Da Bologna all'Emilia Romagna: #BoicottaGranarolo!

Adl Cobas e centri sociali dell'Emilia Romagna al fianco dei lavoratori in lotta

28 / 6 / 2013

Come coalizione dei centri sociali dell'Emilia Romagna abbiamo deciso di aderire alla giornata di mobilitazione indetta da SI-Cobas e Adl Cobas a sostegno dei lavoratori della Granarolo di Cadriano:

Bologna - In sostegno ai lavoratori licenziati per rappresaglia: picchetto alla Granarolo sabato 29 giugno

Non possiamo restare indifferenti mentre più di 40 lavoratori vengono ingiustamente licenziati per il solo fatto di aver chiesto il rispetto del loro contratto di lavoro e il pagamento del pieno salario; la vicenda dei facchini della Granarolo condensa a livello locale quanto sta accadendo in maniera più generale su di un piano nazionale, ovvero un attacco ai salari, al diritto di sciopero e alla rappresentanza sindacale.

E' arrivato dunque il momento di prendere parola e di reclamare reddito e diritti. Per questo saremo presenti come Tpo e Làbas al picchetto che si terrà dalle 6 del mattino davanti ai cancelli dell'azienda.

Contemporaneamente a Parma, Rimini e Reggio Emilia saranno svolte iniziative di boicottaggio e sensibilizzazione davanti alcuni dei supermercati più importanti di ogni città.

Inoltre su globalproject.info saranno presenti costanti aggiornamenti sullo svolgimento delle iniziative, per twitter verrà utilizzato l'hashtag #boicottagranarolo.

Di seguito il testo e il flyer del volantino che verrà distribuito:

Compreresti dei prodotti sapendo che per farli arrivare sulla tua tavola è stata affamata un'altra persona? Riusciresti ad arrivare a fine mese rinunciando al 35% del tuo stipendio? Accetteresti di essere trattato da schiavo sul tuo posto di lavoro o faresti sentire la tua voce?
BOICOTTA LA GRANAROLO!!!

Da anni i lavoratori della logistica subiscono vessazioni, ricatti, soprusi in cambio di salari da fame. Ma è grazie a loro che ogni giorno nei supermercati arrivano le merci che poi compriamo. Molto spesso si tratta di migranti che a causa del ricatto del rinnovo del permesso di soggiorno sono costretti ad accettare le imposizioni di cooperative senza scrupoli.
Tutto ciò accade anche in aziende del nostro territorio, ad esempio presso la Granarolo dove i facchini hanno subito una decurtazione del 35% dello stipendio a causa di una cattiva gestione delle cooperative per le quali lavoravano. È per questo che nei mesi scorsi hanno deciso di protestare contro le condizioni di sfruttamento alle quali erano sottoposti, reclamando semplicemente il loro diritto ad un lavoro e un salario dignitosi. Invece di ascoltare le loro richieste l'azienda ha deciso di licenziarli.
I facchini della Granarolo però non si sono arresi e stanno continuando a lottare chiedendo garanzie per il loro futuro. La loro protesta coinvolge tutti quelli che credono che non si possano calpestare i diritti e la dignità di molti in nome dei profitti di pochi . È arrivato il momento di far capire che non si può usare la scusa della crisi come ricatto per contrattare al ribasso la vita delle persone. Si tratta di scegliere dove stare, dalla parte dei diritti e della dignità o dalla parte dei soprusi e dello sfruttamento. Ognuno di noi può dare il suo contributo, basta un semplice gesto: boicottiamo i prodotti della Granarolo finché non saranno garantiti ai lavoratori licenziati un salario e un futuro dignitosi.

Lasciamo fuori dalle nostre case lo sfruttamento, facciamo spazio ai diritti! Boicotta anche tu la Granarolo!

Adl Cobas e Coalizione dei Centri Sociali dell'Emilia-Romagna a sostegno della protesta dei lavoratori Si-Cobas della Granarolo

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Flyers #boicottagranarolo