Contributo ricevuto alla mail del Paz dopo la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che introduce l’aggravante della finalità eversiva a Forza nuova Rimini

Rimini - Paz, istituzione della Democrazia

20 / 10 / 2010

Gli ex militanti di Forza Nuova guidati dal locale segretario  sono stati condannati con l’aggravante di eversione, sancendo per via giudiziaria che la destra è un pericolo per la Democrazia, non tanto come status quo, ma come progetto politico.

Si sentenzia che i camerati di Rimini erano pronti, non solo a mettere a repentaglio l’incolumità degli attivista del Paz, ma la democrazia in senso lato. Questo implica che i tribunali hanno comunicato che in via Montevecchio vi fosse un Istituzione della Democrazia Italiana. Era un luogo in cui i cittadini dibattevano sull’uso del territorio, dove i migranti conoscevano la legalità, e dove si realizzarono incontri che portarono alle attuali lotte per il rispetto dei contratti nazionali negli alberghi riminesi e nelle fabbriche metalmeccaniche italiane, messe a repentaglio da un progetto europeo di graduale riduzione in schiavitù dei lavoratori.

Gli squadristi si sono organizzati per lungo tempo per  poter colpire tale Istituzione dell’Antifascismo riminese, consapevoli che fosse il passaggio di un percorso nato il 21 settembre, giornata di Liberazione di Rimini dall’occupazione Nazi-Fascista della città Rimini, e che con il tempo avrebbe potuto rendere la “Liberazione una pratica quotidiana”.

Ma tale Istituzione della Democrazia, avente sede in via Montevecchio, è stata attaccata non solo da militanti di Forza Nuova, ma anche da un giornale locale, e successivamente dalla giunta di centro sinistra riminese con lo sgombero di tale spazio (procedura iniziata qualche giorno dopo gli arresti dei camerati di Forza Nuova), i quali auspicavano che i principi della Democrazia non sviluppassero un lotta per la Dignità, la Cittadinanza e il reddito contro la Crisi. Essi si sono adeguati alle pressioni de La Destra per introdurre nuovi recinto all’uso del Bene Comune attraverso lo sgomebro.

Ma lo spirito del laboratorio di via Montevecchio non può esser schiacciato, ed emerge frequentemente nei presidi contro lo sfruttamento negli alberghi o nei cortei dei metalmeccanici e nelle diverse lotte che provano a costruire il Comune.

Uniti contro la crisi.

Siamo tutti antifascisti!

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