Ciclo di incontri sulla questione inceneritore. Si inizia giovedì 9 dicembre ore 18

Trento - Rifiuto di bruciare! No agli inceneritori!

Facoltà di Sociologia

7 / 12 / 2010

Per risolvere la questione rifiuti in Trentino la Provincia, a partire dal 1999, ha deciso di costruire un inceneritore da 100 mila tonnellate, in un territorio che vanta una raccolta differenziata al 65% estesa a tutte le realtà locali. Nonostante le mobilitazioni, i ricorsi al TAR di alcuni Comuni e i numerosi incontri e documenti prodotti da gruppi di lavoro e associazioni, la decisione è stata presa. 

Il disastro ambientale causato dagli sversamenti abusivi nelle discariche e dalle emissioni delle acciaierie in Valsugana, gli interventi di potenziamento delle aree sciabili, il mostruoso progetto della TAV (80 chilometri di linea di cui 70 in galleria, cantieri per 20 anni su 17 ettari di territorio, 20 miliardi di solo preventivo), la privatizzazione dei servizi idrici e non per ultima la decisione di costruire un inceneritore che per funzionare avrà bisogno di tonnellate di rifiuti non differenziati, collocano in pieno il verde Trentino dei mercatini e delle malghe nel più ampio contesto nazionale di cementificazione e distruzione del territorio, smantellamento dei beni comuni, consegna al mercato e alle mafie delle risorse necessarie alla sopravvivenza della biosfera.

 Se da una parte la decisione di bruciare i rifiuti comporterà un aggravio di spesa nelle tasche de* cittadin* (il 7% della bolletta è il sovrapprezzo che paghiamo per finanziare i cancrovalorizzatori), incalcolabili sono i danni sulla nostra salute e su quella dell'aria, dell'acqua e del suolo. 

La comunità scientifica unanimemente documenta la nocività degli inceneritori, soprattutto quelli di ultima generazione, che liberando nell'aria agenti inquinanti (metalli pesanti, particolato ultrafine, diossine) determinano la formazione delle cosiddette "nanoparticelle", fonti di tumori e malformazioni, così come rilevato per la prima volta nei "teatri bellici" delle guerre del Golfo e dei Balcani a causa delle polveri sottilissime generate dalle esplosioni ad alta temperatura.

Nonostante questo, da quando nel 1992 l'Italia ha "assimilato" i rifiuti alle fonti rinnovabili di energia, il 90% dei finanziamenti per legge comunitaria destinati all'energia pulita va invece nelle tasche delle società che progettano e gestiscono gli inceneritori. Questi finanziamenti, i CIP6 - oggi Certificati Verdi (cambiano le parole ma la sostanza è la stessa), nel loro evolversi tra Governi di destra e di sinistra, rappresentano l'asse trasversale della speculazione e del profitto di mercato a scapito delle politiche di tutela dei territori, del diritto di tutt* alla salute e delle prospettive di sviluppo e sopravvivenza delle prossime generazioni. I "Certificati Verdi", ricadendo nelle tasche de* cittadin*, sono una vera e propria tassa sui tumori!

Tutto questo dimostra che solo a partire da tutt* noi, senza delegare a nessuno la nostra salute, il nostro ambiente, le scelte sul nostro futuro, mettendosi in prima persona e mobilitandoci direttamente possiamo costruire la garanzia per i nostri territori e per la nostra vita, impegnandoci nella costruzione di spazi comuni di autogestione del territorio, di tutela dei beni comuni e di organizzazione dell'opposizione delle comunità alle scelte imposte dall'alto.

Dopo la manifestazione del 30 ottobre 2010 è necessario portare avanti il percorso condiviso di mobilitazione e informazione nato in questi anni tra realtà, associazioni e semplici cittadin*.Gli inceneritori uccidono! Le alternative esistono! 

Affrontiamo la questione con un ciclo di incontri in cui interverranno medici, esperti e rappresentanti delle comunità in lotta.Un ciclo di incontri per ribaltare l'utilizzo del sapere in senso produttivistico all'interno dell'università e sprigionare un sapere critico e autogestito che si ponga in modo interattivo con la società per trasformarla.

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Giovedì 9/12, h. 18 INCENERITORI: IMPATTO SULLA SALUTE E ALTERNATIVE POSSIBILI

Proiezione del documentario "Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori", di Zenone Sovilla (giornalista del quotidiano "l'Adige")

Intervengono:

Marco Rigo e Maria Elena Di Carlo (medici ISDE-International Society of Doctors for the Environment)

Fausto Nicolussi (Nimby Trentino)

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Giovedì 16/12, h. 18  PERCORSI E PROSPETTIVE DELLE COMUNITA' TERRITORIALI IN LOTTA

Intervengono:

Stefano Bleggi (C.S. Bruno - Trento)

Roberto Marinello (Comitato Popolare Lasciateci Respirare - Padova)

Francesco Miazzi (Comitato Popolare Lasciateci Respirare - Monselice)

Roberto Segalla (Assemblea dei Cittadini/Spazio Autogestito Arcadia - Schio)

Daniele Nottegar (Comitati e Associazioni Veronesi contro gli Inceneritori)

Olol Jackson (Presidio No Dal Molin - Vicenza)

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Gennaio 2011 REGIONE CAMPANIA, LA DISCARICA DELL'EUROPA

Proiezione dei documentari:"Una montagna di balle" (di Nicola Angrisano, produzione insu^tv, 2009) 

"Biùtiful Cauntri" (di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero, 2007)

A seguire le testimonianze dei Comitati di Chiaiano e Giugliano (NA)

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