutto culturale, non tecnico. La Carta, elemento assolutamente non scontato al principio della discussione, dà delle direttrici per ribaltare il paradigma proibizionista che da 20 anni si è innervato nei nostri territori, riconoscendo ad esempio nell'autoproduzione un elemento fondamentale per ribaltare tale paradigma, consci e consapevoli che stia ai soggetti presenti e attivi dare corpo a queste direttrici, contestualmente ai territori che vive e attraversa.
Abbiamo chiesto Stefano Anastasia, presidente di Antigone, di darci alcune impressioni a riguardo. Nel suo intervento afferma che sia ora che la politica assuma un impegno di cambiamento concreto e radicale. Depanalizzazione e autoproduzione rapresentano un nodo centrale per segnare un netto distacco dalle precedenti scelte politiche punitive e proibizioniste, affinchè quando nel futuro si parlerà di legalitá riguardo alle sostanze, tale definizione possa essere il più tollerante e inclusiva possibile.

 

Domenico Chionetti rispetto alla Carta di Genova, sottolinea l'importante successo a livello di partecipazione ma soprattutto rispetto la concretezza, lo sviluppo e la completezza del dibattito. Sottolinea inoltre le prospettive di lavoro politico e legislativo per arrivare alla depenalizzazione e all'amnistia per i reati senza vittima.

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