Bologna - Invaso il consiglio di quartiere Santo Stefano

Contro lo sgombero, Làbas porta il suo odg "ex caserma Masini bene comune" al consiglio di quartiere

17 / 12 / 2013

"Làbas si barrica e non si sgombera/da sta caserma qua nessuno se ne va/Giorgetti ascoltaci/vendi la macchina/che tanto qui a Làbas non si può parcheggiar".

Questo il coro scandito oggi durante l'invasione del consiglio del quartiere Santo Stefano. 

Intorno alle 20:00 circa trecento persone sono partite dall'ex caserma Masini in corteo per raggiungere il Baraccano, dove si stava svolgendo il consiglio di quartiere presieduto da Ilaria Giorgetti. Abbiamo bloccato la riunione "armati" di striscioni dipinti dai bambini del laboratorio Làbimbi, di ortaggi del mercato biologico di Campi Aperti,  di musica  dei "giovani danzatori bolognesi" con i balli popolari, di determinazione degli occupanti del progetto "crowdhousing"e degli "studenti medi autorganizzati".

Da una parte un consiglio di quartiere che oggi si riuniva per discutere di questioni assolutamente irrilevanti per la vita dei cittadini (come ad esempio il ripristino della grotta della Madonna di Lourdes nei giardini del Baraccano), dall'altra la riqualificazione di uno spazio attraverso i progetti e la socialità messa in campo durante un intero anno di occupazione.

Si sono susseguiti interventi che hanno espresso la ricchezza prodotta all'interno di un immobile demaniale rimasto chiuso per anni e su cui non è previsto alcun progetto concreto se non lasciarlo alla speculazione e all'incuria.

"L'ex caserma deve essere riconosciuta come bene comune, al di là di Làbas, e chiediamo che siano riconosciuti i progetti portati avanti all'interno della struttura, coinvolgendo le persone del quartiere". Alla presidente Giorgetti, di centro destra, è stato chiesto di prendere parola pubblicamente: "Da che parte state? Volete o no lo sgombero?". Nessuna dichiarazione da parte del consiglio di quartiere ha soddisfatto le istanze portate dalle centinaia di persone dentro a quelle stanze, che oggi più che mai si dimostrano distanti dalle esigenze dei cittadini ed incapaci nel dare risposte concrete.

Usciti dal Baraccano, in centinaia hanno raggiunto via Orfeo 46 dopo aver attraversato le strade del quartiere in corteo.

Con chiarezza è stato affermato che lo spazio verrà difeso da ogni tentativo di sgombero e anche durante le vacanze natalizie si organizzeranno iniziative aperte alla città: l'ex caserma Masini è un bene comune da costruire e da difendere collettivamente. 

Comunicato di Làbas:

Consiglio di quartiere Santo Stefano convocato per martedì 17.12.2013 h.20

O.d.G. N. 43 - Ex Caserma Masini via Orfeo 46 bene comune!

Labàs significa laggiù.
Laggiù non indica solamente un luogo lontano. Laggiù è anche un tempo proiettato nel suo divenire.
Il luogo lo conosciamo bene: è l'ex caserma Masini in via Orfeo 46.
Lo occupiamo da più di un anno e lo trasformiamo con le nostre mani e con i nostri corpi. Ben due volte è stato sgomberato e per ben due volte lo abbiamo rioccupato. Questo luogo conta di più di 10.000 metri quadri che per quasi 15 anni sono stati abbandonati alla miseria e al degrado. Questo luogo oggi è un nuovo luogo e con una nuova vita. È un bene comune per la città. Abbiamo sostituito i pezzi di un ingranaggio che non funzionava e lo abbiamo rimesso in moto. Abbiamo creato uno spazio in cui la vera cooperazione fra individui molteplici e differenti è la forza motrice che lo anima. Abbiamo fatto di una caserma (simbolo delle passioni tristi del nostro tempo) un alveare di libertà. 
Del tempo, invece e per fortuna, ne conosciamo soltanto il presente. Ma è un presente che non si lascia vivere passivamente. Anzi, è un tempo che porta con sé ed in sé progettualità e prospettive. Molti in città hanno imparato a conoscere i nostri progetti. Mercatino biologico, spazio libero e creativo per bambini, crowdhousing, momenti di formazione per studenti autorganizzati, laboratori di trasformazione del legno, balli popolari, eventi culturali, laboratori culinari, socialità e tanto altro, sono i tasselli del nostro meticoloso operare. E come in ogni sciame che si rispetti, quotidianamente accogliamo nuove api per la costruzione in divenire del nostro alveare. Fare tutto questo, in maniera autonoma e dal basso (come ci piace ripetere) e anche in tempo di crisi, meriterebbe già di per sé un plauso, o quantomeno un riconoscimento da parte delle istituzioni che governano questa città. Invece le notizie che ci arrivano parlano di uno sgombero imminente. 
Oggi vogliamo ribadire con più forza che noi non cediamo a questi ricatti.
Vogliamo ribadire che le ricchezze prodotte in questo spazio non le svendiamo a nessuno.
Vogliamo affermare la nostra determinazione nella costruzione di diritti e cittadinanza all'interno dell'ex caserma Masini.
Dopo più di un anno di occupazione, nessun reclamo ci è mai arrivato, nessun disturbo è stato creato per il quartiere. La partecipazione di molti residenti ai nostri progetti lo dimostra. 
Eppure c'è un consiglio di quartiere, presieduto dalla Giorgetti e fomentato da residuati di un'altra epoca come Bignami e Lisei, che crede di poter decidere delle e sulle nostre vite. Sono loro che parlano di noi senza essere mai venuti a conoscerci, sparando cazzate come armi all'interno dei nostri spazi. Sono loro che incutono terrore e propagandano tristezza. Sono sempre loro che ci hanno dichiarato guerra. 
Parlano di ripristino della legalità su un'occupazione mentre tutta la classe politica cui appartengono mangia e ruba alle nostre spalle.
Parlano di noi come dei violenti e non si rendono conto della violenza che produce il loro agire: una violenza reazionaria e fascista come quella dei forconi.
Ma noi lo conosciamo questo gioco e non ci lasceremo intimidire. Se non si sono mai degnati di venire da noi, allora saremo noi ad andare da loro.
E ci andremo armati. Armati dei nostri corpi, delle nostre idee e di tutti i progetti che vivono l'ex caserma Masini. Ci andremo con i nostri figli e con tutti coloro che vogliono difendere un bene comune.
Ci andremo determinati nell'affermare che un altro sgombero non sarà tollerato e che se accadrà siamo disposti a difendere il nostro alveare.
Non lo lasceremo mai incustodito, vuoto come loro hanno fatto di queste mura. 
Perché per noi questa battaglia si riassume nella battaglia fra la vita e la morte di uno spazio su cui non ci sono altri progetti se non i nostri!
Lunga vita a questa ex caserma Masini!
Lunga vita a Làbas!
Martedì h 19 tutt@ a Làbas per andare in consiglio di quartiere e difendere le nostre idee!

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