Padova: "Busitalia zona rossa!"

Giovedì 7 gennaio mobilitazione per un sistema di trasporti sicuro, libero e accessibile e per un immediato rientro a scuola rientro a scuola in presenza e in sicurezza.

6 / 1 / 2021

Giovedì 7 gennaio, giorno in cui era stata programmata la riapertura delle scuole, il Coordinamento Studenti Medi di Padova ha lanciato un’iniziativa di protesta, a cui hanno aderito Adl Cobas, Cobas Scuola, Priorità alla scuola e il collettivo universitario SPAM. L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sia su un sistema di trasporti sicuro, libero e accessibile, sia per tutto ciò che finora non è stato fatto verso un rientro a scuola in presenza e in sicurezza, in particolare in Veneto. Qui infatti il governatore Luca Zaia ha chiuso le scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio, senza reali motivazioni. L’appuntamento è alle 11 nel piazzale della stazione FS. Nel pomeriggio ci saranno due “lezioni alternative” su questioni ambientali e violenza di genere.

Appello - Busitalia Zona Rossa: vogliamo trasporti sicuri, accessibili e gratuiti

Invitiamo associazioni, realtà o singole persone a sottoscrivere l’appello, a contattarci tramite social e ad essere presente in piazza giovedì 7 Gennaio sempre nel rispetto delle norme anti-covid

Noi siamo studenti e studentesse a cui da mesi viene negato il diritto allo studio e siamo sottoposti al becero ricatto tra diritto alla salute e diritto all’istruzione.

Ora basta.

Dobbiamo unire le forze e reagire, non possiamo accettare che le nostre voci non vengano ascoltate: per questo giovedì 7 gennaio faremo un presidio alle fermate degli autobus nel piazzale della stazione: ci serve ascolto, subito.

Noi vogliamo tornare a scuola ed avere le condizioni che permettano di farlo in sicurezza, ma non per trovarci nuovamente davanti a degli schermi il mese successivo e veder nuovamente svanire la possibilità di riappropriarci del diritto allo studio.

Vogliamo tornare a scuola in sicurezza e rimanerci!

E il primo passo per poterlo fare è partire dall’inizio, ovvero dal tragitto da casa nei mezzi pubblici:

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria le Regioni non sono ancora riuscite a far fronte ad uno dei principali problemi di contagio: il contagio nel trasporto pubblico.

Ogni persona ha necessità di spostarsi: per lavoro, per formazione, per svago.

Non tutti però possono permettersi il trasporto privato, il costoso monopattino il motorino o la macchina, l’assicurazione la benzina e il parcheggio.

Dunque moltissime persone sono obbligate, anche durante la pandemia, ad utilizzare il trasporto pubblico che è un luogo di inevitabili incontri e quindi diventa anche luogo di potenziale contagio.

Nonostante l’emergenza sanitaria, la necessità del trasporto pubblico persiste in quanto questo è essenziale per moltissima gente.

Crediamo che l’attuale gestione non stia mirando a migliorare ed implementare un servizio necessario come il trasporto pubblico, ma che si stia invece tentando di risolvere il problema con blocchi e chiusure che fanno pesare sulla collettività tutta la situazione.

Misure contenitive di forme di incontro anziché misure migliorative di servizi importantissimi.

Noi non vogliamo accettare la narrazione per cui il problema è “il trasporto pubblico” o “la scuola” in sé.

Noi crediamo che questi servizi debbano essere studiati, migliorati ed implementati per garantire accessibilità e sicurezza a coloro che devono accedervi: noi per primi sia come pendolari che come studenti non meritiamo che ci venga tolta la possibilità di muoverci o incontrarci a scuola.

Noi meritiamo che vengano migliorati i trasporti e le strutture in cui studiamo, che tutto venga reso sicuro e gratuito pensando a chi è più vulnerabile.

Abbiamo bisogno che scuola e trasporti vengano migliorati, resi sicuri, così come si è fatto con molti esercizi e luoghi di lavoro, affinché non si debbano tenere chiuse le scuole limitando l’offerta formativa, la socialità e l’apprendimento.

Vogliamo che, almeno sul fronte dei trasporti (non si devono aprire cantieri per moltiplicare i bus), questo venga fatto presto aumentando le corse e le linee degli autobus nelle fasce orarie tra le 7 e le 10 e tra le 12 e le 16, assumendo ulteriore personale ove necessario e diminuendo così, scientificamente, le possibilità di contagio.

Per questo invitiamo chi sente questa necessità e questo problema a venire con noi davanti alla stazione il 7 gennaio alle 11 della mattina in piazzale stazione.

Aggiornamenti (dalla pagina Facebook del Coordinamento studenti Medi)

Studenti Padova

Saremo in piazza non solo per la questione dei trasporti, ma per tutto ciò che finora non è stato fatto verso un rientro in presenza e in sicurezza.

Luca Zaia chiude le scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio. E lo fa senza reali motivazioni. Mente sapendo di mentire.

Dove sono finiti i tamponi nelle scuole? Dove è il piano trasporti della Regione? Dove è il potenziamento del tracciamento dedicato alle scuole?

E cosa è stato fatto per gli edifici inutilizzati che possono essere messi a disposizione per la scuola? E l’assunzione di nuovo personale docente e ATA?

La scuola va riaperta in presenza. Subito. E vanno messe in campo quelle misure che chiediamo da mesi e mai adottate. Tornare a scuola si può, basta volerlo!

Noi non ci fermiamo, anzi, reagiamo!

Ci vediamo il 7 gennaio alle 11 al piazzale della stazione!!!

E nel pomeriggio a fare lezioni alternative su questioni ambientali e violenza di genere!

Lezioni alternative

Studenti Padova

Da mesi ormai sentiamo l’esigenza di tornare nelle nostre classi. Vogliamo tornare a scuola, ma in una scuola diversa: una scuola che possiamo raggiungere con dei mezzi sicuri, che abbia abbastanza aule e spazi, dei presidi sanitari, più docenti e personale ATA, ma soprattutto una scuola diversa nei contenuti, nei metodi e nella didattica.

Tra le tante pecche della nostra scuola c'è una vera e propria mancanza o trascuratezza nel parlare di cose diverse da una lezione di matematica o filosofia, come di questioni ambientali o di sessualità o di violenza o identità di genere.

Vogliamo una scuola alternativa, in cui non ci sentiamo a disagio e che dia una risposta reale alle nostre necessità , proponendo una nuova formazione: inclusiva, contro ogni forma di discriminazione o prevaricazione, orizzontale e che abbia come primario scopo la crescita e l’autodeterminazione di ogni studente e studentessa

In questo giorno particolare abbiamo organizzato due lezioni che si avvicinano al nostro modello di scuola insieme a esperti che ci aiuteranno ad affrontare temi che sentiamo vicini.

14.30 parliamo di CONSUMO DI SUOLO e questioni ambientali con il Laboratorio GIScience dell’Università di Padova

16.00 parliamo di VIOLENZA CONTRO LE DONNE e cultura patriarcale con il centro antiviolenza di Padova “Progetto donna”

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