Copenhagen - Riflessioni con Luca Casarini dal corteo

12 / 12 / 2009

Sono evidenti la varietà e l'eterogeneità di questo enorme corteo.

Sono in testa al corteo, la parte dove si è praticamente sciolto subito lo spezzone vero e proprio e dove c'è una dinamica da marcia, realtà sindacale, alcuni sindacati danesi e gruppi di quartiere, gruppi di ecologisti di varia natura, da gruppi di ONG che sono all'interno della conferenza del forum, varietà enorme di realtà, tutto mi sembra all'insegna di definire un humus dove potenzialmente potrebbe crescere una dinamica vera costituente conflittuale rispetto al nodo che pone.

C'è sicuramente un corteo non spento, interessante da un punto di vista di questa miriade moltitudinaria, di individui e di piccoli collettivi. C'è da dire che non vi è qualcuno a cui andare contro perchè nessuno lo sa qual'è il nemico. Sarebbe sbagliato definire questo attraversamento come una “Seattle 2.0”.

A Seattle si partiva da un dato di ricomposizione attorno ad un contrasto a WTO, con una dinamica precisa con delle regole precise. Oggi siamo a condividere un problema più che a parlare di soluzioni. Credo sia terreno e anche una dinamica di movimento che è tutto da costruire.La disparità è enorme tra dinamiche moltitudinarie e dinamiche di soggettività dei movimenti più radicali che sono ancora molto caotiche e non determinanti. Il ragionamento sulla radicalità è più che altro sulla progettualità radicale che serve a partire da questa situazione. Siamo in un orizzonte in cui si parte da un presupposto che si è determinato oggi. E' possibile costruire qualcosa ma non è un dato scontato. Soprattutto questa cosa è da costruire e ha bisogno di un pensiero nuovo, di un'idealità nuova, di un meccanismo di comprensione nuovo rispetto alle dinamiche nuove che ci circondano.

La presenza della polizia è pressante, sono tutti schierati e armati, una scena esemplare è stato lo schieramento antisommossa davanti a Mc Donald's e Kentuky Fray Chicken dove c'è stata una contestazione con un po' di tensione e mi sono chiesto se il Mc Donald's non fosse una questione rituale, mentre in realtà, come mi hanno spiegato qui, era una contestazione mirata e ragionata perchè Mc Donald's fa largo uso di carne in modo intensivo e siccome la produzione di carne intensiva è quella che consuma più acqua nel pianeta e emette, attraverso il biogas, il CO2 che è uno dei nodi del problema. Questo dimostra come si impari e si concretizzi molto di più ascoltando

Mi sembra che sia una giornata positiva da un punto di vista della mobilitazione però con queste caratteristiche che ho detto, senza enfasi da nascite di nuove movimenti.

Oggi finalmente abbiamo visto la gente, oggi siamo in migliaia. Questo è quello su cui lavorare. Mi sembra interessante come dato di partenza.

Poi c'è l'altro elemento che è quello della libertà di movimento che abbiamo posto nella conferenza stampa all'inizio del corteo per la costruzione di un'altra Europa, di un altro meccanismo di vita. Qui è tutto perfetto, solamente che non c'è la libertà. E' tutto perfetto per chi obbedisce. C'è una perfezione chirurgica nel limitare la libertà. Sembra aritmetica, con matematiche ricadute sulle società.

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