Ecco Chi comanda Napoli, libro inchiesta edito da Castelvecchi. Un viaggio nel disastro ambientale e amministrativo della capitale del Mezzogiorno. Fuori da luoghi comuni e semplificazioni giornalistiche

Chi Comanda Napoli

di Nello Trocchia*

15 / 5 / 2012

Sulla lunga crisi rifiuti che negli ultimi 16 anni ha inquinato la Campania e la sua immagine intemazionale girano tuttora luoghi comuni che rischiano di affermare una verità falsa e menzognera. Un libro, Chi comanda Napoli, edito da Castelvecchi, scritto da Antonio Musella e Giuseppe Manzo ci aiuta a smontare errori e mistificazioni, scoprendo gli artefici di questa "ecoballa" storica e la verità dei fatti, per comodità di molti sottaciuta e celata. Il primo luogo comune che viene destrutturato riguarda la presunta opposizione politica al modello inceneritori-discariche e all`affidamento a Impregilo della gestione del pattume campano con la previsione di produrre ecoballe e costruire forni per bruciarle. Le famiglie politiche che si sono alternate non si sono contrapposte, ma semplicemente uniformate seguendo la stessa strada. È la denuncia che gli autori affidano a Francesco Maranta, prima consigliere provinciale e poi regionale di Rifondazione comunista, che in una intervista in apertura del libro racconta nei dettagli la commistione. L`accordo si realizza quando nel 1997 l`allora governatore della Campania Antonio Rastrelli (Alleanza nazionale) pianificò la costruzione di 5 inceneritori. In quei giorni «l`allora sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, conquistava le prime pagine dei giornali», denuncia Maranta, «senza mai nemmeno accennare al Piano scellerato di Rastrelli. Persino il presidente della Provincia Lamberti, che tanto si era battuto a fianco dei sindaci affinchè i Comuni avessero un ruolo primario nel decidere co me trattare i rifiuti, cadde nel silenzio e tutti i partiti del centrosinistra e del centrodestra alzarono le mani a favore del piano. Soltanto le nostre mani si levarono; in protesta per votare no. Ricordo addirittura il sì del caporuppo dei Verdi in Provincia... Mentre il presidente Lamberti si astenne». Maranta denuncia l`altra grave commistione, quella proveniente dai banchi del centrodestra quando governatore diventa Antonio Bassolino. Alla firma dell`affidamento dell`appalto alla Fibe Impregilo, ai regali del commissario Bassolino all`impresa del Nord, alle ordinanze capestro che favorirono il disastro - con le ecoballe che si accumulavano e il ciclo che non si avviava - nessuno levò la propria voce tra i banchi dell`opposizione. Un atteggiamento che ha favorito imprenditori senza scrupoli, affari criminali e la mancata risoluzione del problema della spazzatura. Un`emergenza che non è solo ambientale, ma anche politica ed economica. La responsabilità del disastro è in genere addebitata al solo Bassolino. Un altro luogo comune che gli autori tentano di sfidare. In molti, nella politica campana, provano ancora oggi a giovarsi di questa parziale verità per rifarsi una verginità. Maranta senza mezzi termini individua il nuovo che avanza: «L`apparato di Vendóla, che in Campania ha reclutato i fedelissimi di Bassolino». Il libro, messa subito in chiaro la sua cornice politica, descrive l`affresco di malaffare che ha governato la regione Campania in questi quasi 20 anni (dal 1994 anno di inizio del commissariamento per l`emergenza rifiuti). A partire dalle dinastie che hanno lucrato sulla nattume`s story. Sono tanti i nomi. A partire dai protagonisti della" troppo spesso dimenticata Tangentopoli napoletana del 1992. Di molti, m realtà, si perde la traccia dell`esito giudiziario: l`attenzione degli autori si ferma, infatti, sui ritorni in sella. Come quello della famiglia Cigliano. Da una parte Antonio, il padre, protagonista della privatizzazione della nettezza urbana nei primi anni novanta. Dall`altra i figli, Dario e Corrado, protagonisti venti anni dopo: il primo in politica, nel Pdl, il secondo signore della monnezza. Tutti e tré travolti da un`inchiesta della procura di Napoli per assunzioni clientelari e presunti patti illeciti nell`ambito dei subappalti di Asia, la municipalizzata del comune partenopeo che raccoglie i rifiuti. Non ci sono solo i Cigliano. Nel libro c`è spazio anche per le storie di rispettabili imprenditori del Nord che si mutano in sanguisughe di risorse in terra campana. Un quadro a tinte fosche a cui si oppone la società civile, una cittadinanza libera ed energica, che viene spesso associata, nei periodi di protesta più dura, alla criminalità organizzata. «In questi ultimi tré anni», chiosano gli autori, «quei cittadini, offesi e assimilati alla camor ra, hanno sempre vinto. Su decisione politica o della magistratura, si è infatti sempre stabilita la chiusura del sito dove si erano sollevate le mobilitazioni popolari: Pianura, Gianturco, Chiaiano, Terzigno». Il libro ripercorre la battaglia contro la discarica di Chiaiano, benedetta da Guido Bertolaso e dagli amici della Curia oltre che dal governo Berlusconi che aveva fintamente gridato al miracolo. La discarica, infatti, è poi finita al centro di una indagine della magistratura per presunti condizionamenti della malavita nella scelta del sito e nella realizzazione dell`invaso. Proprio sulla camorra, nel libro c`è il tentativo di affondare un altro luogo comune quello che addebita alla criminalità organizzata la gran parte del disastro campano ripercorrendo, con una intervista alla giornalista Amalia De Simone, gli anni di latitanza del boss Michele Zagaria, grazie anche alla protezione di pezzi dello Stato. La camorra divide il tavolo delle responsabilità con colletti bianchi, imprenditoria inquinata e malaffare politico.Ecco chi comanda davvero a Napoli

* giornalista de Il Fatto Quotidiano, tratto da "Left"


Prossime presentazioni :

Sabato 19 Maggio , Modena, sala parrocchia "Regina Pacis"
Giovedi' 24 Maggio, Napoli, quartiere Scampia Centro sociale GRIDAS
Venerdi' 25 Maggio, Afragola (Na)
Sabato 26 Maggio, Taranto, Centro sociale Archeo Tower
Mercoledi' 30 Maggio, Perugia, Ya Basta Perugia
Giovedì 31 Maggio, Roma, Spazio Da Sud (Pigneto)
Giovedi' 7 Giugno, Avellino, Circolo della Stampa
Venerdi' 8 Giugno, Bologna, Centro sociale TPO
Domenica 10 Giugno, Positano (Sa)

Recensioni:

La presentazione alla Feltrinelli di Napoli

Corriere del Mezzogiorno

Il Velino

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Il Manifesto

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