Art Lab verso il 15 ottobre

Parma - Meglio precari in mutande che burattini della B.C.E.

United for global change

3 / 10 / 2011

Oggi, a Parma, è stato inaugurato il nuovo polo di ricerca della Chiesi Farmaceutica. Presenti, per effettuare il taglio del nastro, i ministri Sacconi e Fazio. Al termine della cerimonia, all’esterno del complesso, ha debuttato il nuovo spettacolo di burattini degli studenti e precari di Art Lab.

Lo spettacolo rappresentava, in maniera divertente e ironica, le dinamiche cui stiamo assistendo negli ultimi tempi: la B.C.E. che impone politiche di austerity, e il Governo, burattino nelle sue mani, procede con tagli a servizi  e welfare e noi.. noi restiamo in mutande ma ci teniamo ben stretta la nostra dignità.

Ancora una volta la città di Parma si fa teatro dell’ennesima farsa della politica istituzionale, specchio dell’inquietante scenario nazionale, europeo e globale, sempre più svuotato del suo significato di spazio sociale e politico.

A muoversi come burattini su questo palcoscenico ritroviamo i ministri del Lavoro e politiche sociali Maurizio Sacconi e della Salute Ferruccio Fazio; due personaggi tristemente noti per avere incarnato in pieno il ruolo di sicari delle forme di democrazia partecipata, in virtù di un più ampio disegno, in cui il salvataggio dei mercati finanziari sia l’unica prospettiva auspicabile.

L'ultima manovra finanziaria ha stretto una morsa attorno al concetto di democrazia, sferrando un attacco a quel diverso modello di sviluppo che, attraverso un processo di ricomposizione sociale e di riconquista di spazi di partecipazione, ha portato alla vittoria del referendum su acqua e nucleare, e, più in generale, alla definizione di concetto di bene comune.

Non da meno, lo smantellamento delle politiche sociali e lo snaturamento del contratto nazionale del lavoro, messi in atto dall’articolo 8 della manovra, vengono propinati come rimedi alla crisi (pur non facendo altro che riprodurre i suoi stessi meccanismi), presentando come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico e gli interessi dei mercati finanziari.

La violenza e il saccheggio di tali politiche, esercitato sui corpi e sulle risorse di intere fasce sociali, in questa occasione, si trasforma in momento di espressione di una rabbia collettiva.

La nostra rabbia si scaglia non solo contro le dinamiche di un governo che ha fatto dell’ossessione securitaria e della demagogia i suoi cavalli di battaglia, o contro una manovra fortemente regressiva, ma, in generale, contro un modello politico ed economico che risponde solo alla dittatura dei mercati.

Rifiutiamo una prospettiva politica che ha sostituito il termine “alternanza” a quello di “alternativa”, riproponendo un agglomerato di tecnocrazia, burocrazia e privatizzazione di ogni potere decisionale sotto le mentite spoglie di un’utopica manovra equa, che non può esistere, se non  configurandosi come sottrazione da quel meccanismo di speculazione finanziaria che ci impone, tramite durissime politiche di austerity,  una seconda volta il pagamento della crisi.

Condanniamo la  strumentale lettura del contesto storico basata su categorie inesistenti e politiche assistenzialistiche costruite su di esse. Condanniamo i modelli imposti, che vedono come centrali la famiglia intesa in senso classico o la casa come bene di proprietà, che non appartengono più a nessuno, soprattutto a generazioni che costruiscono vite e desideri sulla mobilità.

Chiediamo di ripensare collettivamente all’intero spazio economico, sociale e politico e ad un nuovo modello di sviluppo che sia al tempo stesso solidale, sostenibile e partecipato, attraverso la gestione democratica del territorio, la riconversione ecologica della produzione, la democrazia energetica, la costruzione di un'altra scuola, di un'altra università, di un'altra ricerca, universalmente accessibili. Questa alternativa è fattibile solo restituendo centralità ai beni comuni, intesi anche come spazi culturali e formativi, motori di un cambiamento possibile. Per questo riteniamo necessario e doveroso denunciare come conoscenza, cultura e ricerca vengano continuamente vessate dalla violenza aziendalistica delle politiche di governo che, soprattutto nell'ultimo anno, hanno subito una forte accelerazione nella direzione della segmentazione e dequalificazione dei saperi, sempre più inviluppati in meccanismi escludenti di gerarchizzazione. La nostra alternativa parla quindi di un forte rinvigorimento della ricerca, e uno smarcamento della stessa dagli interessi privati.

Per questi motivi, riteniamo che la presenza di due ministri della Repubblica, in occasione dell'inaugurazione del nuovo centro  di ricerche della Chiesi Farmaceutiche, sia da considerarsi un affronto al concetto stesso di democrazia.

La giornata di oggi rappresenta una tappa verso la costruzione della mobilitazione internazionale del 15 ottobre, giornata globale contro le politiche di austerity.

Allo stesso tempo diventa punto di intersezione per tutte le realtà in lotta, oppresse dai meccanismi di una crisi che si autoriproduce, all'interno di un processo di collettivizzazione della coscienza che la liberazione del comune e la costruzione di un'alternativa politica e di sistema, debba passare necessariamente attraverso la ricomposizione sociale e  la riconquista, da parte della moltitudine, del proprio protagonismo politico.

Il 15 ottobre sarà la giornata mondiale degli Indignados, ricominciamo a pensare collettivamente il modello che vogliamo partendo dalla lotta alla precarizzazione, dalla riconquista degli spazi di cultura e formazione,  dal reclamare reddito, ripensare il welfare state e abbattere la stratificazione sociale.

IL FUTURO E’ QUI E LO COSTRUIAMO NOI. IL 15 OTTOBRE A ROMA!

Art Lab Occupato - Borgo Tanzi 26

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Info autobus 15 ottobre da Parma 

tel. 3484285794 

artlab_parma@yahoo.it

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