Fuori Controllo vs. il 26 marzo a Roma per la difesa dei beni comuni

24 / 3 / 2011

Oggi come Fuori Controllo abbiamo restituito alla Presidenza dell'Ente Parco dei Colli Euganei il suo calendario che ci è stato recapitato alla sede dell'Associazione e che abbiamo verificato essere per la maggior dei cittadini di questo territorio l'unico segno tangibile dell'esistenza dell'Ente.

Un po' poco, dato che siamo stati in grado da piccolo spazio sociale quale siamo di correggerlo e renderlo molto più veritiero rispetto alla reale situazione del nostro territorio e così lo riconsegniamo per amore di verità.

Lo rendiamo in particolare all'organismo politico del parco, che non ha saputo ascoltare le preoccupazioni e la rabbia della sua comunità attorno al progetto Revamping Italcementi e cosa, più importante, interpretare la sua richiesta di alternative e realizzarle. La famosa società civile si agitava, si organizzava e interrogava su questioni importantissime per il futuro proprio e delle generazioni successive, chiedeva cosa produrre, come farlo, quanto cemento possiamo ancora riversare su questo territorio colabrodo all'indomani di un'alluvione disastrosa, come si possa uscire da una crisi multiforme, totalizzante e sistemica come quella che viviamo continuano a reiterare modelli che anno già fallito, continuando a “tirare avanti” nella prospettiva di altri tre o quattro decenni di inquinamento “come da contratto”. Mentre questo succedeva nei territori e spesso all'interno delle stesse amministrazioni e a dispetto di un parere tecnico che dichiarava i cementifici incompatibili con il Parco, la “testa” dell'Ente faceva esattamente questo: tirava diritto, firmando una convenzione che portava a casa soldi, cash, Somme che se rapportate a un diritto ad inquinare garantito con tutto quel che comporta per chi qui ci vive, ci lavora e alle dimensioni del territorio sono irrisorie, ridicole.

E allora a cosa servono? In un momento di crisi come questo servono a continuare a vivacchiare, a non perdere potere su su quello che è pur sempre un Ente, uno snodo di potere, una piccola roccaforte di voti o comunque di scambio dove il capitale da rischiare siamo tutti noi dentro al nostro territorio , in primis i lavoratori del parco che subiscono le conseguenze di questo navigare a vista ad ogni contraccolpo della crisi.

Tutto questo a dimostrazione che non stiamo parlando di una battaglia epica tra il bene pubblico e il male privato e che non ci basterà delegare a qualcuno la tutela dei Colli Euganei. I nostri beni comuni, tutti, acqua aria terra, li porteremo fuori da questa baruffa tra capitale pubblico e privato che li vorrebbe sfruttare. Fuori dalle logiche di profitto e sfruttamento per restituirli ad uno sforzo giornaliero, collettivo e veramente democratico per la gestione e la difesa delle nostre risorse per noi che ci siamo e per quelli che verranno dopo. Questo ci insegnano i comitati nati nel nostro territorio attorno al tema dei beni comuni e che ci lavorano senza scorciatoie e interrogandosi in una continua ricerca. Siamo solidali con loro e con tutti quelli che oggi sono sotto attacco perchè rifiutano di scegliere con una pistola alla tempia che dice: “Prendi quel poco che ti offriamo ora, anche se è un lavoro mal pagato e insalubre, se sono trent'anni di fumi più o meno inquinanti qualsiasi cosa, perchè oggi c'è la crisi e domani non si sa”.

Noi decliniamo l'invito e andiamo a riprenderci il domani. Tenetevi il calendario, le nuove foto le scatteremo noi.


Fuori Controllo verso il 26 marzo a Roma - Manifestazione Nazionale

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Fuori Controllo per i beni comuni