Francia - La TAV Lione-Torino un progetto ad alta tensione politica

Il trattato franco-italiano sulla Tav, ratificato giovedi deve passare al Senato

2 / 11 / 2013

 Il governo Hollande dovrà trovare 26 miliardi di euro, a tanto è stato stimato dalla Corte dei conti francese il costo totale dello scavo di un nuovo tunnel (53 km) e la  costruzione dell'accesso da una parte e dall'altra delle Alpi entro il 2020.

Il progetto che ha oltre vent'anni continua a far discutere.  Molti degli amministratori locali puntano sulla linea ferroviaria per eliminare la saturazione autostradale che inquina e rende le valli alpine " un corridoio di TIR" come lamenta la socialista Bernadette Laclais eletta in Savoia. Si intende "rinforzare la relazione economica con l'Italia" e "sviluppare l'attività economica regionale grazie ai cantieri previsti per l'opera", il coro  è politicamente trasversale nonostante la diminuzione costante da quindici anni dello scambio di merci sull'asse Francia-Italia sia ormai un dato incontestabile.

Dominique Dord, deputato savoiardo (UMP) spiega, cifre alla mano, come tra il 1998 e il 2011, il traffico di merci si sia ridotto da 35 a 23 milioni di tonnellate. Il progetto della Lione-Torino secondo lui è "l'archetipo di una logica vecchia, di scelte che hanno trent'anni e che non sono più utili, di previsioni che si sono rivelate false una dopo l'altra, di stime che sono sfuggite e sfuggiranno ancora di mano"." La deputata ecologista del dipartimento dell'Isère, Michèle Bonneton, dice che l'attuale linea transalpina "assorbe solo 3,4 milioni di tonnellate, cioé il 20% della sua capacità di traffico ferroviario". 

Daniel Ibanez, del "Coordinamento contro la Lione-Torino"(*), parla apertamente di "truffa" perché si sta utilizzando solo il 17% della capacità di trasporto mercantile ferroviario mentre il primo trattato, firmato da Francia e Italia nel 2001, precisava che "la messa in servizio sarebbe iniziata al momento in cui si sarebbe verificata una saturazione delle infrastrutture già esistenti", articolo 1.

Cita la ri-orientazione del traffico ferroviario di merci sull'asse sud-nord e l'esplosione del costo dell'opera da 12 a 26 miliardi, "per adesso, ma potrebbe ancora aumentare."

Ricapitolando la tormentata vicenda che attesta la "scarsa utilità socio-economica" - come dichiara la Corte dei conti francese -  della TAV Lione-Torino, l'Europa conferma il finanziamento del 40% dei costi di costruzione della parte internazionale del progetto, cioé il tunnel di 8,5 miliardi di euro, la Francia dovrebbe pagarne il 25% oltre a finanziare le infrastrutture di accesso dalla parte francese ed una serie di cantieri che dovrebbero permettere di evitare l'agglomerato urbano di Lyone.

In agosto, sempre la Corte dei conti ha criticato il "forte aumento" dei costi previsti. Il solo studio e la perizia tecnica  dei lavori preliminari, che all'inizio ammontavano a 320 milioni di euro, sono aumentati ad oltre 900 milioni di euro nel 2010.  Ma soprattutto insiste sul fatto che "le altre soluzioni tecniche alternative meno costose siano state scartate senza essere state completamente sondate e approfondite".

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